Dl Rilancio, da lunedì via ai ristori a fondo perduto: erogati entro dieci giorni

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Si potrà presentare solo istanza telematica attraverso Entratel o il portale “Fatture e corrispettivi”. Nessun click day: si avrà tempo fino al 13 agosto

Da lunedì partiranno le domande per i “contributi” a fondo perduto per le Pmi danneggiate dall’emergenza coronavirus. Previsti dal decreto Rilancio, i ristori “verranno erogati dall’Agenzia delle Entrate entro una decina di giorni direttamente sul conto corrente dei richiedenti che rientrano nei parametri fissati dal legislatore”. Si parte da un minimo di mille euro per le persone fisiche e duemila euro per le società.

Il contributo a fondo perduto può essere richiesto da imprese, partite Iva o dai titolari di reddito agrario, a patto che siano in attività alla data di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo. Non ci sarà inoltre nessun click day: gli interessati potranno presentare domanda entro 60 giorni a partire da lunedì (cioè fino al 13 agosto).

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello e le istruzioni per la presentazione delle domande in via telematica, oltre a una circolare che chiarisce alcuni punti. Tra questi l’accesso al contributo anche per i forfettari, le società tra professionisti e per chi esercita attività d’impresa o di lavoro autonomo (o sia titolare di reddito agrario) anche se lavoratore dipendente o pensionato.

 L’istanza sarà solo telematica e potrà essere presentata anche avvalendosi dell’ausilio di intermediari già delegati al cassetto fiscale o al servizio di consultazione delle fatture elettroniche. Per trasmettere la domanda, si potrà usare un software e il canale telematico Entratel/Fisconline o una procedura web nell’area riservata del portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. Sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia oppure tramite Spid (Sistema pubblico di identità digitale), o ancora con la Carta nazionale dei Servizi (Cns).

Sono due i requisiti, come ricorda anche la guida predisposta dalle Entrate, per accedere al contributo. Uno riguarda i ricavi o compensi 2019, i quali non devono essere superiori a cinque milioni di euro. L’altro concerne il calo di fatturato e corrispettivi, il cui importo del mese di aprile 2020 deve essere inferiore ai due terzi di quello del mese di aprile 2019. Sono tuttavia previste eccezioni al requisito del calo del fatturato per chi ha avviato l’attività dal 1° gennaio 2019 (il contributo spetta in ogni caso) e per gli operatori con domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale) ancora in emergenza al 31 gennaio 2020.

Alla differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente del mese di aprile 2019 si applica una specifica percentuale in relazione all’ammontare di ricavi e compensi. Al richiedente spetta il 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400mila euro, il 15% se gli stessi non superano la soglia di un milione di euro e il 10% se non superano la soglia di cinque milioni di euro.

TgCom24

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