Publicis vuol promuovere il made in Italy

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Lapo Elkann, fondatore di Publicis

Un hub per la creazione di strategie di comunicazione nei settori del design, del fashion, dell’automotive e del food; sedi da Parigi a Milano e Torino, e una vetrina più ampia per i marchi italiani o stranieri che vogliono crescere nei paesi di riferimento. Publicis Groupe attraverso Publicis communication e la sigla Publicis 133 che si occupa di brand di lusso, punta sull’advertising premium con Indipendent Ideas, l’agenzia fondata nel 2007 da Lapo Elkann, controllata al 75% dalla quotata Italia Independent e per la restante parte dall’a.d, Alberto Fusignani.
Ieri è stato annunciato un memorandum d’intesa per l’acquisizione delle «quote maggioritarie» da parte dei francesi con il perfezionamento dell’accordo entro i primi mesi del 2018. L’ambizione della «Indipendent ideas powered by Publicis» è portare più risorse, agilità e workshop creativi al servizio dei marchi, a partire dai brand clienti: dal gruppo Fca (Abarth, Jeep, Maserati), a Juventus, Lavazza, Lvmh con Hublot, ampliando poi le opportunità dopo le collaborazioni con Huawei e Coty.
«Si tratta di un avvicinamento naturale», ha spiegato Charles-Georges Picot, ceo di Publicis 133. «Con Independent Ideas condividiamo già numerosi contenuti e nuovi clienti. Questa presenza in Italia ci consente, peraltro, di accompagnare con sempre maggiore attenzione i nostri clienti internazionali alla ricerca di una struttura italiana».
Per la boutique di Elkann, che amplierà il suo ruolo a creative chairman, si colma un vuoto nel panorama dell’advertising. «Il mercato del lusso ma soprattutto dei premium brand è molto vasto e non sempre rientra nel perimetro delle ricerche di mercato», racconta Fusignani, a.d. dell’agenzia di marketing e comunicazione, «penso fra gli altri al food made in Italy che all’estero si posiziona o vuole posizionarsi come lusso o a tutte le aziende che cercano di innalzare il proprio percepito. La nostra mission sarà fungere da interlocutore su un mercato domestico e internazionale, in un dialogo continuo con la corporation francese».
Se Indipendent Ideas, circa 4 milioni di euro il fatturato, porta in dote brand made in Italy, la nuova associazione apre a servizi avanzati: «L’accesso ai dati», spiega Elkann, «all’innovazione tecnologica e ai media, sono un invito a essere ancor più olistici e forti nell’accompagnare i nostri clienti. Queste risorse accresceranno notevolmente le nostre ambizioni e la nostra capacità di esportare creatività a livello internazionale. E sappiamo di poterlo fare nel rispetto dell’indipendenza di pensiero, il nostro marchio di fabbrica».
Saranno proprio i marchi premium secondo le annuali rilevazioni Zenith a trainare la spesa pubblicitaria nel settore alto di gamma nei prossimi anni, arrivando a costituire il 74% degli investimenti. In particolare per i brand definiti di broad luxury (automobili di lusso, profumi e cosmetici) è stimata una crescita del 3,7% nel 2017 e del 4,6% nel 2018. L’advertising della categoria high luxury (orologi e gioielli, moda e accessori) segnerà un +0,8% nel 2017 e +1,6% nel 2018.
Entro il 2018 il digital sarà il media più utilizzato per la comunicazione del lusso, arrivando a raggiungere una quota del 30,6%, seguito dalla tv con il 29,9% e dalla stampa con il 29,7%. Quest’ultima continuerà ad avere un ruolo prioritario per il mondo della comunicazione del lusso rispetto al mercato pubblicitario totale, sul quale avrà una share del 13,8% nel 2018.

Francesca Sottilaro, ItaliaOggi

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