La prima volta. Ovvero, tutti i record elettorali (e non solo) degli Stati Uniti d’America

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(di Mauro della Porta Raffo, Presidente onorario della Fondazione Italia USA) Indispensabile premessa: il Presidente degli Stati Uniti d’America non viene eletto direttamente dal popolo – è la sua infatti una ‘elezione di secondo grado’ – ma dai Grandi Elettori (in originale, ‘Electors’ con la e maiuscola per distinguerli dai comuni aventi diritto al suffragio) che, votati dal 1848 “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile”, si riuniscono, Stato per Stato nella città capitale, nel da loro formato Collegio Elettorale “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo dicembre” per provvedere alla effettiva nomina.

Nel caso in cui non emerga nelle votazioni una maggioranza assoluta di Grandi Elettori (altresì definibili Delegati Nazionali), il Collegio declina l’incarico trasferendo la competenza alla Camera dei Rappresentanti.

Se la stessa cosa accade per la carica di Vice, la situazione viene risolta dal Senato.

(In proposito, quanto agli specifici accaduti, si veda nelle righe seguenti).

I Grandi Elettori sono pari al numero totale dei Congressisti (Senatori più Rappresentanti) e oggi sono cinquecentotrentotto (fissando pertanto la maggioranza assoluta a duecentosettanta) perché ai predetti membri delle Camere (oggi, cento Laticlavi e quattrocentotrentacinque Rappresentanti) si aggiungono i tre spettanti al District of Columbia.

Ogni Stato invia al Collegio un numero di Grandi Elettori uguale a quello dei suoi eletti al Parlamento.

Per la necessaria massima possibile completezza, i partiti che hanno portato alla Executive Mansion (verrà chiamata White House anni dopo l’inaugurazione) almeno un eletto dopo George Washington sono il Federalista, il Democratico/Repubblicano, il Whig, il Democratico e il Repubblicano.

Nota bene

Il partito democratico, avendo per simbolo un Asino, può essere definito ‘dell’Asino’ o ‘dell’Asinello’.

I suoi eletti (come gli elettori) a loro volta ‘Asini’ o ‘Asinelli’.

Il repubblicano è chiamato anche ‘Grand Old Party’ (acronimo, ‘GOP’) e così – come anche ‘Elefanti’ o ‘Elefantini’, dappoiché il suo simbolo è appunto quel pachiderma – possono essere indicati i suoi eletti ed elettori.

Orbene:

– L’unica volta nella quale si votò per la Presidenza anche in un anno dispari fu nel 1789 (invero, tra il 15 dicembre 1788 e il 10 gennaio 1789 appunto, dato che fino al 1844 compreso le urne resteranno aperte per più settimane), cioè nella prima circostanza; 

– per connessione, la prima volta che si votò in un solo giorno fu nel 1848;

– la prima volta che si votò esclusivamente in un anno bisestile (come poi sempre) correva il 1792; 

– il primo Presidente eletto (nel predetto 1788/89) fu George Washington;

– il primo Presidente rieletto, di nuovo George Washington (1792);

– la prima entrata in carica (Insediamento) e il primo Discorso di Accettazione sono datati 30 aprile 1789, protagonista George Washington; 

– il primo entrato in carica il 4 marzo dell’anno successivo all’elezione ancora George Washington nel 1793;

– va qui detto che lo stesso Washington è il solo eletto considerato indipendente dai partiti e l’unico votato all’unanimità (peraltro, in tutte e due le occasioni) dal Collegio Elettorale; 

– il Padre della Patria è stato anche il primo Generale eletto. Dopo di lui, non pochi nell’Ottocento. Fra gli altri Andrew Jackson, William Harrison, Zachary Taylor, Ulysses Grant… Il solo Generale alla Casa Bianca nel Novecento è Dwight Eisenhower; 

– per connessione, il primo entrato in carica (a seguito di un Emendamento che anticipava i termini) il 20 gennaio dell’anno successivo alla elezione fu Franklin Delano Roosevelt nel 1937;

– per inciso, la prima First Lady (anche se all’epoca non veniva così vocata la consorte del Presidente) si chiamava Martha (Dandridge Washington) e il significato del suo nome in aramaico è incredibilmente ‘padrona di casa’;

– 1791, entra a far parte dell’Unione il Vermont. È il primo Stato ad essere ammesso e quindi la quattordicesima stella;

– il primo Vice succeduto in carica al Presidente del quale era appunto vicario fu John Adams, votato nel 1796;

– il primo sconfitto cercando un secondo mandato fu lo stesso John Adams nel 1800;

– il primo a risiedere nella Executive Mansion (dipoi, White House) fu sempre John Adams nell’anno 1800;

– il primo ticket elettorale fu proposto dai partiti nel 1804 perché in precedenza i candidati alla Presidenza e alla carica vicaria non erano presentati insieme la quale cosa portava alla vittoria chi conquistava il maggior numero di Grandi Elettori e alla Vicepresidenza il secondo classificato; 

– era così occorso che nel mandato 1797/1801 il Capo dello Stato (John Adams) fosse di un partito e il vicario (Thomas Jefferson) di un altro; 

– le elezioni del 1800 videro alla pari quanto a delegati al Collegio Elettorale conquistati due candidati (Thomas Jefferson e Aaron Burr). Per decidere chi dei due dovesse governare furono necessari trentasei ballottaggi alla Camera, record in questo davvero particolare campo;

– nel 1824 nessuno dei candidati raggiunse la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori e pertanto la competenza quanto alla nomina passò alla Camera. Fu questa la prima ed unica volta relativamente alla carica assoluta con le disposizioni ancora ai nostri giorni vigenti essendo il precedente del 1800 conseguente ad una legge elettorale allora in vigore e come detto modificata nel 1804;

– per connessione, altrettanto occorse nel 1836 per la Vicepresidenza per cui, come previsto, la decisione conseguente fu opera del Senato; 

– ancora nel 1836 viene eletto Martin Van Buren. La cosa va segnalata perché era il Vice in carica di Andrew Jackson e occorrerà attendere il 1988 perché un altro Vice ‘incumbent’, George Herbert Bush, riesca nell’impresa; 

– Van Buren, nato nel 1782, è il primo Presidente eletto venuto al mondo dopo la Dichiarazione di Indipendenza del 1776;

– 1831, l’allora esistente Partito Antimassonico, al fine di scegliere il proprio candidato per il 1832, organizza la prima Convention radunando i delegati per la bisogna a Baltimora. Verrà subito imitato; 

– 1832, il candidato del predetto Partito Antimassonico William Wirt vince nel Vermont. È la prima volta che un esponente di un partito ‘terzo’ riesce nell’impresa di conquistare uno Stato e i suoi Delegati Nazionali; 

– il primo Presidente deceduto in carica fu William Harrison nel 1841;

– il primo Vice subentrato ‘mortis causa’ fu John Tyler nel 1841;

– Tyler, venuto al mondo nel 1790, è il primo Presidente nato dopo la firma del Trattato di Parigi (1783), atto con il quale la vecchia madre patria inglese riconosceva l’indipendenza delle tredici ex colonie. È pertanto il primo vero inquilino della Casa Bianca ‘americano’;

– tutti e due gli eletti Whig (William Harrison e Zachary Taylor, entrambi Generali) morirono di morte naturale in corso di mandato; 

– il più volte indicato William Harrison fu Capo dello Stato per un mese (4 marzo/4 aprile 1841), la permanenza in carica più breve;

– per connessione, il Presidente per più tempo in carica è stato Franklin Delano Roosevelt. Eletto quattro volte (1932, 1936, 1940 e 1944), governò dal 4 marzo 1933 al 12 aprile 1945 (per quattromilaquattrocentoventidue giorni), momento della dipartita; 

– per susseguente connessione, nel 1951 è entrato in vigore un Emendamento che limita a due le possibili elezioni e pertanto il numero massimo di giorni in carica a duemilanovecentoventidue;

– il citato John Tyler è finora il Vice succeduto ‘mortis causa’ (esclusi quanti si siano ripresentati in proprio venendo confermati) restato più a lungo in sella: tre anni e undici mesi;

– John Tyler rimase vedovo (primo decesso di una First Lady in carica) nel 1842 e si risposò (primo matrimonio a White House) nel 1844;

– Tyler è anche il solo Capo dello Stato USA espulso dal proprio partito mentre sedeva a White House; 

– per connessione, il primo Vice subentrato che si è ripresentato in proprio nel mandato successivo a quello nel quale era succeduto al titolare essendo altresì eletto fu Theodore Roosevelt nel 1904;

– il primo democratico (in cotal modo considerato) candidato (ed altresì eletto) fu Andrew Jackson nel 1828;

– 1845, la prima cerimonia di insediamento che fu riportata via telegrafo nonché la prima immortalata fotograficamente da una rivista fu quella relativa a James Polk il 4 marzo del citato 1845;

– il solo Capo dello Stato non sposato né vedovo fu il democratico James Buchanan; 

– 1854, viene fondato il Partito Repubblicano; 

– il primo candidato repubblicano si chiamava John Fremont. Correva il 1856 e venne sconfitto; 

– il primo repubblicano eletto fu Abraham Lincoln, nel 1860;

– il primo Presidente assassinato è il medesimo Abraham Lincoln, nel 1865;

– il primo (ed unico) Vice democratico succeduto a un repubblicano fu Andrew Johnson nel 1865 (nel 1864 Lincoln, a Guerra di Secessione in corso, lo aveva voluto nel ticket perché era tra i pochi democratici non secessionisti);

– lo stesso Andrew Johnson fu il primo Presidente sottoposto ad Impeachment dalla Camera. Giudicato come prescritto dal Senato,  se la cavò per il rotto della cuffia; 

– per connessione, il secondo Capo dello Stato di cui fu chiesa la destituzione fu Bill Clinton, anch’egli assolto dai Laticlavi; 

– il terzo è stato Donald Trump, a sua volta giudicato non destituibile dalla stessa Camera Alta; 

– 1869, viene completata la linea ferroviaria che da Omaha porta a Sacramento. Da questo momento si può partire in treno da New York e dopo sette giorni e sei notti di viaggio arrivare nella capitale californiana; 

– 1870, il XV Emendamento concede il diritto di voto ai neri (maschi, ovviamente, essendo precluso alle donne in generale);

– candidato nel 1872, Horace Greeley morì il 29 novembre, dopo le votazioni  (che aveva perso) ma prima della riunione del Collegio Elettorale. Per tale ragione, i sessantasei Delegati che gli spettavano rimasero per così dire orfani;

– la prima donna candidata alla Presidenza, ovviamente perdendo, fu nel 1872 Victoria Woodhull. Per un partito assolutamente minore e quando le Signore non avevano diritto all’elettorato, attivo o passivo che fosse;

– il primo Territorio (futuro Stato) a dare l’ora citato diritto di elettorato (attivo e passivo) alle donne fu il Wyoming nel 1869;

– il primo eletto dalla maggioranza dei Grandi Elettori conquistata pur avendo perso il voto popolare fu Rutherford Hayes nel 1876 (occorse una lunga trattativa conclusa con un compromesso detto ‘del 1877’);

– 1876, è questa la votazione presidenziale nella quale si confrontano Asini ed Elefanti che vede in assoluto la massima affluenza alle urne: l’ottantuno e otto per cento degli aventi diritto; 

– per connessione con il predetto Hayes, vittoriosi al Collegio pur avendo ricevuto meno suffragi popolari, Benjamin Harrison nel 1888, George Walker Bush nel 2000 e Donald Trump nel 2016, tutti repubblicani; 

– 1880, teoricamente (alcuni Stati hanno in verità anticipato e anticiperanno la chiamata alle urne per la bisogna e il Maine lo farà fino al 1958), da questa data si vota per Camera nel giorno delle Presidenziali (oltre che nelle Mid Term essendo il mandato camerale biennale);

– il primo che avendo già occupato lo scranno presidenziale due volte cercò una terza nomination (fallendo) fu Ulysses Grant nel 1880;

– il primo democratico che interruppe la sequenza di repubblicani alla Casa Bianca (dal 1861 al 1885, ventiquattro anni, record da quando democratici e repubblicani si sfidano) fu Grover Cleveland eletto nel 1884;

– l’or ora citato Cleveland è il primo Presidente scapolo (Tyler, come visto, era vedovo) che si sia sposato in corso di mandato;

– lo stesso è il primo candidato appartenente ad uno dei due partiti maggiori che ottenne tre nomination consecutive (1884, 1888, 1892) partecipando quindi a tre campagne l’una dopo l’altra; 

– ancora Cleveland è il solo Capo dello Stato americano ad essere stato eletto due volte non consecutivamente (1884 e 1892) risultando sia il ventiduesimo che il ventiquattresimo nell’elenco inaugurato da Washington; 

– per connessione, Cleveland e il suo successore Benjamin Harrison sono (nel 1888 e nel 1892) i primi due Presidenti sconfitti l’uno dopo l’altro (gli unici, volendo, dato che il caso della coppia Gerald Ford e Jimmy Carter che viene  loro equiparata si differenzia non essendo il primo dei due mai stato eletto);

– per connessione appunto, il citato Gerald Ford è il solo Presidente arrivato a White House senza essere stato eletto né quale Capo dello Stato né in precedenza Vice;

– per ulteriore connessione, Richard Nixon, nel 1974, fu costretto a rassegnare le dimissioni (cosa mai prima accaduta) per lo ‘Scandalo Watergate’ la quale evenienza portò al comando appunto Ford (già Vice in conseguenza delle altre dimissioni del Vice in carica Spiro Agnew);

– con Ford fu applicato per la prima volta l’Emendamento del 1967 che prevede la sostituzione del Vice (la carica in precedenza non veniva occupata e restava scoperta fino alle seguenti votazioni) in caso di morte o altro motivo di vacanza;

– il predetto Benjamin Harrison detiene due primati: è il solo nipote abiatico di un predecessore (William Harrison) eletto ed il primo repubblicano defenestrato;

– per connessione e tornando a Cleveland, è questi, come detto nel 1888, il primo democratico defenestrato; 

– William Jennings Bryan è il solo candidato di uno dei due partiti maggiori ad apparire contemporaneamente in due diversi ticket elettorali essendo stato nel 1896 nominato sia dai democratici che dai populisti, ciascuno dei due movimenti avendogli assegnato un proprio pretendente alla carica vicaria

– dei quattro Vice (nell’ordine, John Tyler, Millard Fillmore, Andrew Johnson e Chester Arthur) succeduti nel corso dell’Ottocento al titolare morto solo il secondo si ripropose in proprio ma non nel mandato successivo a quello nel quale era subentrato; 

– per connessione, di contro, tutti i Vice succeduti al titolare nel Ventesimo Secolo si sono ricandidati subito. Nell’ordine, Theodore Roosevelt, Calvin Coolidge, Harry Truman, Lyndon Johnson e Gerald Ford. Solo quest’ultimo non è stato confermato dagli elettori; 

– James Sherman è l’unico Vice in carica (con William Taft seduto alla Casa Bianca) e ricandidato morto a pochi giorni (30 ottobre 1912) dalle elezioni e sostituito per così dire ‘in corsa’;

– Nicholas Butler (chiamato a prenderne il posto nel ticket) resta il candidato in assoluto per minore tempo in competizione: si votò difatti il successivo 5 novembre; 

– William Taft è il Presidente in carica candidato ad un secondo quadriennio che abbia conquistato il minor numero di Grandi Elettori: nel 1912, otto, prevalendo in due soli Stati; 

– nella circostanza, l’ex Presidente Theodore Roosevelt, uscito dagli Elefantini, organizzato un terzo partito chiamato ‘Bull Moose’, arrivando secondo (mai nessun altro ‘terzo’ è stato in grado di imitarlo), catturò ottantotto Delegati Nazionali (il massimo assoluto per un candidato non appartenente ad uno dei due partiti maggiori);

– nel 1912 per la prima volta a livello nazionale un partito, il repubblicano, in alcuni Stati, organizzò le Primarie per la scelta dei delegati alla Convention. È relativamente solo da pochi anni che Primarie e Caucus sono sostanzialmente usati da entrambi i partiti in ogni Stato; 

– Taft, repubblicano, è il solo ex Presidente nominato ‘Chief’ della Corte Suprema dopo avere abitato a White House; 

– è ancora nel 1912 che per la prima volta una consistente componente degli elettori afroamericani opta per l’Asinello; 

– sempre nel 1912, il candidato del Partito Socialista Eugene Debs, in Florida, arrivò secondo per voti popolari dopo Wilson precedendo Theodore Roosevelt e Taft. Il miglior risultato quanto al voto nei singoli Stati ottenuto da un esponente socialista. Se si guarda ai suffragi a livello nazionale, il record socialista e dello stesso Debs è del 1920;

– 1914, per la prima volta, dando seguito all’Emendamento in tema del precedente anno, i Senatori il cui mandato è in scadenza sono votati dal popolo e non dai Legislativi locali. È dallo stesso anno che le votazioni coincidono con quelle per la Casa Bianca o di Mid Term. Prima erano programmate in date differenti Stato per Stato; 

– Charles Evans Hughes (anche lui un GOP) fu il primo e solo Giudice della Corte Suprema a candidarsi (perdendo, ma questa è una differente storia) per la Casa Bianca (dimettendosi dall’incarico). Correva il 1916;

– lo stesso Hughes è il solo ex candidato alla Presidenza (Taft era un ex Presidente, come visto) poi diventato ‘Chief’ della Corte citata;  

– 1916, per quanto a livello federale le donne non abbiano il diritto di voto (che sarà ottenuto nel 1920), il Montana, che localmente aveva ‘aperto’ al gentil sesso, elesse alla Camera dei Rappresentanti Jeannette Rankin, la prima Signora in assoluto a sedere al Congresso; 

– Franklin Delano Roosevelt è il solo futuro Capo dello Stato (come detto, vincerà quattro volte) sconfitto in precedenza quando candidato come Vice. Era avvenuto nel 1920;

– 1924, per la prima volta i lavori delle Convention sono seguiti dalla radio; 

– Alfred Smith, democratico, è il primo cattolico candidato. Corre nel 1928 e perde rovinosamente; 

– per connessione, il primo ed unico Presidente eletto di religione cattolica è stato il democratico John Kennedy, vittorioso nel 1960;

– per connessione, il primo cattolico compreso in un ticket  elettorale repubblicano fu William Miller, candidato alla Vicepresidenza nel 1964; 

– Franklin Delano Roosevelt, nei suoi mandati, ha avuto (un altro record) tre diversi Vice: nell’ordine, John Garner per due quadrienni, Henry Wallace e Harry Truman; 

– il citato John Garner è il Vice vissuto più a lungo. È morto quindici giorni prima del compimento del centesimo anno;

– per connessione, Jimmy Carter è l’unico ex Presidente ad avere superato (l’1 ottobre 2019) i novantacinque anni di vita;

– 1936, la Convention democratica in svolgimento a Philadelphia cambia le regole per la nomination del candidato alla Presidenza. Per la prima volta non occorre più una maggioranza qualificata dei due terzi dei delegati bastando quella della metà più uno. Con l’andare del tempo tale decisione darà più peso alle Primarie e ai Caucus; 

– 1936, per la prima volta viene realizzato ad opera di George Gallup un sondaggio per prevedere l’esito del voto 

– 1940, per la prima volta un Presidente in carica chiede ed ottiene dal proprio partito (il democratico) la nomination per una terza candidatura. È Franklin Delano Roosevelt che a novembre verrà confermato nel ruolo (si riproporrà ancora vittoriosamente nel 1944);

– 1945, ad Alamogordo, New Mexico, il 16 luglio, viene testata la prima bomba atomica. Il successivo 6 agosto l’arma verrà usata ad Hiroshima;

– 1948, per la prima volta i lavori delle Convention sono ripresi dalla televisione; 

– 1951, viene ratificato ed entra in vigore l’Emendamento che limita i mandati presidenziali. Nessuno può essere eletto più di due volte; 

– 1956, ha luogo il primo dibattito televisivo. Non è un confronto tra democratici e repubblicani. Vede confrontarsi i due principali pretendenti alla nomination dell’Asino Estes Kefauver e Adlai Stevenson; 

– il Vice Presidente di Dwight Eisenhower Richard Nixon detiene due primati: è il primo che sconfitto quando candidato in proprio si ripresenta a distanza di otto anni (1960 e 1968) e vince ed è, come già detto, il solo che si sia dimesso in corso di mandato;

– 1959, Alaska e Hawaii sono ammessi nell’Unione. Gli Stati sono adesso cinquanta; 

– 1960, hanno svolgimento per la prima volta i dibattiti televisivi tra i candidati dei due partiti maggiori. Protagonisti John Kennedy e Richard Nixon. Sospesi poi per qualche momento, sono da tempo un punto fermo delle campagne; 

– 1964, il Presidente in carica Lyndon Johnson vince ‘a valanga’. Va segnalato perché per la prima volta il partito democratico conquista il Nord del Paese fino a quel momento repubblicano. È una fondamentale e duratura rivoluzione geopolitica

– per connessione, altre due le ‘valanghe elettorali, dopo Johnson. Nel 1972, Nixon vince dovunque meno che nel Massachusetts e nel District. Nel 1984, Ronald Reagan perderà solamente in Minnesota e nel Distretto, totalizzando cinquecentoventicinque Grandi Elettori su cinquecentotrentotto, record assoluto in epoca contemporanea; 

– 1964, annuncia la propria candidatura alla Presidenza Margaret Chase Smith. È la prima Signora ad essere inclusa in una Convention (quella repubblicana) tra i pretendenti alla investitura di uno dei partiti egemoni. Chase Smith in precedenza, tra il 1940 e il 1973, era già stata la prima donna eletta, com’è ovvio successivamente, in tutti i due i rami del Congresso. Prima alla Camera e poi al Senato. Veniva candidata nel Maine;

– 1964, per la prima volta il Distretto di Columbia vota per la scelta dei suoi Grandi Elettori. Un Emendamento datato 1961 gli concede tanti Delegati Nazionali quanti spettano allo Stato da questo punto di vista meno rappresentato e pertanto tre. In tutte le votazioni, dal 1964 al 2016, il District si è sempre espresso per i democratici; 

– 1972, si candida, perdendo, per la nomination dell’Asinello Shirley Chisholm, la prima nera in corsa per la bisogna; 

– 1973, come sopra riportato, per la prima volta un Vice, Gerald Ford, viene eletto dal Congresso in applicazione del disposto dell’Emendamento che regola la successione, prima del 1967 impossibile, nella carica allorquando il titolare della stessa venga comunque a mancare;

– 1974, lo stesso Ford, causa le dimissioni di Nixon, approda a White House. È il solo Capo dello Stato mai eletto ma arrivato allo scranno rispettando differenti procedure; 

– 1974, diventato Presidente, Ford, seguendo il disposto che Nixon aveva usato per la sua nomina a Vice, sceglie come vicario Nelson Rockefeller. Per la prima volta il Capo dello Stato e il Vice sono entrambi uomini politici non eletti ma nominati; 

– 1976, il medesimo Ford, perdendo da Jimmy Carter, completa un percorso record inimitabile perché diventa anche il solo Presidente mai eletto dipoi sconfitto elettoralmente;

– 1977, il Presidente Carter nomina Andrew Young Ambasciatore USA presso le Nazioni Unite. È il primo nero a ricoprire l’incarico; 

– 1980, Ronald Reagan, repubblicano, defenestra Jimmy Carter. Va segnalato perché era dal 1888, che un appartenente al Grand Old Party non batteva un Presidente dell’Asinello in carica. Più facilmente accade il contrario. Grover Cleveland nel 1892, Woodrow Wilson nel 1912, Franklin Delano Roosevelt nel 1932, Jimmy Carter nel 1976, Bill Clinton nel 1992 ci sono riusciti

– 1984, a completare il ticket democratico, quale candidata (perdente) alla carica vicaria, per la prima volta, una donna: Geraldine Ferraro;

– 1984, il Reverendo nero Jesse Jackson si propone (invano) per la nomination democratica e, primo uomo di colore a riuscirci, vince quattro Primarie. Nel 1988, prevarrà in tredici Stati peraltro soccombendo a Michael Dukakis; 

– 1988, tra il 22 e il 23 luglio, un sondaggio dava l’or ora citato candidato democratico a White House Dukakis in vantaggio di diciassette punti percentuali sul repubblicano George Herbert Bush il quale poi prevarrà abbastanza nettamente a novembre. Si tratta della rimonta più cospicua mai portata a compimento da un candidato da quando si fanno questi sondaggi; 

– 1992, viene sconfitto il Presidente in carica George Herbert Bush. Va ripetuto perché accade in un contesto particolare dato che è in corsa il più importante (cattura addirittura il diciannove circa per cento dei voti popolari incidendo profondamente anche se non conquista Delegati al Collegio) indipendente della storia elettorale. Si chiama Ross Perot. La tripartizione dei suffragi fa sì che Clinton sia un ‘Presidente di minoranza’, definizione adeguata per gli eletti con meno del cinquanta per cento dei voti popolari; 

– 1997, per volere di Bill Clinton, diventa Segretario di Stato Madeleine Albright. È la prima donna che ricopra l’incarico

– 2000, l’esito del voto è assolutamente incerto dato che il risultato della nella circostanza determinante Florida è contestato e oggetto di ricorsi. Alla fine, la Corte Suprema decide di attribuire i Grandi Elettori locali a George Walker Bush che così prevale su Al Gore. Rifatto, il conteggio confermò che Bush aveva cinquecentotrentasette suffragi popolari più del contendente. Una differenza record dello zero virgola zero zero nove per cento;

– 2000, per la prima volta una First Lady il cui coniuge è in carica si candida per il Senato (e vince). È Hillary Rodham Clinton;

– 2000, per la prima volta un candidato alla nomination di uno dei due partiti maggiori (il democratico) vince tutte le Primarie e i Caucus (cinquantasei) in programma. A novembre poi perderà dopo ricorsi e sentenze. È il Vice in carica Al Gore;

– 2001, George Walker Bush nomina Segretario di Stato Colin Powell. È il primo nero che ricopra l’incarico;

– 2005, George Walker Bush chiama alla Segreteria di Stato Condoleezza Rice. È la prima donna di colore ad ottenere tale investitura; 

– 2008, anno davvero particolare questo. Per cominciare, per la prima volta un nero ottiene la nomination di uno dei due partiti maggiori: è il democratico Barack Obama che a novembre viene eletto. Poi, ancora per la prima volta una Signora (la predetta Hillary Clinton) lotta seriamente con il citato Obama per la nomination perdendola per poco;

– 2008, per la prima volta anche il Grand Old Party include in un ticket una donna. Candidata nella circostanza alla Vicepresidenza è Sarah Palin, Governatrice dell’Alaska. Perderà;

– 2016, la medesima Hillary conquista, prima donna a farlo, la nomination di uno dei due partiti maggiori (il democratico) e corre per la Presidenza, purtroppo per lei perdendo;

– 2020, il partito democratico sceglie quale candidata alla Vicepresidenza la Senatrice Kamala Harris. Per le sue origini, si tratta della prima donna nera (il padre è un nero giamaicano) inserita in un ticket di uno dei due partiti maggiori e nello stesso momento della prima persona di ascendenza asiatica (la madre è una Tamil);

– 2020, le due Convention (causa la pandemia in corso della quale fra poco più compiutamente) si svolgono per larga parte in modo virtuale; 

– è dal prima citato 1992 che in un modo o nell’altro gli eletti governano i due mandati al massimo possibili. Cerca in questo travagliato 2020 (per la prima volta in coincidenza con una epidemia, il Covid 19, visto che la Spagnola imperversò nel 1918, anno di Mid Term Elections e non di Presidenziali) Donald Trump di portare avanti questa mini tradizione.

Post scriptum. Dal 1856, i democratici e i repubblicani si confrontano per lo scranno presidenziale. Da allora, dieci i Capi dello Stato dell’Asinello eletti. Diciassette (più due subentrati) gli Elefantini. In totale, sempre dal 1856, i democratici hanno governato sessantotto anni e i GOP novantasei.

*Testi vergati in Follonica tra il 28 e il 29 agosto 2020, anno della pandemia

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