Decreto rilancio, scontro nel governo: il Tesoro apre alle imprese, cancellata l’Irap di giugno

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Sono tanti 55 miliardi, che diventano addirittura 155 se misurati con il criterio contabile del saldo netto da finanziare. Eppure anche con questa somma a disposizione, corrispondente al deficit autorizzato dal Parlamento, il governo ha qualche difficoltà a chiudere il decreto rilancio, precedentemente definito aprile. Il provvedimento conferma per molti capitoli l’impostazione del precedente decreto Cura Italia confermando i sussidi e gli stanziamenti per la Cassa integrazione.

Aggiunge nuove misure per le categorie che erano rimaste escluse, a partire dai lavoratori domestici per arrivare al mondo dei bisognosi (spesso intrecciato a quello del lavoro nero). Sul versante delle famiglie una misura importante anche sul piano simbolico è il cosiddetto tax credit che dovrebbe aiutare gli italiani a fare queste estate vacanze nel nostro Paese. Nel dettaglio, ai nuclei familiari con reddito Isee non superiore a 35 mila euro verrebbe riconosciuto un credito d’imposta in corrispondenza delle spese per servizi turistici in ambito nazionale. Il credito è utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare nella misura di 500 euro per ogni nucleo familiare. Il credito è fruibile nella misura del 90 per cento in forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dai fornitori presso i quali la spesa è stata sostenuta, e per il 10 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda le imprese, la novità più importante riguarda Irap e contributi a fondo perduto. Gli aiuti saranno assegnati a quelle con ricavi non superiori ai 5 milioni nello scorso periodo d’imposta, sulla base delle riduzioni di fatturato effettivamente subite: il fatturato di aprile 2020 dovrà risultare inferiore ai due terzi di quello dello stesso mese del 2019. L’ammontare è definito con percentuali variabili: 25 per cento della riduzione di fatturato per i soggetti con ricavi fino a 100 mila euro, 20 per cento fino a 400 mila euro e 15 per cento tra 400 mila e euro e 5 milioni. C’è comunque un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per gli altri soggetti. La richiesta va presentata all’Agenzia delle Entrate che provvede ad accreditare la somma direttamente sul conto corrente e poi effettuerà i controlli. Sempre a beneficio delle aziende che hanno subito perdite – e questa è una novità delle ultime ore – il ministro Gualtieri ha spiegato che verrà «abbuonata», la rata Irap di saldo-acconto in pagamento a giugno. Si tratta di un chiaro e significativo segnale di risposta alle richieste venute da Confindustria e altre associazioni di categoria proprio sul tema Irap: un’apertura anticipata dal ministro anche nell’intervista di ieri al Messaggero. Un’altra misura punta a rafforzare il patrimonio delle imprese di medie dimensioni, che abbiano subito una perdita di fatturato di almeno il 33 per cento a marzo-aprile 2020: per loro è istituita una specifica detrazione di imposta in caso di aumento di capitale non inferiore a 250 mila euro realizzato entro la fine dell’anno. Si potrà detrarre o portare in credito d’imposta il 20 per cento della somma investita nel capitale sociale, fino ad un investimento massimo di due milioni. Sarà possibile anche chiedere l’intervento di Invitalia, mentre per le grandi imprese il supporto alla patrimonializzazione verrà da Cdp con modalità da definire.

Sul fronte fiscale, il decreto conferma l’impegno alla cancellazione definitiva delle clausole di salvaguardia Iva. C’è poi un’importante novità per i lavoratori dipendenti con reddito medio-basso. Il bonus 80 euro, (e quello di 100 istituito a partire da luglio) saranno riconosciuti anche se il lavoratore ha subito – a causa dell’emergenza – una riduzione del reddito tale da spingerlo nella cosiddetta no tax area, ossia sotto gli 8 mila euro di reddito. E quindi perderebbe il beneficio.


Luca Cifoni, IlMessaggero.it

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