Fiumalbo

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

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Siamo a Fiumalbo, un delizioso borgo dalle parti di Modena, in Emilia-Romagna. Mille metri sul livello del mare, 1205 abitanti.  Il nome di Fiumalbo deriva da due parole latine:  “Flumen” e “Albus“, ossia fiume e bianco. Sull’origine del nome, si è creata una simpatica diatriba. Secondo alcuni il termine Albus è riferito alle acque che spumeggiano dal fiume Scoltenna, vicino a Fiumalbo. Altri affermano che Albus sia soltanto una storpiatura dialettale  e che in origine la parola fosse “Alpium”, per poi diventare Flume Alpium, ossia il fiume delle Alpi. Potete raggiungere in borgo in vari modi: se preferite l’automobile, prendete l’autostrada del Sole,  uscita Modena Nord, e seguite le indicazioni per Pavullo e poi proseguite per Fiumalbo.  Se amate, invece,  il caro vecchio  treno, tenete presente la fermata di Pistoia (53 km) o Modena (81 km) per poi proseguire in autobus. I primi cenni storici relativi a Fiumalbo parlano di una probabile nascita del borgo nel secondo secolo avanti Cristo, i liguri-friniati, furono i primi abitanti, che si rifugiarono sull’appennino modenese provenienti dalla pianura padana. Fiumalbo fu nei primi del ‘900 una terra di emigranti. Il borgo. è molto attraente. 

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Vi suggerisco di visitare il museo di arte sacra all’interno della chiesa di Santa Caterina, che accoglie un’esposizione di oggetti di culto provenienti dalle confraternite dei Bianchi e dei Rossi. In particolare, spicca la “croce di Fiumalbo”, in rame dorato del Cinquecento. Ed ecco gli eventi piu interessanti. Molto nota è la fiaccolata di carnevale che si tiene  la sera di martedì grasso. Il 23 agosto si festeggia San Bartolomeo, il santo patrono del borgo. Tra una visita ad un museo ed uno sguardo alla fiaccolata vi segnalo come sempre le delizie gastronomiche. A Fiumalbo potete gustare i mitici Tortellini e tortelloni di ricotta, la zuppa di cavolo nero e la tagliata di manzo. Vi consiglio di provare anche i borlenghi farciti con lardo e salumi, e le tigelle, sul cui dischetto è spesso stampata la rosa celtica, a indicarne la possibile origine. Buon viaggio.

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