Legge di Stabilità: la Commissione Bilancio rinvia il via libera

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L.Stabilità: Morando, <a href=stuff platea 80 euro non si tocca” width=”300″ height=”200″ />Dopo una giornata di lavori a singhiozzo e una quasi nottata (l’esame si è interrotto alle 3.30 circa) la Commissione bilancio del Senato non da ancora il via libera alla Legge di Stabilità. Restano infatti gli ultimi nodi da sciogliere. L’appuntamento quindi è per stamattina alle 9.45 quando l’impegno dei diversi gruppi è quello di ripresentarsi in commissione con pochissimi emendamenti. E’ infatti ora in corso anche una riunione di maggioranza per fare il punto selle modifiche. Se i gruppi ridurranno le proposte il presidente della commissione, Antonio Azzollini, chiederà un rinvio dell’aula per terminare l’esame. Ma non è escluso che il testo possa andare all’assemblea senza il mandato al relatore. Cioè senza includere le modifiche apportate dalla Commissione. Situazione che già si è verificata lo scorso anno quando poi il governo ha recuperato in un maxiemedamento le modifiche votate in commissione. In tutti e due i casi è ormai scontato che il governo porrà la questione di fiducia. Il percorso della seconda lettura non è quindi ancora finito. Il governo recupera intanto la norma sulle ‘armi sceniche’. Forse anche perchè non varandola si sarebbe di fatto bloccato il prossimo film di James Bond che dovrebbe essere girato a Roma. Ma il nuovo testo è ancora da votare. E nella serata di ieri non sono neanche mancate sorprese. Il governo, ad esempio, è ‘inciampato’ su un emendamento di Sel ed è stato battuto nonostante la contrarietà a destinare 5 milioni alle scuole della Sardegna danneggiate dal maltempo. Tra le novità dell’ultima ora anche lo stop alla Tasi per le case de l’Aquila distrutte dal terremoto. La misura fa parte di un pacchetto più ampio per fronteggiare le emergenze. Oltre a fondi per l’Emilia Romagna arrivano infatti risorse per interventi l’anno prossimo.  Tra i nodi intanto sciolti dalla Commissione vengono ‘sterilizzati’ gli aumenti di tassazione su fondi pensione e casse privatizzate ma solo per la quota di investimenti “infrastrutturali” . Sciolti anche i nodi dei minimi (il tetto per accedere al nuovo regime forfettario passa da 15mila a 20mila euro) e dell’Irap per le aziende che, non avendo dipendenti, non potevano beneficiare dello sconto dall’imposta del costo del lavoro. Arriva una nuova riduzione al taglio imposto ai patronati: dagli iniziali 150 milioni, resta una sforbiciata da appena 35 milioni, e vengono ripristinati 30 milioni per incentivare la contrattazione di secondo livello. E novità arrivano per le partecipate locali: vanno chiuse o accorpate le società partecipate che hanno meno di 10 dipendenti o più amministratori che dipendenti e quelle con fatturato sotto i 100mila euro. Sanzioni in caso di mancato taglio sia all’amministrazione sia ai dirigenti.

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