FESTIVAL DI SANREMO 2017 / LE PAGELLE DELLA PRIMA SERATA

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(di Maria Antonietta Serra e Donato Moscati)

Ore 20:40 gli italiani accendono la TV e chi se ne frega dello spread,della Le Pen, della Raggi e #famostostadio, tutti cantano Sanremo, o almeno ci provano, così : tacabanda si inizia!

Overture con omaggio a quelli che non ce l’hanno fatta : un po’ come dire “vincere porta sfiga”.
Mancanza imperdonabile: “La Notte” di Arisa. Introduzione interminabile. Voto: 5

Tiziano Ferro: non si inizia con triccheballacche, fuochi d’artificio o squilli di trombe. L’omaggio funebre a Tenco di Tizianuccio nostro,sempre più simil Massimo Ranieri, è toccante ma per un inizio è troppo. Si comincia maluccio eh, ma Tizzy è osannato con le sue hit che meritano il nostro plauso. Voto: 8

Carlo Conti: impeccabile in ogni senso , ormai è il padrone di casa, manca solo che tiri la cera sulle famosissime scale e siamo a posto . Diremmo meno abbronzato del solito, vestito uguale uguale allo scorso anno, scaramanzia o spending review? Show è lento non si accende. Voto: 7

Maria De Filippi: Principessa? No! Regina? No! È l’imperatrice! Stilosa nel look, meglio in nero che in bianco, e nella conduzione, emozionata forse indubbiamente se stessa, e questo ci piace molto . Nemmeno Sanremo l’ha snaturata. Voto: 10 anzi 110 con lode e bacio accademico.

Giusy Ferreri: look non pervenuto con quel finto tailleur anni 80. La canzone è radiofonica, “Fa talmente male” vederti così agghindata però che l’Accademia della moda ha indetto 15 giorni di sciopero.  Voto: 5

Fabrizio Moro: belloccio con sguardo uomo Denim che non deve chiedere mai. Voce che impalla l’ormone. Canzone malinconica, look sdrucito come ogni miglior poeta maledetto merita. Voto: 6 e mezzo

Raoul Bova: più che ospite d’onore sembra il bravo valletto di serata. Porta a casa la pagnotta con un filo di trucco, con un filo di tacco, come direbbe la Vanoni. Voto: 9 per beltà, 4 per tutto il resto.

Elodie: la prima puledra della scuderia di Maria si palesa  con una canzone scritta da Emma, anch’ella nata Maria. Interpretazione da professionista consumata e, diciamolo , la canzone ci piacicchia . Certo però …quel vestito. Ma perche ? Gli heaters suggeriscono un passaggio dall’estetista per sfoltita monociglio nero. Voto: 7

Eroi nazionali: il momento dell’unità nazionale è pregevole ma troppo lungo. Tirata d’orecchi agli autori, sembra quasi un Pomeriggio 5 di D’Ursiana memoria. Non ci convince. Scritto “col cuore” questo momento poteva essere una bomba. Voto: NC

Lodovica Comello: vestita male con farfalline sparse dimenticando che di farfallina ce n’è stata una e basta. La canzone peggio del vestito. Voto: 3

Maurizio Crozza: fa Crozza in perfetto stile Ballarò. Se la prende un po’ con tutti per non mandar scontento nessuno. Ci sta bene e ci piace. Voto: 7

Fiorella Mannoia: i sottoscritti si augurano la vittoria. Canzone bella e outfit impeccabile cosi come l’esibizione. “Che sia benedetta” è un inno alla vita anche se “bisogna imparare a tenersela stretta” ( qualche battuta sull’incontinenza già si è palesata sul web ma noi sorvoliamo ) . Voto: 10

Alessio Bernabei: Maria qualche errore l’ha pure fatto…eccone uno. La canzone è degna della migliore Ariana Grande. Domopak ringrazia per l’idea della carta stagnola nera. Banalità. Voto: 3

Carmen Consoli: eredita dalla nonna vestito nuziale in pizzo di sangallo. L’interpretazione c’è, il trucco pure, il duetto è bello. Voto: 6 politico

Albano: senza Romina e senza la Lecciso ma con una bella raucedine che gli rovina la sua romanza sfolla gente. Agli amanti del genere potrà piacere ma anche BASTAHHH!!! E come tutte le cose che a noi non piacciono arriverà sul podio. Voto: 5

Samuel: poche parole per uno che di parole ne abusa. Il testo è decente ma troppo anonimo. Non buca. Senza l’audio sembrava Giuliano Sangiorgi dopo una capatina ai centri dimagranti Sobrino. Voto: 5

Paola Cortellesi e Antonio Albanese: divertente interpretazione della canzone parodia sull’aMMMMore. Un paio di sorrisi li strappano. Fanno il loro, cioè la marchetta al film. Voto: 6

Ron: deve ringraziere il progresso perché tra trucco, parrucco e outfit sembra la controfigura di Red Ronnie e non un vecchio sessantenne qualunque. La canzone? BOH! Voto: 4

Clementino: Ma non si dovevano portare canzoni inedite? È la stessa dello scorso anno. Nulla di nuovo all’orizzonte. Il look total black dovrebbe fare elegante e invece fa solo becchino. Voto: 4

Ricky Martin: Come il buon vino più invecchia più migliora. Ha esagerato con la tinta trafugata dal camerino di Albano che ne ha denunciato la scomparsa alle autorità competenti. Porta un po’ di movimento in una serata decisamente piatta ballando come un Gianluca Vacchi qualunque. Voto: 7

Ermal Meta: testo profondo, look anonimo con fiore all’occhiello stile matrimonio del mio miglior amico. Voto: 6

Diletta Leotta: secondo alcuni bellissima, secondo noi una vecchia 25enne (si porta meglio i suoi anni la Tatangelo, il che è tutto dire). Quell’abito improprio a rischio farfallina ridicolizza la sua testimonianza sulla privacy violata, quale alto valore porta sul palco dell’Ariston? Uhmmm…qui gatta ci cova. Maria Antonietta dice: brutte ginocchia, dovrebbe farci attenzione. Maria Antonietta dice anche che Conti è in imbarazzo ad averla lì trattandola come fosse Sharon Stone. Maria Antonietta dice pure…vabbè non lo scriviamo! Io, Donato, mi dissocio: bella ma… Voto: NC

Ubaldo Pantani: nelle vesti di Bob Dylan. Era necessario a mezzanotte e un quarto? Voto: NON PERVENUTO a noi e al pubblico.

Rocio Munoz Morales: altra presenza inutile se non per la bellezza , ma suo trucco vince Raoul. Vestita come la regina Elsa di Frozen, livelli altissimi di glicemia con l’amato Raoul. VOTO: La giuria si riserva di decidere.

Clean Bandit: sarete pure la band dei record ma serve un curatore di immagine ma anche con una certa urgenza. La tuta striscie verticali bianche e nere fa tanto, troppo ragazza di  Non è la rai. Voto: 6 solo per la music.

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