Abolizione del Cnel, si ricomincia. Il Senato discute la proposta Calderoli

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Abolizione del Cnel, ricominciamo. Mercoledì la commissione Affari costituzionali del Senato ha avviato l’esame del disegno di legge che dovrebbe portare all’abolizione del Consiglio nazionale Economia e Lavoro. Il testo porta la firma del leghista Roberto Calderoli e riprende quanto previsto dal contratto di governo che, a proposito del Cnel, parla di «istituzione rivelatasi inefficace rispetto agli scopi per i quali era stata concepita». Non si tratta di una mossa estemporanea, dunque.

Percorso lungo e possibile referendum

Anche in questo caso, però, il percorso sarà lungo. Il Cnel è un organo previsto dalla Costituzione, per cancellarlo non basta un annuncio. Il testo all’esame del Senato è un disegno di legge costituzionale, che prevede un doppio passaggio sia alla Camera sia al Senato, con il secondo voto a maggioranza assoluta e anche la possibilità del referendum. Ecco, il referendum.

Il precedente di Renzi

Anche il governo Renzi provò a cancellare il Cnel, con la riforma costituzionale che prevedeva anche il ridimensionamento del Senato, dopo aver parlato di abolizione pure per Palazzo Madama. Finì come sappiamo, la vittoria del no, il Cnel in piedi, le dimissioni di Renzi. Con Lega e Movimento 5 Stelle che ogni giorno litigano su tutto, mica siamo davanti a una storia che si ripete?

La nuova vita del Cnel

Nel frattempo il Cnel, sotto la guida del nuovo presidente Tiziano Treu, ha trovato nuova energia. Si è riorganizzato, presenta proposte, disegni di legge. Non è più alla deriva come negli anni in cui Renzi portava avanti il suo progetto di abolizione. Solo pochi giorni fa ha pubblicato una progetto per creare un organismo super partes che analizzi e valuti la produttività e la competitività del sistema Paese. Basterà a salvarlo?

Lorenzo Salvia, Corriere.it

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