Bonus partite Iva, che cos’è e a chi è andato

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La misura introdotta nel decreto Cura Italia e rafforzata dal decreto Rilancio. Raggiunti circa 4 milioni di beneficiari. Per lo Stato una spesa di 7,7 miliardi di euro

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Il bonus lavoratori autonomi è tornato di attualità dopo che Repubblica ha svelato che tra i percettori ci sarebbero anche cinque deputati. La misura è stata introdotta con il decreto cura Italia e poi confermata, pur con alcune modifiche, dal decreto Rilancio. La misura era destinata a liberi professionisti titolari di partita IVA e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata, e ai lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria (AGO).

Il bonus valeva anche per i lavoratori stagionali e del turismo e per quelli dello spettacolo.  Inoltre il bonus valeva anche  per snc, soci sas, soci di srl,  se iscritti ad una delle gestioni speciali dell’AGO.

Il sostegno non spettava ai professionisti iscritti ad altre casse previdenziali private, chi fosse titolare anche di un rapporto di lavoro dipendente e i percettori di trattamenti pensionistici. L’importo del bonus era di 600 euro per i mesi di marzo e aprile. A partire dal mese di maggio la somma è cresciuta a 1000 euro, a patto di dimostrare di avere subito ad aprile 2020 una perdita di fatturato pari ad almeno un terzo rispetto ad aprile 2019.

In teoria la norma non prevedeva criteri di esclusione nella richiesta del sussidio per chi incassa già lo stipendio da parlamentare o amministratore pubblico, fatti salvi i limiti previsti già citati. Stando agli ultimi numeri messi a disposizione dall’Inps, al 3 agosto erano “più di quattro milioni i beneficiari del bonus 600 euro”. Nelle stime iniziali del governo, la platea dei potenziali beneficiari -ad aprile – era di 4,9 milioni di persone. Per la misura, il governo ha previsto uno stanziamento di 2,96 miliardi di euro nel decreto Cura Italia e 4,79 miliardi di euro nel decreto Rilancio.


Repubblica.it

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