Fincantieri, vittoria in Francia Avrà i bacini di Saint-Nazaire

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Entrano la Fondazione CariTrieste e la società francese della difesa Dcns. Ma Parigi detta le regole su cinque punti strategici. Patto di sindacato ventennale che assicura diritto di veto a Parigi sulle priorità

La Francia dà il via libera all’acquisizione dei cantieri Stx di Saint-Nazaire a Fincantieri, ma detta le regole su governance e strategia. Ieri il ministro dell’Industria francese, Christophe Sirugue, ha annunciato di aver raggiunto un’intesa di principio con il gruppo triestino, che il 30 marzo ha trovato l’accordo sul prezzo (82 milioni di euro) con il tribunale fallimentare di Seul per comprare il 66,7% dei cantieri dal gruppo sudcoreano Stx offshore & Shipbuilding in amministrazione controllata.
Fincantieri sarà azionista di rifermento di Stx, ma di minoranza (per almeno 8 anni), avrà circa il 48%, per far spazio a un altro socio italiano indipendente, individuato nella fondazione CrTrieste, con un 5-6% del capitale, e permettere una maggiore presenza francese: nel capitale, accanto alla Stato, che conserva il 33,3%, entrerà il gruppo francese della difesa Dcns, che potrebbe avere fino al 12%.
«Non ho mai considerato che la nazionalizzazione dei cantieri Stx di Saint-Nazaire potesse essere un obiettivo in sé», ha detto Sirigue, accusato di fare tattica pre-elettorale alla vigilia delle presidenziali francesi. «Il ruolo dello Stato è privilegiare l’avvenire dei cantieri. Dall’inizio abbiamo scelto un azionista industriale europeo solido come socio di riferimento». Al quale Parigi ha imposto paletti ben definiti.
Il progetto industriale proposto da Fincantieri è «ambizioso», riconosce il ministro, e «sarà sottoposto nei prossimi giorni alla consultazione dei lavoratori». Il gruppo italiano, però, dovrà rispettare 5 priorità: la perennità del sito; la difesa dell’indotto; la protezione della proprietà intellettuale; la capacità di rispondere a offerte di lavoro; e il rispetto dell’interesse strategico, visto che Stx costruisce anche navi militari. Fincantieri si è inoltre impegnata a mettere in atto il piano d’impiego approvato lo scorso agosto e a non sopprimere posti di lavoro per i prossimi 5 anni. Quanto alla strategia di sviluppo, il governo francese ha chiesto il proseguimento della diversificazione produttiva: accanto alle navi da crociera, Stx dovrà sviluppare il business dell’energia marina.
Sulla governance, aggiunge Sirugue, oltre ai soci, entreranno nel consiglio di amministrazione composto da 9 persone un rappresentate dei lavoratori, il direttore generale dei cantieri e 3 osservatori senza diritto di voto. I rapporti fra i soci saranno regolati da un patto di sindacato ventennale, che attribuisce a Parigi un diritto di veto per impedire una riduzione sostanziale dell’attività, il trasferimento della proprietà intellettuale, partnership per costruire fuori dall’Europa o per stringere alleanze con Paesi non graditi alla Francia, ma anche potere sulla politica dei dividendi. La Francia si assicura inoltre un diritto di prelazione, nel caso in cui Fincantieri decida di uscire dall’investimento.
Alla scontata «soddisfazione» di Fincantieri, che in una sintentica nota si è premurata di sottolineare «la lunga e fruttuosa collaborazione avviata da anni nel settore militare con la società francese Dcns», ieri ha fatto eco il compiacimento del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. «Con la partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste la quota italiana nella società francese arriva al 54%. E’ un grande successo della cantieristica italiana», afferma. «È la dimostrazione che le grandi imprese italiane che hanno investito sulla competitività e la credibilità internazionale possono conseguire posizioni di leadership in settori strategici per l’economia globale. Se da un lato gli investimenti stranieri in Italia possono dare un contributo alla crescita, dall’altro ritengo molto importante che ci sia più Italia all’estero». La soddisfazione è doppia per Deborah Serracchiani, governatrice della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha sottolineato «l’orgoglio» per la partecipazione della Fondazione CrTrieste al progetto del gruppo che ha sede legale nel capoluogo friulano.

Giuliana Ferraino, il Corriere della Sera

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