Coronavirus e sesso a pagamento, i clienti diventano untori

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 Nell’infinità di problemi che il Coronavirus ha messo in campo, la ciliegina sulla torta è rappresentata dalle escort straniere. Archiviato il lockdown, perché di fatto ogni tipo di distanziamento sociale e le precauzione anticovid sono andati a farsi benedire, anche le signorine dalla minigonna facile e dal tacco 12 hanno rotto gli indugi passando da uno smart working on line al contatto fisico gettando, prima di tutto il resto, la mascherina. E oggi se ne vedono gli  effetti, che potrebbero essere devastanti sul piano sanitario e altrettanto destabilizzanti su quello matrimoniale.
    A Modica, in Sicilia, città del cioccolato (che inevitabilmente sviluppa endorfine e dunque fantasie erotiche) gli investigatori sanitari hanno accertato la positività al covid di una prostituta peruviana. La giovane e seducente escort, prima di ammaliare i siculi del posto, aveva esercitato a Foligno. Poi è arrivata in Sicilia, e nella città barocca ha preso in affitto un monolocale nel centro storico. Lì dentro, si può intuire, non ha dato particolare attenzione al distanziamento sociale. Per 15 giorni c’è stato un viavai di persone, potenzialmente infettate e quasi certamente asintomatiche. Più o meno è successa la stessa cosa tra Cibali e Librino, due quartieri periferici di Catania nei quali sono stati riscontrati casi di positività al Coronavirus. Qui la signora incriminata sarebbe una filippina avvenente e abbastanza richiesta dal pubblico maschile: “Adesso – scrive su Facebook l’ex sindaco e giornalista di Modica, Pietro Torchi – le alternative sono due: i “clienti” prendono il coraggio a due mani e si segnalano all’Asl per gli accertamenti o può essere un problema serio per tutta la comunità, con potenziali infetti serenamente a spasso per la città…”. In allerta, per concludere, sono anche gli avvocati matrimonialisti, per le conseguenze che a lungo andare il viavai di mariti frequentatori di escort avrà sulla solidità e salubrità della vita coniugale.  

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