COVID-19: quali sono gli eventi superdiffusori a cui prestare attenzione

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I luoghi chiusi in cui si respira in prossimità, si canta, si mangia insieme e si conversa da vicino sono possibili superdiffusori di COVID-19.

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Molti focolai di COVID-19 sono associati ad attività in cui numerose persone respirano affannosamente a stretto contatto le une con le altre, come i concerti, le sessioni affollate di allenamento sportivo, le feste al chiuso in cui si canta a squarciagola o le chiacchiere in un pub stracolmo in cui bisogna alzare la voce per parlare con gli amici.


Sono questi alcuni degli eventi superdiffusori individuati da uno studio giapponese che racconta qualcosa di più sulle situazioni più critiche da monitorare in questa fase di convivenza forzata con la covid.

FIATO SUL COLLO. Per eventi superdiffusori si intendono quelle situazioni in cui una o poche persone positive al coronavirus SARS-CoV-2 possono contagiarne decine di altre, complici una serie di circostanze concomitanti: la vicinanza fisica, un virus ad alta trasmissibilità e la necessità di compiere attività che comportano un’elevata espirazione (e quindi dosi massicce di particelle virali emesse) come cantare, parlare a voce alta, avere il fiatone.

Il potenziale rischio di queste occasioni di ritrovo per la diffusione dei contagi è noto da tempo, al punto che il Giappone, dove è stato condotto lo studio, ha fondato la propria strategia di contenimento della covid proprio sulle raccomandazioni alla popolazione di evitare luoghi chiusi con scarsa ventilazione, luoghi affollati e situazioni in cui ci si trova a stretto contatto.

UNA SGRADITA CONFERMA. Il nuovo lavoro pubblicato sulla rivista scientifica Emerging Infectious Diseases conferma la necessità di prudenza. Quando Hitoshi Oshitani e i colleghi epidemiologi di una serie di Università giapponesi hanno analizzato 61 focolai nipponici di covid in cui almeno cinque persone contagiate avevano frequentato uno stesso evento o luogo, si sono accorti che oltre la metà di questi focolai si era formata nelle occasioni sopra descritte: concerti ma anche karaoke o prove di cori, bar e ristoranti, palestre, luoghi di lavoro, funzioni religiose. Se i focolai più grandi, con oltre 100 casi, si sono verificati principalmente in ospedali e case di cura, eventi superdiffusori sono stati individuati anche in luoghi più ameni. Durante un concerto, per esempio, sono rimaste contagiate almeno 30 persone, inclusi gli artisti.

IGNARI DIFFUSORI. I pazienti identificati come probabili “primi anelli” della catena di contagi hanno trasmesso il virus e generato focolai anche in assenza di sintomi respiratori come la tosse. La maggior parte di essi era sotto i 40 anni e il 41% era presintomatico o asintomatico al momento del “bagno di folla”. Molti pazienti zero hanno trasmesso ad altri la covid il giorno prima o il giorno stesso della manifestazione dei propri sintomi.


Elisabetta Intini, Focus.it

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