A Sanremo nasce il Festival degli chef: cuochi in gara all’Ariston

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Quattro giorni dal 28 settembre in una kermesse dedicata ai sapori. Presidi Slow Food in mostra al Forte di Santa Tecla, stand gastronomici e la Milano-Sanremo del gusto a Pian di Nave

Nasce il «Sanremo con gusto»: quattro giorni all’insegna del gusto con una gara tra cuochi, il Festival di Sanremo degli Chef. Organizzato dalla rete d’impresa Sanremo On, è il numero zero di un evento nel solco del convegno organizzato l’anno scorso al teatro Ariston, con una mostra al Forte di Santa Tecla, dedicato ai Presidi Slow Food.

L’iniziativa di quest’anno, dal 28 settembre al 1° ottobre, si articola in quattro momenti: la mostra «Cibo d’autore» al Forte dedicata ai Presidi Slow Food di Liguria, Piemonte e Lombardia, l’esposizione con assaggi e vendita di prodotti della gastronomia d’eccellenza in un villaggio creato a Pian di Nave (compreso uno stand della «Milano-Sanremo del Gusto»), menù a tema proposti dai ristoranti della città e il Festival di Sanremo degli Chef (iscrizioni fino al 22, prevista una selezione).

Ed è su questo ultimo evento che Sanremo On punta di più: «In un momento in cui il food va forte, abbiamo deciso di invitare i cuochi a partecipare ad un concorso di piatti, in giuria il critico gastronomico Paolo Massobrio – dicono Roberto Berio e Flavio Alborno – Speriamo che qualcuno noti il nostro Festival, anche a livello televisivo, e lo faccia crescere. Se così sarà, crescerà tutto quello che c’è intorno».

La competizione tra chef si svolgerà all’Ariston Roof venerdì 29: ingresso a 15 euro comprensivi di un aperitivo con bollicine e degustazione dei piatti. Il giorno dopo, premiazione al casinò: in premio un gioiello. La giuria e gli ospiti saranno comunicati a giorni. Le riprese in diretta streaming saranno effettuate dall’Ariston, i servizi da TgEvents, che li trasmetterà in diversi canali in tutta Italia. «Il food va sulla rete: è importante portare sul web il nostro prodotto e i nostri gusti», dice Walter Vacchino dell’Ariston.

Daniela Borghi, La Stampa

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