Ultime dal mondo degli aerei. Dopo il lockdown, il prezzo del biglietti potrebbe triplicare

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Una volta che il lockdown sarà finito e riprenderemo una vita “normale”, costerà molto di più viaggiare in aereo, almeno secondo gli esperti. Il costo del biglietto infatti potrebbe costare il doppio se non anche il triplo rispetto ad ora. Secondo quanto riporta il Telegraph, sarà questo l’effetto delle nuove misure di distanziamento sociale che dovranno adottare le compagnie aeree. Se le aviolinee, infatti, saranno autorizzate a vendere solo la metà dei biglietti su un volo per consentire la distanza di un metro tra due persone, giocoforza cercheranno di rivalersi sul prezzo del biglietto per mantenere un margine di profitto. In altri termini, ciò si tradurrà in un’impennata dei prezzi. “Ci sono attualmente tariffe economiche disponibili, ma questo prezzo si basa su un aereo completo”, hanno spiegato gli esperti al quotidiano britannico aggiungendo che “il margine di profitto su un singolo posto a sedere è di circa 5 sterline in media, quindi è inevitabile che i prezzi dei biglietti dovranno salire per mantenerlo, se solo una parte dei posti potrà essere venduta”. Le compagnie aeree dovranno presumibilmente seguire una vademecum di social-distanza: ciò impedirebbe loro di vendere più di una certa percentuale di posti disponibili su un determinato volo, per garantire che i passeggeri siano appunto distanziati. Le compagnie aeree potrebbero anche voler recuperare le perdite di questo periodo in cui i trasporti sono rimasti paralizzati. Questi nuovi prezzi gonfiati potrebbero rimanere alti per tutto il tempo in cui bisognerà seguire le norme di distanziamento sociale.  Tempi duri quindi per i vacanzieri che intendono prenotare un viaggio per la fine dell’anno e che potrebbero trovarsi di fronte a un dilemma: prenotare ora e correre il rischio di cancellazione, oppure aspettare e trovare le tariffe  aumentate in modo significativo. Gli esperti sostengono che un aumento dei prezzi combinato con il licenziamento di molti lavoratori, potrebbe temporaneamente spingere le vacanze all’estero fuori dalla portata delle famiglie a basso e medio reddito. Ma a coloro che hanno già prenotato una vacanza per quest’estate, consigliano di non cancellarla, almeno per il momento.
    Intanto alcune compagnie aeree, come ad esempio nel Regno Unito, stanno chiedendo al governo un sostegno per evitare di andare in bancarotta, sollecitando al contempo una modifica delle politiche di rimborso che consentirebbe loro di mantenere in cassa i soldi dei passeggeri fino a quando la crisi non sarà finita. Invece del rimborso, ai passeggeri verrebbe assicurato una sorta di voucher: ma un’opzione del genere non è al contempo prevista dalle normative vigenti.

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