Salute, crolla il numero di visite urologiche

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Crollo dal 75 al 90% per l’attività sia di elezione che di Pronto Soccorso, azzerata la prevenzione, a rischio l’aderenza delle terapie, prezzo altissimo per la gestione tardiva di patologie il cui decorso è fortemente condizionato da una diagnosi precoce. Questo il quadro dell’Urologia italiana in tempo di Covid-19, tracciato dalla Fondazione PRO nel corso di una conferenza stampa virtuale, nella giornata internazionale dedicata dall’Unesco alla salute maschile. “L’attività chirurgica per le patologie oncologiche non si è fermata per i tumori della vescica e della prostata – spiega Vincenzo Mirone, Presidente di Fondazione PRO, Professore Ordinario di Urologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia | Università Federico II, Napoli – ma a tenere lontani gli uomini dalla propria salute ci ha pensato il combinato disposto della paura del contagio e della consueta, perniciosa, scarsa attitudine a prendersi cura di sé o a farlo quando ormai è troppo tardi”. “In un Paese che vede 25 milioni di uomini sopra i 15 anni, 8 italiani su 10 non si sono mai sottoposti a una visita dall’urologo – afferma Andrea Salonia, Professore Ordinario di Urologia e Direttore dell’Istituto di Ricerca Urologica | Università Vita-Salute, Ospedale San Raffaele, Milano –. Eppure il cancro della prostata rappresenta il tumore più frequente nei maschi dopo i 50 anni, con numeri molto simili a quelli del tumore della mammella (36.000 nuove diagnosi ogni anno, con circa 7.000 morti). Possiamo intervenire su questi dati, iniziando col migliorare il rapporto con l’ambiente: un contesto sano ha infatti un ruolo protettivo della salute delle persone. Le ultime ricerche epidemiologiche confermano infatti una correlazione diretta, in particolare per quanto riguarda la fertilità e l’esposizione ad agenti cancerogeni. Le caratteristiche del liquido seminale possono essere considerate una valida chiave di lettura dell’intero stato di salute dell’uomo e usate per fare prevenzione secondaria. I soggetti infertili, a parità di età sono meno sani, biologicamente più anziani e la loro condizione può considerarsi un campanello d’allarme rispetto allo sviluppo di alcune patologie”.
Centrale anche in questo AndroDay il tema della corretta alimentazione nelle attività di prevenzione. “Dobbiamo lavorare sempre più sui menù funzionali – dichiara il noto chef Franco Pepe, artigiano pizzaiolo, ambasciatore della campagna di prevenzione di Fondazione PRO -. La pizza deve diventare il frutto di un lavoro di squadra portato avanti da noi creativi con agronomi e nutrizionisti di fiducia. Solo così sarà il risultato di un corretto bilanciamento di proteine, carboidrati, lipidi. Solo questo approccio multidisciplinare ci offrirà un piatto tipico buono e che fa bene. Ricordiamo che non parliamo di ossessioni patologiche per il mangiar sano, ma di stili di vita che ci risparmiano per esempio l’insorgenza della sindrome metabolica (associazione di ipertensione, intolleranza al glucosio, dislipidemia, obesità), così strettamente correlata ad altre patologie, non solo oncologiche”.
“Nella sindrome metabolica – continua Mirone – si ha un abbassamento dei livelli circolanti di testosterone, strettamente correlato a malattie come il tumore della prostata, il deficit erettile, l’infertilità e l’ipertrofia prostatica benigna, una patologia che affligge oltre il 50% degli uomini sopra i 60 anni e consiste nell’ingrossamento benigno della ghiandola, con conseguenti difficoltà nell’urinare. Un problema che ha un sensibile impatto sulla qualità della vita degli uomini”.
“Il Covid-19 – ricorda Mirone – ha reso più difficile l’esistenza degli oltre 564mila uomini che in Italia vivono con un cancro alla prostata. Per il 71% dei pazienti il Coronavirus è fonte di forte preoccupazione, mentre il 37% è convinto di essere più esposto al contagio a causa dei trattamenti anti-tumorali. Quattro malati su dieci hanno evitato di andare in ospedale già durante il primo lockdown, rinviando così cure e visite. E sette malati su dieci auspicano di poter assumere terapie trimestrali o semestrali, per poter così ridurre gli accessi alle strutture sanitarie e garantire la continuità delle cure. A tutti loro è dedicata la nostra campagna educazionale nazionale “Prostata, per il cancro non c’è lockdown”, un appello a non abbandonare le terapie, sposato e condiviso da una persona sensibile e generosa come Massimiliano Allegri, protagonista del nostro spot. A tutti gli uomini italiani, ma anche alle loro compagne, è invece dedicata la PRO Tv www.fondazionepro.tv un progetto che mette insieme le più autorevoli figure italiane sulla formazione e la divulgazione di temi quali la fertilità, la salute della prostata, quella della coppia, la Telemedicina e i corretti stili di vita. Attivata dal luglio scorso, la tv, che viene costantemente aggiornata con nuovi autorevoli contributi, sta avendo un successo significativo nelle diverse fasce d’età. Il nostro obiettivo è, prendendo atto che con questa pandemia avremo ancora a lungo a che fare, costruire una nuova modalità di interazione per difendere e diffondere la prevenzione urologica e andrologica”.

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