Taranto, 233 milioni per la ripresa produttiva della città

Share

Lo stanziamento delle risorse per la rinascita dell’area deciso con i dl Rilancio e Agosto, una delibera del Cipe e con le decisioni dell’ultimo Consiglio dei Ministri. L’obiettivo è avviare attività alternative all’acciaio dopo il ridimensionamento del centro siderurgico. Previsto anche il potenziamento della base della Marina Militare e dell’arsenale oltre che del sistema dei trasporti.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Taranto.jpg

Con i decreti legge “Rilancio” ( già convertito) e “Agosto” (appena varato “salvo intese”), nonché con la seduta del Cipe del 28 luglio e il Consiglio dei ministri di ieri sera, Taranto ha portato a casa, nel giro di un mese, un pacchetto di provvedimenti importanti per il rilancio della città e per cominciare a costruire una prospettiva di sviluppo diversa, meno condizionata dal siderurgico ArcelorMittal

Ex Ilva, che resta comunque il problema numero 1. Sbloccati fondi per 233 milioni tra mobilità sostenibile, trasporti, mitigazione del rischio idraulico e base navale della Marina Militare, l’avvio del Tecnopolo per la ricerca, più 315 assunzioni per l’Arsenale Militare di Taranto. Intanto, nel decreto legge “Agosto” si mette un tassello anche per favorire la soluzione della vicenda ArcelorMittal prevedendo il coinvestimento dello Stato, attraverso Invitalia, accanto all’investitore privato. Vengono infatti liberate pro Invitalia risorse pari a 470 milioni di euro per entrare nella società siderurgica che non sarà più solo in capo al privato. Resta da vedere – ma questo lo si stabilirà prossimamente, dopo la ‘due diligence’ in corso sullo stato dei conti della società – se ArcelorMittal sarà in maggioranza o se invece questa apparterrà a Invitalia. I 470 milioni che Invitalia impiegherà nell’ex Ilva fanno parte del plafond di 900 milioni che tempo fa fu dato per intervenire nella crisi della Banca Popolare di Bari attraverso il Mediocredito centrale. Ma ne sono stati usati per l’operazione PopBari solo 430, quindi ne residuano 470 che ora Invitalia metterà nel capitale di ArcelorMittal dando così via al riassetto del gruppo, da perfezionarsi, in base all’accordo di marzo, entro novembre prossimo.  

La crisi dell’azienda siderurgica resta intanto acuta e a soffrire molto è l’indotto-appalto che non viene pagato rispetto alle fatture scadute, tant’e che da ieri sera alle 23 una delle aziende di pulizia industriale, Alliance Green Service, ha sospeso le attività, tranne le urgenti, e lunedì mattina ci sarà, con la modalità call conference, un vertice tra ArcelorMittal, Confindustria Taranto, Camera di Commercio Taranto e i sottosegretari Mario Turco (presidenza del Consiglio) e Alessandra Todde (Mise). Le 315 assunzioni per l’Arsenale della Marina – che avverranno in un triennio – permettono invece di rafforzare la più antica industria della città, che, tra quota 100 e pensionamenti ordinari, stava ormai perdendo quote importanti di personale, soprattutto tecnico,  mettendo così a rischio la sua capacità di intervenire, per manutenzioni  e lavori, sulle navi della Marina. 

 Nei mesi scorsi, proprio in Arsenale, con l’apporto di personale diretto e delle aziende private, tra cui Fincantieri, è stato portato a termine l’ammodernamento della portaerei Cavour, nave ammiraglia, destinata ad ospitare sul ponte di volo gli F35. Un intervento da circa 70 milioni di euro. E Taranto, per la sua collocazione nel Mediterraneo, è la più importante base navale della Marina. Ruolo ora rafforzato con l’ok del Cipe, lo scorso 28 luglio, ai primi 79 milioni, su 200, per il potenziamento infrastrutturale della base di Mar Grande anche nella prospettiva dell’arrivo delle nuove unità.

Tra Arsenale e base, si può dire che il polo di Taranto della Marina si consolida molto. Guarda invece alla ricerca scientifica, alla prospettiva di un’industria green e al coinvolgimento di ricercatori e Università, il Tecnopolo del Mediterraneo, per il quale ieri sera il Governo ha approvato lo statuto. Il Tecnopolo dovrà ora avere una sede e strutturarsi come attività, personale e iniziative da svolgere. Intanto, con la legge di bilancio 2020-2022 ha avuto una dote di 9 milioni. Nell’ottica della sostenibilità, infine, ma relativamente ai trasporti, i 150 milioni che Taranto ha avuto, divisi in più anni, col recente decreto “Rilancio”. Con l’intervento del ministero Infrastrutture e trasporti, 130 serviranno per la costruzione della prima delle due linee di Bus rapid transit (linee elettriche veloci che uniranno la città da un capo all’altro) e 20 infine per il potenziamento del parco bus tra elettrici e ibridi.  


Agi.it

Share
Share