Mes: prestiti agli Stati a 10 anni. Ma Dombrovskis non cede sul patto di stabilità

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In vista della riunione odierna dell’Eurogruppo, fonti Ue hanno indicato che i prestiti del Meccanismo europeo di stabilità dovrebbero avere una scadenza a dieci anni e tassi di interesse inferiori a quelli medi praticati dal Mes. Ma il vicepresidente della Commissione Ue ha chiarito le regole del patto di stabilità, ora sospese, torneranno in vigore a emergenza superata. La Corte di Giustizia Ue replica alla Corte costituzionale tedesca: “solo noi competenti su violazioni diritto europeo”

Il principale obiettivo dell’Eurogruppo odierno è raggiungere un accordo politico sul Pandemic Crisis Support del Mes. Sul tavolo modalità, termini, scadenze e condizioni dei presiti per fronteggiare la crisi sanitaria. Ci sarà una sola condizionalità: gli Stati dovranno usare i fondi per spese dirette e indirette legate, appunto, alla crisi.

“C’è bisogno di un’approvazione veloce, in modo che questo strumento possa essere formalmente adottato dal board del Mes la prossima settimana. Gli Stati membri hanno concordato che dovremmo essere in grado di usare questa linea di credito straordinaria il primo giugno”, ha detto il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, prima dell’inizio della riunione dell’Eurogruppo, spiegando che “abbiamo lavorato a stretto contatto con i Paesi membri, la Bce e il Mes per preparare la base e definire i criteri di ammissibilità”.

Ogni Stato membro potrà richiedere questo aiuto, ottenendo fondi pari al 2% del pil da spendere per spese mediche dirette o indirette. “Le condizioni di credito, il prezzo e le scadenze saranno molti favorevoli perché questa è una delle linee di credito connesse alla pandemia e la sorveglianza sarà semplificata”, ha assicurato Dombrovskis.

In effetti fonti Ue, citate da Radiocor, hanno indicato che i prestiti del Meccanismo europeo di stabilità dovrebbero avere una scadenza a dieci anni. E i tassi di interesse saranno inferiori a quelli medi praticati dal Mes, dunque più vicino allo 0%. Nell’accordo dell’Eurogruppo è previsto il formulario unico per tutti i contratti di prestito con termini e condizioni armonizzate.

Ci sarà l’elenco delle spese eleggibili e varie fonti europee hanno indicato che ci sarà flessibilità sulle spese indirette. Infatti, dovrebbero essere considerate collegate alla crisi sanitaria anche le spese sostenute dagli Stati per fronteggiarla, per esempio quelle relative alla messa in sicurezza dei trasporti pubblici. La finestra dei prestiti dovrebbe restare aperta uno e due anni.

Finalmente si potrà mettere la parola fine al lungo ed estenuante dibattito sul Mes. Il ministro italiano dell’Economia, Roberto Gualtieri, si è impegnato a vigilare che il meccanismo, che metterà a disposizione dell’Italia circa 37 miliardi di euro, non preveda alcuna condizionalità. Ieri i commissari Gentiloni e Dombrovskis hanno chiarito, in un documento in vista dell’Eurogruppo, che la richiesta dei fondi della nuova linea di credito del Mes non comporterà programmi di aggiustamento dei conti pubblici.

Tuttavia, in un’intervista a La Stampa, stamani, Dombrovskis ha parlato del post pandemia, auspicando una strategia di ripresa che non lasci nessuno indietro, ma avvertendo che le regole del patto di stabilità, ora sospese, torneranno in vigore a emergenza superata in quanto già provviste della necessaria flessibilità.

Chiaro che non tutti si rialzeranno allo stesso modo dalla crisi. Ma in base alla valutazione di idoneità al Mes della Commissione in tutti i 19 Paesi della zona euro “i debiti pubblici sono sostenibili, si manterrà l’accesso ai mercati a condizioni ragionevoli, nessuno è in procedura per debito o deficit e per la Bce non ci sono problemi di solvibilità del settore bancario”.

Per quanto riguarda l’Italia, ha aggiunto Dombrovskis, l’Ue si attende che al termine della crisi il debito scenda, anche se a un ritmo più lento di quello della Grecia. Il vicepresidente della Commissione europea si è soffermato anche sulla sentenza della Corte costituzionale tedesca sugli acquisiti dei titoli di Stato da parte della Bce e ha ribadito il primato del diritto Ue.

Stamani la Corte di giustizia Ue, riferendosi alla sentenza della Corte costituzionale tedesca sulle scelte di politica monetaria della Bce, ha chiarito che “per garantire un’applicazione uniforme del diritto dell’Unione, solo la Corte di giustizia, istituita a tal fine dagli Stati membri, è competente a constatare che un atto di un’istituzione dell’Unione è contrario al diritto dell’Unione”. Inoltre, ha indicato che la sua prassi è non commentare mai una sentenza di un organo giurisdizionale nazionale, ma ha ricordato “che, in base a una giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia, una sentenza pronunciata in via pregiudiziale da questa Corte vincola il giudice nazionale per la soluzione della controversia dinanzi ad esso pendente”.

Anche la presidente Christine Lagarde è tornata a difendere l’operato della Bce. “La Bce farà la propria parte in linea con il proprio mandato. Faremo tutto il necessario entro il nostro mandato per sostenere la ripresa e rimaniamo imperterriti nel perseguire il nostro obiettivo di stabilità dei prezzi”, ha dichiarato nel corso del suo intervento alla tradizionale conferenza fiorentina The State of The Union, quest’anno in edizione online. Quando sarà sicura di poterlo fare, “l’Europa dovrà passare alla prossima fase della risposta alla crisi. Il focus dovrà passare dal fornire sostegno di ultima istanza a permettere la ripresa” e la Bce sarà pronta a fare la sua parte.

milanofinanza.it

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