Private debt, cresce la raccolta e il numero di operazioni

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Crescita di raccolta e di numero di operazioni nel settore del private debt. Secondo i dati presentati da Aifi in collaborazione con Deloitte, nel primo semestre del 2020 sono stati raccolti sul mercato 195 milioni di euro, in crescita  del 10% rispetto ai 178 del primo semestre 2019. Guardando alla provenienza geografica, nel primo semestre dell’anno, si vede una componente estera pari al 51%.
 Nella prima parte dell’anno sono stati investiti 423 milioni di euro, -21% rispetto al primo semestre del 2019. Il numero di sottoscrizioni è stato pari a 138 (+34%) distribuite su 96 target (+22%). Escludendo le piattaforme di lending, il 56% dell’ammontare è stato investito da soggetti domestici, che hanno realizzato il 91% del numero di operazioni. Complessivamente, il 59% delle operazioni sono state finanziamenti, mentre il 40% sottoscrizioni di obbligazioni e l’1% ha riguardato strumenti ibridi. Per quanto riguarda le caratteristiche delle operazioni, la durata media è di 4 anni e 10 mesi mentre sulle dimensioni delle sottoscrizioni, il 97% dei casi ha riguardato operazioni con un taglio medio inferiore ai 10 milioni di euro. Il tasso d’interesse medio è stato pari al 3,8%. A livello geografico, la prima Regione resta la Lombardia, con il 24% del numero di operazioni realizzate in Italia, seguita dal Lazio con il 14% e dall’Emilia Romagna con il 12%. Con riferimento alle attività delle aziende target, al primo posto con il 27% degli investimenti, troviamo i beni e servizi industriali, seguono, a pari merito, Ict e manifatturiero-alimentare, con il 16%. A livello di dimensione delle aziende target, il 54% degli investimenti ha riguardato imprese con meno di 50 milioni di fatturato.
 “L’incremento degli investimenti denota l’importanza del settore che in questo periodo di emergenza necessita di operatori che diano fiducia alle imprese e iniettino debito buono, finalizzato al consolidamento e alla crescita” dichiara Innocenzo Cipolletta, nella foto, Presidente Aifi. “Nei prossimi mesi questo andamento potrebbe portare a un impegno ancora maggiore da parte dei fondi di private debt che, attraverso la loro attività, potrebbero ben supportare la crisi momentanea della imprenditoria italiana”.
    Nel primo semestre 2020, sono stati 118 i rimborsi per un ammontare pari a 191 milioni di euro. L’89% del numero di rimborsi ha seguito il piano di ammortamento. Con riferimento all’investimento originario, il 72% dei rimborsi ha riguardato lo strumento dell’obbligazione.

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