Axpo Italia festeggia i suoi primi vent’anni

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Nuova energia in Axpo Italia, società fondata nel 2000 durante la transizione al libero mercato ed è oggi uno dei maggiori player con una presenza lungo l’intera catena dell’energia. Precedentemente Egl Italia, ha la sua prese centrale presso Genova, e sedi commerciali e di rappresentanza a Milano e a Roma. Fa da apripista a rivoluzionarie soluzioni per potenziare le fonti rinnovabili senza gravare sulla collettività. Intervista del ceo, convinto fautore della sostenibilità come motore della ripresa economia del Belpaese

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Axpo Italia, con l’obiettivo principale di portare la sua esperienza internazionale all’interno dei mercati locali e creando valore interno alla filiera dell’energia italiana, fornisce energia a oltre 3 milioni di persone e a migliaia di imprese in 30 paesi europei e negli Usa. Proprio in queste settimane, ricorda un 2019 da record un fatturato 2020 in crescita, nonostante la situazione sanitaria drammatica causata dal trauma del lockdown e dal propagarsi del covid-19. Stessa energia che invade la nuovissima e panoramica sede inaugurata in pieno centro a Genova, nella ex sede della Rinascente.

Quella di aver anche completato lo scorso ottobre con il lancio di Pulsee, l’energy company che fa evolvere la vita adotta servizi sharing, dal fintech alle soluzioni green nell’offerta al consumatore finale e un processo evolutivo che l’ha fatta uscire allo scoperto dal proprio ambito BtoB e salire sul competitivo dei principali consumer. Ed è l’energia del suo ceo, il manager Simone Demarchi, entrato in Axpo 20 anni fa, in seguito ai suoi studi, che persevera e perdura nell’evidenziare la sostenibilità come elemento fondamentale per rimettere in piedi la nostra economia, andando alla ricerca di soluzioni inedite e non invasive per il contribuente italiano. Come i PPA (Power Purchase Agreements ), ovvero i contratti a lungo termine per la fornitura di energia alle imprese proveniente da fonti rinnovabili, che consentono la costruzione di impianti eolici e solari senza sussidi statali. Un settore a livello internazionale in rapida espansione, del quale Axpo è tra i primi in fila e seconda solo a Google. Dal bisogno di avere uno Stato meno “intrusivo” sui mercati nasce l’esigenza di sorpassare il gender gap anche nel comaprto energetico, ecco il punto di vista che si gode sul Paese dal vertice della divisione italiana diventata di fatto la più forte tra quelle della multinazionale svizzera.

Prima di tutto mi preme chiederle una cosa: cosa è successo nel 2019 in Axpo Italia che ha prodotto il miglior risultato della sua storia? Mi riferisco al +70% di fatturato, pari a 2,3 miliardi di euro, e a un margine operativo lordo a +108%, di circa 84 milioni di euro.
 Come subsidiary di un grande gruppo svizzero siamo attivi su tutta la value chain del business energia, sia gas che power. Lo scorso anno si è verificata una sorta di congiunzione astrale favorevole per cui tutte e quattro le principali linee di business – ovvero la vendita retail, i grandi clienti, la gestione delle nostre centrali e il trading – hanno performato al massimo livello. In particolare, il nostro modo di fare trading, che è un’attività caratterizzante di Axpo, con gli investimenti affrontati nella selezione e nella formazione delle persone così come nei sistemi, ha fatto un balzo di qualità. Credo che Axpo sia in assoluto la società del settore più concentrata e focalizzata su questo filone. Ma anche gli altri ambiti si sono mossi bene.

Cosa prevedete per il 2020?
Dopo una fase di incertezza a inizio anno, chiudiamo…


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