Unc rivela: Bolzano è la città più cara d’Italia. Al terzo posto, Bari

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L’Istat ha reso noti oggi i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato l’oramai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, non solo rispetto all’inesistente famiglia media, ma anche per la famiglia di 3 persone, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia. Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care in termini di rincari, si conferma Bolzano che, con un’inflazione dell’1%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia di 3 persone, a 347 euro (301 per la famiglia media). Al secondo posto Genova, dove il rialzo dei prezzi dell’1% determina un aggravio annuo di spesa, per la famiglia di 3 componenti, pari a 316 euro (243 per la famiglia tipo), terza Bari, dove l’inflazione a +1%, comporta una spesa supplementare pari a 258 euro (208 per la famiglia media). Le città più convenienti sono, invece, addirittura in deflazione. Al primo posto della città più risparmiose Bologna, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,4% genera un risparmio annuo di 148 euro (114 per la famiglia tipo). Al secondo posto Ravenna (-0,4%, pari a -146 euro) e al terzo Ancona, -0,5%, con un ribasso del costo della vita pari a 139 euro (112 euro per la famiglia media).   In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, si conferma la Liguria, che, con l’inflazione a +0,7, registra, per una famiglia di 3 componenti, una batosta pari a 212 euro su base annua (161 euro per famiglia media). Segue l’Abruzzo, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,7%, implica un’impennata del costo della vita pari a 168 euro, terza la Puglia, dove per via dell’inflazione a +0,6%, si ha un salasso annuo di 147 euro. Due regioni sono addirittura in deflazione: la Valle d’Aosta, dove il ribasso dei prezzi dello 0,2% si traduce in un risparmio annuo di spesa pari a 73 euro e la Sardegna, con una riduzione dei prezzi dello 0,3% ed una minor spesa di 68 euro. 

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