Marche, nel terzo trimestre persi 34 mila posti di lavoro

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 Sono oltre 34 mila i posti di lavoro persi nelle Marche nel terzo trimestre di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2019, e 26 mila di questi riguardano le donne. Lo si apprende dall’elaborazione dei dati Istat curata dal centro studi della Cna regionale. Nel periodo luglio-settembre, gli occupati sono diminuiti del 5,4% e la perdita è stata assai più intensa per la componente femminile (-9,2%) rispetto a quella maschile (-2,4%). Il dato della disoccupazione conferma la differenza d’impatto di Covid-19 tra i generi: mentre gli uomini in cerca di occupazione calano di numero di oltre mille unità (-5%), le donne in cerca di occupazione crescono di 2.604 (+8,9%). “E’ anche importante rilevare – aggiunge il direttore del centro studi dell’associazione, Giovanni Dini – che tra le persone in cerca di occupazione, ma senza precedenti esperienze, le figure maschili sono pochissime: quelle femminili costituiscono la quasi totalità, e il loro aumento è così deciso (+53,7%) che in termini assoluti (+2.883) supera l’aumento complessivo delle donne in cerca di occupazione”. Anche tra gli ‘inattivi scoraggiati’, che non cercano più lavoro anche se sarebbero disponibili a lavorare, la netta prevalenza delle donne si rafforza ulteriormente perché l’80% dell’incremento che si registra (2.123 su 2.686) è fatto di donne. Gli inattivi scoraggiati salgono così da 21.006 a 23.692. L’impatto di Covid-19 è differenziato anche tra settori: l’occupazione in agricoltura è esplosa con quasi 8mila occupati in più rispetto allo stesso trimestre 2019 (+57,1%), ha tenuto bene l’occupazione nelle attività manifatturiere (+3,4%) e hanno limitato i danni le costruzioni (-1,6%); si registra invece un crollo nel terziario (-47.865 occupati pari a -11,5%), in particolare tra commercio alberghi e ristoranti (-36mila occupati: -23,3%). E sono soprattutto gli occupati indipendenti a pagare il prezzo della crisi, con 20.653 occupati in meno, pari al 13%, mentre i dipendenti diminuiscono invece di 13.887 unità, pari al 2,9%. 

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