Meno carne in tavola per ridurre le emissioni di azoto

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Crescono troppo le emissioni di azoto in atmosfera: la causa è la filiera della carne, dalle coltivazioni per alimentare gli animali allo smaltimento dei letami.

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Dobbiamo ridurre drasticamente il consumo di carne e di latticini: è l’invito rivolto ai cittadini di ogni Paese del mondo da Aimable Uwizeye, responsabile delle politiche per gli allevamenti della Food and Agricolture Organization (FAO). In un recente studio un team internazionale di ricercatori coordinati dalla FAO ha evidenziato come le emissioni di azoto riconducibili agli allevamenti siano superiori a quelle che il pianeta può sostenere:

65 milioni di tonnellate l’anno, secondo le stime, ossia ben oltre il limite di 62 milioni di tonnellate/anno considerato dagli esperti il massimo assorbibile dalla Terra in modo spontaneo.

È vero che alle emissioni degli allevamenti vanno sommate quelle prodotte dai fertilizzanti usati in agricoltura, ma è evidente che le quantità in gioco sono comunque troppe. «Le soluzioni adottate oggi dal comparto agricolo servono solo a tamponare una situazione molto grave, e c’è da chiedersi a che punto saremmo se non fossero applicate. L’unica soluzione è che una parte del mondo si impegni a consumare meno carne e meno latticini, riducendo così l’impatto dell’allevamento», spiega il ricercatore.

La FAO ha aperto un tavolo di lavoro sulla questione, che coinvolge soprattutto Cina, Europa, Nord America e Brasile. Lo scopo è di ricordare alla politica che non c’è solo la CO2 da combattere, per la quale non si sta comunque facendo abbastanza, ma ci sono anche le emissioni di azoto, per le quali si sta facendo ancora di meno. La causa principale del problema (per il 68%) è da ricercarsi nel massiccio uso dei fertilizzanti usati per le coltivazioni necessarie all’alimentazione degli animali; il resto è quasi interamente ascrivibile alla filiera di smaltimento dei letami.

MONTAGNE DI LETAME. Oltre il 66% delle emissioni totali di azoto proviene dall’Asia, in particolare dalla Cina, dove i giganteschi super allevamenti si stanno diffondendo a macchia d’olio. Vere proprie industrie della carne, che non hanno però la capacità di smaltire correttamente i letami, spesso abbandonati in terrificanti e ancor più gigantesche discariche. Nella classifica degli allevamenti più inquinanti ci sono quelli di bovini, poi di maiali; dal punto di vista degli inquinanti pare invece più sostenibile l’avicoltura (pollame), che secondo tutti gli studi emette meno azoto per kg di carne prodotta.


Rebecca Mantovani, Focus.it

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