Milano, al PAC c’è la mostra “RI-SCATTI”

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Oltre ottanta fotografie fortissime raccontano una realtà scottante, scomoda e a tratti agghiacciante: quella della condizione di schiavitù in cui nel 2020 versano ancora le vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale nell’area metropolitana della Grande Milano. Una realtà che spesso non si conosce oppure che si fa finta di non vedere e di cui si preferisce non parlare. Il risultato è un inedito racconto per immagini realizzato da 7 prostitute dell’hinterland milanese, di cui 3 rumene, 2 nigeriane e 2 transgender peruviane, che sono state lasciate libere di raccontarsi scattando loro stesse delle fotografie rappresentative della propria realtà, fatta sì di strada, ma anche di vita quotidiana.  Sono loro le protagoniste della mostra dal titolo “RI-SCATTI. Per le strade mercenarie del sesso”, in programma fino al 25 ottobre prossimi, ad ingresso libero, organizzata per il sesto anno consecutivo insieme al PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea di via Palestro da Ri-scatti Onlus – l’associazione di volontariato milanese che dal 2014 realizza progetti di riscatto sociale attraverso la fotografia – e promossa dal Comune di Milano con il sostegno di Tod’s. Non senza un risvolto charity. Le istantanee esposte durante la mostra, infatti, saranno messe in offerta e il ricavato sarà utilizzato per supportare le attività di Associazione Lule Onlus, a sostegno delle vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale. Curata dal conservatore del PAC, Diego Sileo, l’esposizione è forse la più toccante delle 6 organizzate da Ri-scatti Onlus dal 2014 a oggi. Meg, Jo, Beth, Amy, Hannah, Daisy e Sallie sono donne di età compresa tra i 19 e i 50 anni, talvolta mamme di bambini, qualcuno ancora neonato, altri adolescenti. Hanno affitti da pagare e spesso genitori a carico. Vivono per lo più a Milano, alcune al massimo nell’hinterland, ma sono prive della libertà. Semplicemente perché sono schiave, strappate dai loro Paesi con promesse, inganni e violenze, sia fisiche che psicologiche. Schiave di uno dei mercati più spietati al mondo, per offrirsi al consumatore finale per lo più italiano, che, a loro volta, le usa, talvolta le picchia e talaltra le deruba. Con loro, Amedeo Novelli, Federico Bernini e Marcello Fauci, fotografi e fotoreporter professionisti dell’agenzia Visual Crew, insieme al curatore Diego Sileo, hanno tenuto per tre mesi un workshop di fotografia organizzato non senza difficoltà da Ri-scatti Onlus per accendere i riflettori su uno spaccato a dir poco terrificante. È stato possibile entrare in contatto con queste donne grazie alle educatrici del progetto Traffic Light, che le assiste ogni notte sulla strada. Non solo. Grazie al rapporto di fiducia che hanno costruito nel tempo, si è riusciti a tenere il corso anche “on the road”, la notte, in un camper. Le loro fotografie raccontano un mondo emarginato e spietato, una realtà dolorosa fatta di donne che hanno subito così tanto e in modo così inevitabilmente coraggioso da essere arrivate al punto di credere che ciò che sono costrette a fare sia l’unico modo per non arrendersi. I fondi raccolti attraverso la vendita delle fotografie andranno a Lule Onlus. Associazione laica nata nel 1998 ad Abbiategrasso, che, con 20 operatori professionisti e 35 volontari, da oltre 20 anni offre aiuto alle vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale con programmi di intervento mirato all’assistenza,all’integrazione e al recupero sociale. 

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