A Roma aumentano i passeggeri dei mezzi pubblici, ma non è il caos di un tempo

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 I mezzi pubblici a Roma, come in altre grandi città, tornano ad essere più utilizzati dopo mesi di fuga degli utenti a causa del timore di affollamenti e quindi potenzialmente di una maggiore possibilità di contagio da Covid-19. Da alcuni giorni sui social proliferano le foto dove si lamentano banchine della metropolitana, in particolare nello snodo di Termini, e capolinea delle ferrovie urbane particolarmente affollati.  Di fatto, tra riapertura delle scuole, clima e precipitazioni autunnali che limitano la possibilità di ricorso a mezzi di mobilità dolce come bici e monopattini, proliferati negli ultimi mesi, l’utenza su metro e tram ha avuto un incremento. Nulla però a che vedere con i valori che si registravano prima della pandemia di Covid quando il trasporto pubblico romano in un giorno feriale mediamente contava 700mila passeggeri tra metro, tram, bus e ferrovie regionali in concessione. ttualmente, a quanto filtra, nei primi giorni di ottobre è stato raggiunto un picco massimo di 400 mila passeggeri giornalieri. Numeri in linea con le disposizioni governative per la prevenzione del contagio sul trasporto pubblico, che parlano di utenza contingentata all’80% della capienza massima. Un esempio: un convoglio della metro A oggi può trasportare fino a 960 passeggeri contemporaneamente rispetto ai 1.200 possibili in epoca pre-Covid. Nelle giornate di picco nelle ultime settimane sui convogli della linea rossa sono stati registrati circa 600 utenti contemporaneamente.

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