Come funziona l’app IMMUNI

Share
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è app-coronavirus.jpg

Si chiamerà IMMUNI l’app italiana per il tracciamento del contagio da Coronavirus SARS-COV-2 e di COVID-19: la scelta dovrebbe essere formalizzata a breve dopo il passaggio attraverso la task force di Vittorio Colao, che si riunisce domani, e la firma del contratto da parte del Commissario Domenico Arcuri. Il sistema dovrebbe essere testato prima in alcune regioni pilota per poi estendersi. Iniziano a delinearsi più chiaramente i contorni del sistema di ‘contact tracing’ italiano, che dovrebbe aiutare a gestire la ‘fase 2’ della ripresa. Si procede quindi “alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons”, la quale si occuperà anche degli aggiornamenti necessari nel corso dei prossimi mesi, secondo l’ordinanza numero 10 della protezione civile pubblicata ieri da Repubblica.
Oltre ai test regionali, ne partirà uno nelle sedi di Maranello e Modena della Ferrari: il download volontario dell’applicazione verrà proposto ai 4mila dipendenti della casa automobilistica. Il Corriere della Sera oggi spiega che chi scaricherà «Immuni» per come è stata pensata e scelta — ma è sottoposta al vaglio del gruppo di Vittorio Colao — avrà accesso a due sezioni: un diario clinico per tenere nota del suo stato di salute e dell’eventuale evoluzione dei sintomi del coronavirus, senza che alcun dato lasci il dispositivo. La seconda sezione è quella di tracciamento dei contatti e si basa sulla tecnologia bluetooth, che permette allo smartphone di riconoscere e salvare i codici dei dispositivi a cui è stato vicino e hanno la app installata.
Quando il cittadino ha la conferma di essere stato infettato, riceve dall’operatore sanitario un codice attraverso il quale scaricare su un server i dati raccolti dalla sua app, inclusa la lista anonima delle persone a cui è stato vicino nell’ultimo periodo. A questo punto il server calcola il rischio che corre ogni contatto in base alla vicinanza e al tempo di esposizione al virus. Generando un elenco di persone da avvertire mediante notifica da inviare sullo smartphone. E anche se non è prevista un’opzione di tracciamento con il gps, come Colao avrebbe preferito, implementarla non dovrebbe essere complicato.
Dopodiché la app ha anche una seconda funzione, quella di diario clinico. Esiste cioè anche una sezione contenente tutte le informazioni più rilevanti del singolo utente (sesso, età, malattie pregresse, assunzione di farmaci) da aggiornare in maniera costante con eventuali sintomi e cambiamenti sullo stato di salute.

nextquotidiano

Share
Share