Il borsino dei direttori generali / Il risiko delle poltrone parte sul serio

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Il complesso risiko delle poltrone di vertice nella sanità laziale è partito. Renato Botti, potentissimo direttore della sanità regionale se ne è andato al Gaslini di Genova a fine dicembre ed è stato sostituito da Massimo Annichiarico, fin qui direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma. Al suo posto il Facente Funzione Cristiano Camponi, attualmente direttore sanitario. Fabrizio D’Alba, dg del San Camillo Forlanini è passato invece a dirigere il Policlinico Universitario Umberto I al posto di Vincenzo Panella. Diversi i nomi in pole per le due poltrone che si sono liberate, già titolari di un incarico o news entries. Resta da vedere se l’effetto domino sarà immediato o se l’emergenza Covid consiglierà prudenza e tempi più lunghi. Riassumiamo a grandi linee i boatos, le chiacchiere che si incrociano nei corridoi delle stanze del potere: Chi andrà al posto di D’Alba? Forse Narciso Mostarda direttamente dalla Asl Roma 6 , reduce dai fasti del Nuovo Ospedale dei Castelli e dalle prime Rsa pubbliche? Si liberebbe la casella di Albano. Ma finirà per liberarsi anche quella di Ostia, Asl, Roma 3, il commissario straordinario Giuseppe Quintavalle viene dato in partenza. Per dove? In uscita Tiziana Frittelli, dg del Policlinico Universitario di Tor Vergata. Non è finita qui. Flori DeGrassi dovrebbe lasciare la Asl Roma 2, una corazzata con oltre un milione di utenti. Alla gloriosa pensionata – dicono sempre le indiscrezioni – potrebbe succedere il vivace Giorgio Casati, al quale la Asl di Latina va sempre più stretta e che non ha mai nascosto il desiderio di una promozione. Al suo posto potrebbe andare l’attuale direttore amministrativo della Roma 2, Silvia Cavalli, da tempo in pole per un posto al sole da protagonista. La promozione di Annichiarico è un dato acquisito, quella di D’Alba era tra le mosse ventilate già il mese scorso, il resto è poco più di una ipotesi di lavoro. Mosse sbagliate in questo momento potrebbero ripercuotersi pesantemente sulla azione di contrasto al covid.

Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio

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