Arriva la sugar tax sovranista: escluso chi usa zucchero italiano

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La proposta di Gian Marco Centinaio: aziende che usano zucchero italiano esentate dalla sugar tax

L’idea è qualcosa che potrebbe trovare spazio in manovra anche se la Lega non è d’accordo.

“Non è il momento di introdurre nuove tasse”, ha detto Salvini parlando dell’ipotesi di una “tassa sulla Coca-Cola”, come giornalisticamente viene chiamata l’imposta sulle bibite gassate con alto contenuto di zuccheri.

Per qualche giorno la partita sembrava “chiusa” e le bibite dolcificate “libere” da un nuovo possibile gabello. La notizia torna però di attualità oggi per voce del ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio. Il leghista, che nei giorni scorsi ha esultato per la vittoria dell’Italia nella “guerra al riso asiatico”, ha detto che la “sugar tax” – se dovesse entrare nella manovra – potrebbe però “esentare” tutte quelle aziende che faranno una scelta “sovranista”.

In che senso? Semplice. Da Bruxelles, a margine del Consiglio Agricoltura e Pesca, il ministro Centinaio ha detto chiaramente che sulla sigar tax “personalmente farei un ragionamento”. E la riflessione del leghista è questa: “Se lo zucchero che viene utilizzato è italiano, non la tasserei. Comincerei a fare dei ragionamenti a tutela dei nostri produttori”. Insomma: una sugar tax sovranista.

Il Giornale

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