Renzi torna in campo e appare l’anti-salviniano più convincente. Diego Fusaro fonda un suo partito, ma ha il quid per sfondare?

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(di Tiziano Rapanà) Renzi is back, mi pare si dica così o no?  Mal sopporto gli anglicismi, ma vi confesso che volevo fare un’entrata ad affetto da film americano. Che dite ci sono riuscito o vi sono parso ridicolo? Io a rileggermi mi sento un po’ ridicolo, comunque poche storie: Renzi è tornato. La sua uscita dal Pd gli ha permesso di riconquistare il centro della scena politica. L'”Italia viva”  – è il nome del suo nuovo movimento politico – gli sta donando la stessa attenzione ricevuta ai tempi delle primarie del Pd del 41% conquistato alle elezioni europee del 2014. Bisogna vedere se Renzi riuscirà a riconquistare gli italiani, ancora innamorati di Salvini. Comunque ieri a Porta a porta mi è parso in forma: scherzava con Vespa e teneva testa ai giornalisti che lo stuzzicavano. Della scissione di Renzi è stato detto tutto e il suo contrario. Pare che sia il Pd che il M5s non abbiano preso bene la notizia. I giornali ci danno notizia di un Conte allibito. Renzi ha destabilizzato non c’è dubbio, bisognerà capire cosa farà dopo. Come si muoverà, che tipo di Leopolda costruirà e così via. Adesso il senatore ha annunciato la presenza di una nuova squadra, bisogna vedere come giocherà la partita. Se la giocherà come il Napoli che, ieri in Champions, ha battuto il Liverpool grazie ad una straordinaria performance vissuta sul filo dell’equilibrio. Oppure se farà la fine dell’Inter che ieri, sempre in Champions, ha faticato per conquistare il pareggio con lo Slavia Praga. Bisogna vedere se Renzi riuscirà a organizzare un team compatto e convincente in grado di persuadere i cittadini della probità del progetto, oppure alla bisogna tenare il tutto per tutto grazie alle prodezze del Barella di turno (che in questo sarebbe lo stesso Renzi). Una certezza questa scissione l’ha data, almeno a me. Renzi è l’anti-salviniano più credibile. Più di Zingaretti, di Di Maio e di Conte, con buona pace di Beppe Grillo. Renzi è l’unico vero spadaccino in grado di poter duellare con Salvini. Gli altri non riescono a tenergli testa. Lo penso io e credo anche Salvini, che dà l’impressione di non vedere l’ora di battagliare verbalmente con l’altro Matteo. La sfida dei due Mattei piace soprattutto ai due Mattei: perché entrambi hanno interesse a oscurare mediaticamente gli altri protagonisti dell’agone politico (sempre loro, Zingaretti, Di Maio, eccetera), in modo che i giornali parlino solo ed esclusivamente di loro due. Probabilmente riusciranno nell’intento di tornare a essere i due divi della scena, altri in grado di stare al passo di quei due non li vedo. Almeno per il momento. La vecchia e la nuova politica non sono in grado di creare leader carismatici di buon livello. La nuova politica poi convince ancora meno. Penso al neonato movimento politico, sovranista, populista e socialista chiamato Vox Italia che  ha come ideologo nientemeno che Diego Fusaro, il filosofo iperpresente nelle librerie e talk show. Ne hanno parlato in pochissimi, giusto Claudio Messora e Giulietto Chiesa. Vox Italia vuole raccogliere lo spazio ideologico lasciato dal fu governo gialloverde. Ossia, il sovranismo di sinistra (per quanto i gialloverdi non mi pare fossero propriamente di sinistra). Ho visto alcuni video promozionali che spiegano e raccontano il progetto: oltre al fiume di retorica, non c’è nulla. Auguro tanta fortuna agli attivisti di Vox Italia.  Anche se devono aggiustare pesantemente il tiro, migliorare la comunicazione, altrimenti rischiano di diventare la classica forza elettorale da prefisso telefonico. Non c’è uno slogan convincente, non vedo un leader in grado di trascinare il popolo. Probabilmente la mia è una valutazione eccessivamente affrettata, perché Vox Italia è un partito ancora allo stato primordiale e quindi bisogna dargli il tempo di strutturarsi meglio. Però ho l’impressione che il dibattito politico dei prossimi anni sarà interamente incentrato sulla sfida tra Renzi e Salvini.

tiziano.rp@gmail.com

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