Il borsino dei direttori generali / Covid non molla, poltrone nel freezer

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Il Covid non molla, anzi. E tiene occupato tutto il sistema sanitario laziale con crescente preoccupazione da parte di chi gestisce il potere e amministra l’emergenza. Si continua a dire che la situazione è sotto controllo, che oggi si è in grado di affrontare il nemico ad armi pari, che si può reagire con ordine all’emergenza. La lezione del passato è servita, le decine di migliaia di tamponi e di controlli consentono di scovare i positivi asintomatici, di isolare i cluster, di isolare il problema . Ma non è aria di spostamenti, questo è chiaro. Le caselle da “rinfrescare” restano quelle, c’è da aspettare che la tempesta sia passata. Per i “fine corsa” di alcuni manager (vedi Asl Roma2, vedi Tor Vergata) non ci sono problemi, per situazioni sospese come quelle di Frosinone (Magrini FF), di Ostia (Asl Roma 3, Quintavalle commissario) si può andare avanti con relativa calma, per il Policlinico Umberto I continua la passione e per la Asl di Tivoli l’incertezza. Di alcuni direttori generali non si sente più parlare se non per premi e riconoscimenti Alcuni Dg si sono particolarmente distinti per la loro azione in prima linea, sempre sotto il fuoco incrociato di politica locale e media. Come Quintavalle ad esempio, coinvolto nell’emergenza a Fiumicino (Asl Roma 3) ma anche in quella di Civitavecchia (come titolare della Asl Roma 4); come Mostarda (Asl dei Castelli, in pole, pare, per altro incarico) impegnato per tutta l’estate in una azione di tamponamento su più fronti e tuttora costretto a rincorrere positivi asintomatici da Albano fino alla costa laziale; come Tanese (Asl Roma 1), affannato nel controllare le mille attività di una azienda che ha un bilancio da Fiat e oltre un milione di utenti da garantire. Questo non significa che altri Dg siano stati meno stressati dall’emergenza, ma i loro territori hanno dato obiettivamente meno problemi dopo la fiammata di primavera e anche la ripresa di questa settimana sembra essere abbastanza contenuta. Su tutta questa situazione gravano due incognite, una riguarda la riapertura delle scuole e l’altra i punti di domanda sulla situazione politica generale. Nel Lazio non si vota, certo, ma la modifica degli equilibri nazionali potrebbero nel breve e nel medio termine avere serie ripercussioni a livello regionale. E allora per qualcuno ci potrebbero essere problemi seri. Naturalmente parliamo di riflessi politici, l’utenza sta già scomoda ora, ostaggio di un Covid che continua a segnare le nostre giornate.

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