Il richiamo di giornali ed edicole

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Editori di giornali, edicolanti, distributori della stampa, insieme per fare la loro parte nei confronti della crisi che sta vivendo l’Italia. Così la filiera si è unita in un appello diffuso dalla Fieg a recarsi all’edicola più vicina per acquistare il proprio giornale, dal momento che i quotidiani e i periodici sono sempre disponibili e in vendita, ovviamente nel rispetto delle regole introdotte dal governo e in particolare di quella della distanza minima.

«Stiamo lavorando su tutti i fronti per dare il nostro contributo al Paese, che si trova ad affrontare una situazione che fino a pochi giorni fa era assolutamente inimmaginabile e imprevedibile», spiega a ItaliaOggi Andrea Riffeser Monti, presidente della Fieg, la federazione degli editori. «È un dovere che sentiamo nei confronti del popolo italiano. La gente ha la necessità di essere informata in modo imparziale e più esaustivo possibile. I siti di informazione online sono stati presi d’assalto e hanno avuto impennate di collegamenti record».

Secondo Riffeser, anche le edicole hanno un compito irrinunciabile. «Il quotidiano è percepito, soprattutto in momenti come questo, come fonte autorevole, offre una garanzia sulla veridicità delle informazioni. È fondamentale che le edicole restino aperte. Negli ultimi tempi abbiamo radicato, anche grazie agli accordi con Anci e Abi, il loro ruolo di presidio sul territorio. Ora deve essere riconosciuto anche quello di servizio pubblico di emergenza. Non può essere bloccato il flusso informativo, soprattutto deve essere garantito il servizio per gli anziani, che con più difficoltà riescono a collegarsi online, e che proprio in questa emergenza sono la categoria più debole e più a rischio».

Le edicole da tempo vivono una crisi che dipende dal cambiamento delle abitudini delle persone, ma parallelamente in molte città si sono avviati progetti per ampliare il numero di servizi offerti ai cittadini, spesso in collaborazione con le amministrazioni. Ora la situazione rischia di acuire la crisi esistente. Già ieri il sindacato dei giornalai Sinagi aveva chiamato la filiera a rivolgere un appello al governo e alle altre istituzioni, affinché venga garantita alle edicole la possibilità di svolgere la propria attività nel rispetto delle normative generali. «Questo garantirebbe ai cittadini di continuare a beneficiare del pluralismo informativo», ha detto il segretario generale Giuseppe Marchica, «e di continuare a mantenere una parvenza di normalità in questo periodo di eccezionale emergenza per il Paese».

Dal canto loro, gli editori devono continuare a fare informazione, ha concluso Riffeser, «rispettando il vincolo di imparzialità e veridicità, garantendo la correttezza ed evitando di generare il panico per inseguire sensazionalismi. Finora hanno dimostrato senso di responsabilità e sono diventati un punto di riferimento anche per gli altri media. Stiamo chiedendo al governo le garanzie per portare avanti il nostro compito con qualità. Per dare anche ai giornalisti la possibilità di continuare a svolgere il loro lavoro, così importante, con la serenità e i mezzi di cui necessitano».

L’intera filiera della stampa, nella nota diffusa ieri, fa appello anche agli altri mezzi di informazione, alla radio e alla televisione, «affinché informino i propri utenti e spettatori sulla importanza di andare in edicola per acquistare il proprio giornale in questo periodo di eccezionale emergenza per il Paese a sostegno della stampa di qualità».

Andrea Secchi, ItaliaOggi

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