Il governo apre la concorrenza sui diritti d’autore ma Soundreef è fuori.

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Fedez, artista rappresentato da Soundreef

Nel decreto fiscale approvato dal Consiglio dei ministri c’è anche una disposizione che apre sul diritto d’autore, ovvero una norma che consente, in Italia, a tutti gli organismi di gestione collettiva operanti nel territorio dell’Unione, purché no profit e di proprietà degli autori (i cosiddetti organismi di gestione collettiva), di rappresentare i propri associati e anche di procedere direttamente alla raccolta dei diritti, senza l’obbligatoria intermediazione della Siae.

 La norma, che in pratica integra il decreto con il quale il governo italiano ha recepito la direttiva europea sul diritto d’autore (la cosiddetta direttiva Barnier), era stata annunciata già da tempo. Proprio a seguito delle assicurazioni avute dal governo italiano, il 4 ottobre scorso la Commissione Europea ha deciso di chiudere la procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia per il mancato recepimento della direttiva sulla gestione collettiva dei diritti d’autore sulle opere musicali, attività svolta dalla Siae.

Nelle scorse settimane l’annuncio della norma in arrivo non aveva però fermato le polemiche scoppiate in Italia, in particolare con la società Soundreef, che rappresenta tra gli altri Fedez e Gigi d’Alessio. Gli «organismi di gestione collettiva» ai quali si lascia gestire anche la raccolta dei diritti sono infatti società vincolate ad una serie di parametri tra i quali quello di essere «senza fine di lucro». Rientrano in questa categoria alcune società di collecting europee, ma non Soundreef, che appartiene invece alla categoria «enti di gestione indipendenti».

Estratto dell’articolo de La Stampa

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