Le ultimissime. Volotea rilancia con 27 voli a Palermo

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Numeri positivi per Volotea a Palermo. Nel 2019, spiega la compagnia, ha operato presso lo scalo palermitano 5.800 voli, 500 in più rispetto al 2018. In aggiunta, nella prima metà dell’anno, sono state apportate importanti migliorie in ambito operation: sono stati potenziati il call center, il supporto clienti, la protezione delle operazioni di volo, l’assistenza aeroportuale e l’imbarco prioritario. Di conseguenza il tasso di puntualità nel 2019 di Volotea ha raggiunto, a Palermo, l’85,4%, evidenziando una performance operativa eccezionale. L’offerta commerciale proposta dalla compagnia a Palermo è stata accolta con grande entusiasmo. Presso lo scalo siciliano, nel 2019, il load factor registrato è stato del 96%, mentre il tasso di raccomandazione si è attestato intorno all’84%: ciò significa che più di 8 passeggeri su 10 consiglierebbero Volotea ad amici e parenti. Il 2019 si è concluso con numeri record per Volotea al Falcone Borsellino, dove il numero di destinazioni, le operazioni e i passeggeri trasportati sono cresciuti costantemente, anno dopo anno, dal 2012. L’offerta per il 2020 a Palermo, con 27 rotte e 777.000 posti in vendita, è la più ampia che la compagnia abbia mai messo in campo presso lo scalo.  “Dal 2012 a oggi, sono già più di 3,3 milioni i viaggiatori che hanno scelto la nostra compagnia per volare da e per lo scalo palermitano, dove siamo cresciuti anno dopo anno in termini di operazioni, destinazioni e passeggeri – afferma Carlos Munoz, presidente e fondatore di Volotea – concludiamo positivamente il 2019, all’insegna del successo e della crescita e confermiamo la nostra volontà di continuare a investire sul territorio. A Palermo siamo secondi per numero di rotte, molte delle quali sono esclusive e particolarmente apprezzate dai nostri passeggeri, e ciò rappresenta la chiave per un altro anno di successo nella crescita di Volotea”. Volotea, che proprio a Palermo ha una delle sue basi operative, intende supportare il tessuto economico attraverso il potenziamento dei flussi turistici da e per la Sicilia. A livello locale, sono state create 50 opportunità di lavoro e, presso lo scalo, sono allocati 2 aeromobili. Il forte legame che si è instaurato tra Volotea e la Sicilia che si è tradotto nella sponsorizzazione del restauro del sipario storico di Giuseppe Sciuti del Teatro Massimo. Con la nuova rotta in partenza per Dubrovnik (novità 2020), quest’anno sarà possibile decollare da Palermo alla volta di 10 destinazioni italiane (Ancona, Bari, Cagliari, Genova, Napoli, Olbia, Pescara, Torino, Venezia e Verona) e 17 all’estero tra Francia (Bordeaux, Tolosa, Strasburgo, Lione, Nizza e Nantes), Spagna (Palma di Maiorca, Ibiza, Malaga e Bilbao), Grecia (Zante, Rodi, Santorini, Corfu e Heraklion) e Croazia (Spalato e Dubrovnik). 

Circa duecento etichette provenienti da varie parti del mondo parteciperanno a Cagliari, il 17 febbraio prossimo, al primo concorso enologico internazionale sul Vermentino. La manifestazione, dedicata  agli addetti del settore, rappresenta un’occasione per promuovere la Sardegna e le produzioni di un vitigno sempre più diffuso. Al concorso sono ammessi vini Dop, Igp e Ig che abbiano in etichetta il nome del vitigno Vermentino e una percentuale di questa tipologia vinicola che non sia inferiore all’85%. I vini saranno valutati il 17 febbraio prossimo, dalle 9 alle 13, al Thotel, da una giuria con tecnici degustatori, degustatori esperti e giornalisti del settore. Per il concorso è stato realizzato a mano anche un calice ‘sartoriale’, soffiato a bocca, che – è stato spiegato nel corso della presentazione del concorso – permetterà di degustare al meglio questa tipologia di vino. I vincitori saranno premiati con gran medaglia d’oro, medaglia d’oro, medaglia d’argento e medaglia di bronzo, in occasione dell’edizione del Vinitaly, in programma a Verona, dal 19 al 22 aprile prossimi. La manifestazione, che ha un costo di 100mila euro, di cui 70 mila finanziati dalla Regione e il resto da sponsor privati, è stata presentata nel municipio di Cagliari dagli organizzatori che hanno inoltre annunciato, per il 18 febbraio, un Gran Galà sul Vermentino a Sa Manifatura. 

In occasione del Giorno del ricordo, il sindaco Antonio Decaro ha partecipato alla cerimonia promossa dall’amministrazione comunale per ricordare le vittime delle Foibe. La cerimonia commemorativa si è svolta questa mattina, in largo Policarpo Scagliarini, nel Villaggio Trieste,  presso la targa posta nel quartiere in cui da 60 anni vivono le famiglie dei profughi della seconda guerra mondiale, provenienti dall’Istria, da Fiume, dalla Dalmazia, dai Balcani, dalla Romania, dalla Grecia, dalle isole dell’Egeo, dall’Africa e dagli Abruzzi. “Oggi siamo qui per ricordare, un esercizio che dobbiamo fare sempre per ribadire, con forza, l’importanza del dialogo e del rispetto delle vite umane, al di là di ogni confine e credo politico e religioso – ha dichiarato il sindaco di Bari dopo aver deposto una corona d’alloro -. Noi tutti abbiamo il dovere di evitare che l’indifferenza o il negazionismo siano più forti della memoria e della storia che racconta di tante donne e uomini che hanno perso la vita, com’è accaduto a causa della tragica vicenda delle foibe. Abbiamo il dovere di ricordare che in passato quelle persone sono morte in quanto vittime dell’odio provato da altre persone. Il mondo, in quel periodo storico, ha vissuto una fase di terrore che purtroppo in molti hanno tollerato. Per questo siamo qui oggi, per ricordare i martiri delle Foibe, come abbiamo fatto qualche giorno fa per le vittime dell’Olocausto. Abbiamo il dovere di continuare a ricordare ciò che è accaduto, gli orrori commessi da altri esseri umani che hanno segnato drammaticamente il nostro passato. Solo se ricordiamo, possiamo davvero guardare con più fiducia al futuro. Quest’anno ho voluto celebrare questa cerimonia qui, dove è affissa una targa in memoria delle vittime delle foibe, perché questo è un luogo di accoglienza. Sulla targa, infatti, c’è scritto che ‘in questo Villaggio Trieste le famiglie dei profughi della seconda guerra mondiale hanno terminato il loro peregrinare dopo aver assaggiato l’amarezza del loro sradicamento’. Questo è un luogo simbolo dell’accoglienza della nostra città e riunirci qui, oggi, significa fissare nella nostra memoria quanto accaduto affinché non si ripeta mai più. Gli orrori del passato siano un motivo per tutti noi per trarre un insegnamento importante, fondato sulla consapevolezza che è indispensabile avere rispetto per tutti gli esseri umani, soprattutto per coloro che la pensano diversamente da noi”. 

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