Sostenibilità, continuamente

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Come distinguersi nel comunicare la sostenibilità in un periodo nel quale pare sia diventata una parola d’ordine generale? “Evitando slogan e facendo parlare le cose concrete che fai”, risponde Renato Vichi, esperto in posizionamento aziendale e responsabile media e sponsorship di Ubi Banca. “Per noi la sostenibilità è un processo continuo, non episodico. Non a caso la comunicazione ha accompagnato l’impegno serio della banca su questo programma rivolto al sociale, all’ambiente, al sostegno alle imprese, che è iniziato da tempo. Un’attività a cui ha dato un ulteriore impulso la presidente Letizia Moratti, convinta fautrice della sostenibilità come modello aziendale.” A dimostrare che l’ex ministra e sindaca di Milano sia un’autorità in materia è anche il suo contributo all’attività del team di 18 persone, di cui è a capo Vichi, che ha affiancato Ubi Banca in tema di sostenibilità economica e sociale e welfare, con il riscontro di 694 articoli, l’80% dei quali sul web, pubblicati negli ultimi 19 mesi, con un incremento nell’ultimo anno del 54%. Nata nel 2007 dalla fusione tra Banche Popolari Unite di Bergamo e Banca Lombarda e Piemontese di Brescia, Ubi Banca è un gruppo presieduto da Moratti e amministrato da Victor Messiah con 20.400 dipendenti, oltre 1.600 filiali e 4,4 milioni di clienti, il quinto in Italia per capitalizzazione, raccolta e impieghi. Dal 2011 ha costituito un’area strategica, Ubi Comunità, strutturando un modello di servizio e specifiche competenze per favorire partnership tra gli attori (pubblico, privato e privato sociale) del tessuto sociale ed economico, in grado di generare impatto positivo sui territori.

Tra i progetti più significativi c’è un piano per rafforzare l’alfabetizzazione finanziaria tra i giovani e per contrastare la ludopatia, realizzato in collaborazione con Feduf (Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio: ndr), istituzioni locali, scuole e insegnanti, che nell’ultimo triennio ha coinvolto 46mila studenti. A questo si è aggiunto un tavolo permanente di educazione finanziaria e inclusione sociale, avviato a luglio, in collaborazione con Feduf e Fondazione Triulza, che coinvolge operatori del terzo settore. Con Trust in Life Ubi Banca punta, invece, a sostenere l’inclusione di persone con grave disabilità, grazie all’esperienza del Gruppo cooperativo Cgm e dell’Anffas (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o razionale: ndr). Inoltre, il gruppo bancario con sede a Bergamo è stato il primo a proporre sul mercato un servizio di welfare aziendale che, tra l’altro, consente di accedere a una nuova cassa di assistenza sanitaria, a fondi di previdenza integrativa, a un network sanitario a condizioni agevolate, al rimborso delle spese di cura e educazione di figli e familiari.

Più noti sono i Social Bond, prestiti obbligazionari a sostegno di iniziative di valore sociale, emessi nel 2012, che offrono al sottoscrittore l’opportunità di ottenere un ritorno sull’investimento paragonabile a quanto offerto dalla banca su investimenti analoghi. Al termine del collocamento Ubi devolve un quota predefinita della raccolta a supporto di tali progetti, oppure destina l’ammontare collocato per finanziare a condizioni competitive lo sviluppo di imprenditorialità sociale sul territorio. A fine 2018 è stato superato il miliardo di euro collocato tramite Social Bond, con i quali in sette anni sono stati finanziati 91 progetti di cui hanno beneficiato 100mila persone, consentendo in particolare erogazioni liberali per quasi 5 milioni e la possibilità di finanziare imprese sociali con più di 21 milioni. Infine, dopo che lo scorso aprile ha emesso un Green bond da 500 milioni (150 gli investitori per ordini di quasi 1,5 miliardi), Ubi a fine novembre ha annunciato un nuovo prestito obbligazionario per un ammontare complessivo di 20 milioni, i cui proventi saranno devoluti, a titolo di liberalità, a favore del progetto ‘Più recupero, più vicino’ realizzato dal Banco Alimentare per contrastare lo spreco alimentare. Anche i dipendenti si impegnano: è giunto alla sesta edizione ‘Un giorno in dono’ che ha coinvolto quest’anno 1.100 bancari che donando un proprio giorno di ferie o permesso hanno collaborato con 81 imprese no profit, a ognuna delle quali Ubi Banca riconosce un contributo medio, pari a una giornata lavorativa.

Carlo Riva, Prima Comunicazione

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