Mutuo? Un miraggio per giovani con Partite Iva e precari

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Può capitare di sentirsi dire: «Mi dispiace ma lei non ha i requisiti per chiedere il mutuo». Può capitare soprattutto se rispondi – questa volta sì – ad almeno due requisiti: sei una partita IVA, sei giovane o precario. Le carriere discontinue si confermano un rischio per gli istituti di credito. Secondo Mutuionline poco più del 10% degli autonomi riesce ad avviare la pratica per comprare casa.

Se da una parte le banche si sbizzarriscono in spot rassicuranti con offerte per giovani e per coppie under 30, per gli autonomi o i precari le opzioni in realtà non sono molte. O trovano un garante (in genere i genitori) o, ancora meglio, un cointestatario del mutuo. Altrimenti niente, l’acquisto della casa e il conseguimento dell’autonomia sono rimandati a data da definirsi.

Basta andare a colloquio con i consulenti delle principali banche per capirlo. Il tappeto rosso è per i dipendenti a tempo indeterminato. Sempre secondo Mutuionline oltre l’80% di chi riceve un finanziamento dagli istituti di credito ha un impiego di questo tipo. Nel campionato di serie B gioca invece la generazione non bancabile. Per loro, nonostante i tassi d’interesse sui mutui siano vantaggiosi, è difficile anche solo avviare la pratica. Non era così meno di vent’anni fa.

Le banche nel 2000 concedevano prestiti a oltre il 20% dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti. Oggi la percentuale è dimezzata

Gli istituti di credito dovrebbero però preoccuparsi di un dettaglio non da poco. L’esercito dei non bancabili è in crescita secondo l’Istat. I dati sull’occupazione parlano chiaro: «su 100 nuovi occupati negli ultimi 12 mesi 1 è permanente, 4 sono autonomi e 95 sono a termine». Non serve una laurea in economia per capire che se aumenta il lavoro precario ci saranno sempre più persone senza requisiti per il mutuo. E l’investimento nel mattone potrebbe diventare, tra dieci anni, davvero appannaggio di pochi eletti. Con il posto fisso.

Nuvola.corriere.it

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