Vertice Ue: terrorismo, banche. Renzi a Merkel: “Non raccontarci che donate sangue all’Europa”

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Dopo le sessioni di ieri su migranti e rinegoziazione della partecipazione del Regno Unito all’Unione, a Bruxelles si affronta unione bancaria, Is e energia. Tra i nodi da sciogliere: dissidi su garanzie sui depositi e la proposta di Tusk di estendere le sanzioni a Mosca. Italia e Germania restano divise

Matteo-Renzi_2950810bBRUXELLES – E’ terminato a Bruxelles il Consiglio Ue. Il documento con le conclusioni è stato approvato. Il vertice era cominciato alle 10 per la sua seconda giornata dopo le discussioni ieri sull’immigrazione e il negoziato con il Regno Unito sulle condizioni della sua permanenza nell’Unione. Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, è arrivato alle 9:35, Con largo anticipo sull’inizio dei lavori, e non ha rilasciato dichiarazioni ma ha avuto uno scambio acceso con Angela Merkel sull’Emu, l’Unione economica e monetaria, in particolare la questione della garanzia sui depositi bancari. “Non potete raccontarci che state donando il sangue all’Europa, cara Angela” ha detto Renzi rivolto alla cancelliera.

Unione bancaria. L’agenda oggi prevedeva infatti una discussione sullo stato dell’unione bancaria, il nodo del suo terzo e ultimo pilastro, quello della garanzia europea per i depositi, dopo il completamento della sorveglianza bancaria unica e del sistema unico di risoluzione delle crisi bancarie. Sulla garanzia dei depositi le posizioni restano lontane fra chi, come l’Italia, è favorevole a procedere il più rapidamente possibile, e chi, come la Germania, continua a frenare e a rimandare le decisioni da prendere. “La posizione della Germania sullo schema di assicurazione depositi è ben nota, ma la ripeto: non vogliamo la comunitarizzazione dei depositi, come abbiamo detto all’Ecofin e al vertice” ha ribadito Merkel al termine del vertice Ue. “Vogliamo uscire più forti dalla crisi, abbiamo detto che serve sviluppare un miglior coordinamento economico e continuare l’Unione bancaria e l’Unione dei capitali, su questi punti ci torneremo” ha aggiunto la cancelliera. “E’ importante che l’unione bancaria sia completata con la garanzia europea sui depositi”, ha aggiunto il presidente francese Francois Hollande.

Renzi: “Uscire da cultura della subalternità”. Ma Renzi, terminato il vertice, si è detto soddisfatto sia delle discussioni che della posizione italiana: “Ho portato dei dati” a fronte della “stravaganza della richiesta di procedura, in questo augusto consesso” da cui emerge che “chi è in ritardo è l’Europa non l’Italia”. “Non ho attaccato la Germania. Io ho posto delle domande e dei quesiti alla cancelliera Merkel, a cui mi lega amicizia e stima, ma ciò non mi impedisce di formulare quesiti. Ne ho fatti diversi, dalla questione degli aeroporti greci alle impronte digitali all’unione bancaria” ha detto il premier. “Io non attacco la Germania e non la attaccherò mai, ma ho detto che quando si tende a far credere che la Germania sia il donatore di sangue dell’Europa non è proprio così. Io credo che non sia così e ho fatto degli esempi concreti – ha proseguito Renzi -. Possiamo farlo perché siamo l’Italia, vorrei che non ci fosse l’impressione che se l’Italia pone domande allora vuol dire che si mette contro qualcuno. Io voglio portare un grande Paese al tavolo, non un Paese che ha paura della propria ombra. Dobbiamo uscire da questa cultura della subalternità”.

Siria, Libia, politica estera. L’ordine del giorno prevedeva poi diversi altri punti: lo sviluppo del mercato unico digitale e dell’unione dell’energia, le questioni legate alla lotta al terrorismo e infine le questioni più rilevanti di politica estera, in particolare la situazione Siria, e l’accordo raggiunto finalmente ieri fra le fazioni in lotta per un governo di unità nazionale in Libia, un punto nuovo che non era previsto nelle prime bozze di conclusioni. “La pace duratura con l’attuale leader siriano non è possibile” ha dichiarato la cancelliera tedesca dopo il vertice Ue a Bruxelles. Ha aggiunto di augurare all’alta rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, “tutto il successo nei negoziati sulla Siria”, mentre oggi a New York si è tenuto l’incontro del gruppo internazionale di sostegno alla Siria con Kerry e Lavrov. Soddisfazione invece per la firma dell’accordo di ieri in Libia, “è un primo segnale di speranza, invitiamo tutti a firmare. Noi, come Ue, siamo pronti a sostenere il governo di unità nazionale” ha detto Merkel. L’accordo siglato ieri in Marocco sul governo di unità della Libia “è un primo passo in avanti, vedremo cosa accadrà”, ha confermato Renzi.

nord-stream-675Il gasdotto Nord Stream. Un punto chiave, nel contesto dell’unione dell’energia, quello del raddoppio del gasdotto Nord Stream, che porta il gas russo in Germania attraverso il Mar Baltico, evitando il passaggio nei paesi dell’est Europa. Su Nord Stream il dibattito ha avuto un aspetto più giuridico che politico. “Il vertice Ue è un posto noto per lo scambio di diverse visioni, l’Italia è per la comunione dei depositi e vorrebbe partecipare a South Stream, anche la Bulgaria ha obiezioni, non è la prima volta che abbiamo diverse opinioni ma alla fine troviamo un accordo” ha spiegato Merkel. Recentemente diversi governi, e in particolare quello italiano, hanno espresso critiche al progetto e sottolineato che il raddoppio del gasdotto dovrà essere coerente con gli obiettivi di riduzione della dipendenza energetica e della diversificazione delle fonti e delle rotte, e rispettare i principi del mercato unico, ciò che verrà ribadito nelle conclusioni.

Sanzioni contro la Russia. L’Italia aveva chiesto si affrontasse l’argomento del rinnovo per altri sei mesi delle sanzioni contro la Russia a causa della crisi ucraina, che scadono a gennaio. In particolare la richiesta era che si avesse una discussione politica sulla questione, invece di procedere al rinnovo “automatico” delle sanzioni in sede tecnica (il comitato degli ambasciatori permanenti, Coreper) ma la questione italiana era stata aggirata dalla presidenza di turno lussemburghese del consiglio Ue e ignorata, in un primo tempo, dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che l’aveva esclusa dall’agenda del vertice, rinviandola a una decisione del Coreper da prendere oggi stesso. Ho chiesto all’ambiasciatore di attendere a dare l’ok al rinnovo automatico delle sanzioni alla Russia e ho detto ‘vorrei discuterne’. E’ partita una bella discussione. Per la prima volta abbiamo visto un numero di Paesi favorevoli maggioritario. Contro la nostra obiezione, solo la Germania e l’Olanda. Ora la palla è in mano alla Commissione, vediamo cosa dirà. La discussione era tra chi diceva, come la Germania, che fosse solo un accordo commerciale e chi riteneva che invece fosse una questione politica”, ha spiegato Renzi.

Juncker resta scettico tuttavia sulla capacità dell’Unione di fronteggiare le sfide politiche ed economiche nel 2016. Con una insolita vena pessimista, ha indicato ai giornalisti di non farsi “alcuna illusione” sulla chiusura dei ‘dossier’ attualmente aperti nella Ue, dalla crisi migratoria al negoziato con il Regno Unito per evitare Brexit. ll presidente della commissione Ue farà una visita in Italia all’inizio del prossimo anno. Lo ha annunciato Renzi al termine del vertice spiegando che in quell’occasione “avremo occasione di parlare”.

Renzi, numeri di redistribuzione inaccettabili. Lo schema di redistribuzione dei profughi da Italia e Grecia non funziona: secondo il presidente del Consiglio Matteo Renzi, “i numeri della relocation sono inaccettabili”. Come ha sottolineato al termine del vertice, “l’Italia sta facendo la sua parte e l’Europa no”. In particolare, “siamo al 50% degli hotspot e allo 0,2% delle relocation”. E non è neanche vero, come si è detto in Europa, che i numeri bassi dipendano dalla nazionalità dei richiedenti asilo che giungono in Italia, che non rientrerebbero fra quelle che ne hanno diritto (siriani ed eritrei): “ci sono 20 mila eritrei in Italia”, ha detto Renzi. L’Italia ha poi chiesto che anche gli afghani vengano considerati meritevoli di protezione internazionali: “sostenere che l’Afghanistan è un paese tranquillo ci pare un errore, abbiamo punti di vista diversi su questo, per esempio con la Germania”, ha aggiunto.

“Repubblica”

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