Investire in tempi di crisi: “CrowdFundMe” e la raccolta vincente di capitali per startup e Pmi innovative

Share

“CrowdFundMe” è il portale di equity crowdfunding italiano quotato all’Aim Italia che in pochi anni ha raccolto circa 28 milioni di euro destinati alla raccolta di capitali per realtà innovative. Ecco perchè l’equity crowdfunding può rappresentare un’opportunità per le idee brillanti e perchè in questo momento è interessante investire

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Tommasoa-Baldissera-scaled.jpg
Tommaso Baldissera Pacchetti, AD di “CrowdFundMe”

Basta un click per investire in un’idea imprenditoriale innovativa: questo sembra essere proprio il momento adatto per l’equity crowdfunding, una forma di raccolta fondi operata attraverso piattaforme online in cui, a fronte di un investimento anche di modesta entità, l’azienda oggetto della campagna di raccolta di capitali riconosce all’investitore un titolo di partecipazione della società stessa. Un esempio su tutti? La startup Arco FC, che ha brevettato una batteria elettrica che si ricarica in 3 minuti, ha raccolto un milione di euro in 17 giorni su “CrowdFundMe“.





L’unica piattaforma di Crowdinvesting quotata a Piazza Affari, che dal 2016 ha totalizzato circa 28 milioni di euro di raccolta di capitali. Si tratta di un settore che non ha per nulla risentito della crisi, durante l’emergenza Coronavirus, anzi: nel primo trimestre 2020, l’Equity Crowdfunding in Italia segna un nuovo record assoluto di raccolta: secondo “Crowdfunding Buzz” oltre 24 milioni, quasi il doppio dei primi tre mesi 2019, quando furono raccolti 13 milioni. “Sul fronte investitori è stato un periodo epocale – racconta Tommaso Baldissera Pacchetti, Ad di “CrowdFundMe” – aprile e maggio sono stati tra i mesi migliori per numero di registrazioni e accessi sulla piattaforma. Investire in startup e Pmi innovative è opportuno proprio in momenti tumultuosi della finanza tradizionale, diversificando il proprio portafoglio non puntando tutto sugli stessi titoli, anzi investendo in asset non quotati non suscettibili alle oscillazioni di prezzo dei mercati tradizionali. questa emergenza ha messo ancor più in risalto le forme di finanziamento alternative come strumento per garantire liquidità alle imprese e sostenere l’economia reale e l’innovazione”.

Se la società ha più che raddoppiato il risultato in termini di raccolta del primo trimestre dello scorso anno passando da circa 1,8 milioni a 4 milioni di euro, cosa cambierà sul fronte startup? “Non tutte le startup che esistevano prima esisteranno dopo, questo è chiaro – spiega Tommaso Baldissera – chi per esempio aveva in mente catene di ristoranti e palestre probabilmente deve fare i conti con le previsioni di crescita: la pandemia ha cambiato il paradigma, però questo periodo può essere molto utile per individuare business dinamici e scalabili probabilmente con più valore di merito. L’ecosistema che si è creato attorno alle startup in Italia non è salutare: acceleratori o incubatori che promettono migliaia di euro ma in servizi e formazione, startupper specializzati in pitch che badano a premi e challenge vinti più che ai fatturati…Oggi sicuramente ci sarà una selezione più oculata da parte degli investitori sui modelli virtuosi di business che valuteranno aspetti più attuali e concreti, per esempio come si è stati bravi a minimizzare i costi in questo momento difficile”. 

Il portale offre la possibilità di investire in società selezionate tra quelle che presentano il maggiore potenziale di crescita: “sono circa 6 le campagne che lanciamo ogni mese su circa 100 candidature. – continua – L’equity crowdfunding è un investimento ad altissimo rischio e con ritorni nel medio-lungo periodo ma il nostro portale fa una grande selezione”. Ma quali sono i criteri di selezione? “Le imprese devono dimostrare di aver staccato la prima fattura e di avere una crescita costante: il primo modo per mitigare il rischio è che la società sia stata in parte già validata dal mercato. Del resto col maturare della società migliorano anche gli aspetti contabili: l’esempio chiave è quello di CleanBnB (piattaforma che offre servizi completi di property management per il mercato degli affitti a breve termine, ndr) ha fatto il primo round di equity crowdfunding a una valutazione di 500mila euro, quotata in Borsa, tre anni dopo ha una valutazione di 14 milioni. Inoltre è importante anche il risvolto empatico: l’idea deve affascinare gli investitori, portandoli a desiderare di parteciparne il successo. Penso per esempio a Winedelivery, che porta il vino a domicilio alla giusta temperatura e in meno di 30 minuti: un’idea senz’altro di appeal”. 

Perchè l’equity crowdfunding può rappresentare per startup e Pmi innovative la strada opportuna in questo momento? “Intanto perché offre l’accesso a un bacino immenso di utenti e potenziali investitori, che è internet: il bacino di business angel in Italia è bassissimo, siamo sotto la Spagna al pari della Grecia come investimenti in startup. La seconda cosa la mediaticità, se da un lato il nostro fine è la raccolta di capitali l’altro è veicolare visibilità attraverso la nostra piattaforma e di conseguenza attraverso una campagna marketing praticamente gratuita”. 


Today.it

Share
Share