Casa Museo Fondazione Zani apre al pubblico, con 800 capolavori

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Oltre 800 opere tra cui dipinti di Canaletto, Tiepolo, Guardi, Longhi, Boucher, sculture del genovese Filippo Parodi e romane dei Della Porta, accanto a preziosi arredi barocchi e rococò principalmente francesi e veneziani e straordinari oggetti d’arte applicata del XVII e XVIII secolo. E’ il patrimonio della Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani per l’arte e la cultura, in via Fantasina 8 a Cellatica (Brescia), che da mercoledì è aperta al pubblico.  Attraverso percorsi guidati per giovani e adulti sarà possibile scoprire una straordinaria collezione di sculture, dipinti, arredi e oggetti d’arte applicata, raccolti in oltre trent’anni di intensa attività di ricerca dall’imprenditore bresciano Paolo Zani. La tutela, la conservazione e la valorizzazione della Casa Museo Zani è lo scopo principale della Fondazione recentemente costituita, intitolata a Paolo e Carolina Zani, ma la Fondazione persegue anche quello di sostenere la cultura in generale attraverso l’elargizione di contributi specifici destinati alla formazione dei giovani, istituendo premi e borse di studio. La direzione della Casa Museo è affidata a Massimiliano Capella. Il Consiglio di Amministrazione si compone di sette membri: Pierfrancesco Amoroso d’Aragona, Nini Ferrari, Davide Mannatrizio, Patrizia Ondelli, Enrico Zampedri, Anna Zani e Claudia Zola che ricopre il ruolo di Presidente della Fondazione. Come scrive la presidente Claudia Zola: “Oggi questa casa diventa un museo che vuole dialogare con la sua Fondazione, pensiero alto che voglio sostenere come se lui fosse qui con noi. E se oggi collezionare arte è pressoché diventato sinonimo di collezionare arte contemporanea, aprire questo scrigno svela un’altra peculiarità di Paolo Zani, che amava, lui così riservato e schivo, i fasti del Settecento, elegante in Francia, prorompente a Roma e raffinato a Venezia”. Lo stesso Zani, a luglio 2018, scrisse un’introduzione per il volume (edito da Electa per l’Italia e da Rizzoli per la distribuzione internazionale, e che oltre a un testo del direttore Massimiliano Capella contiene un saggio di Alvar González-Palacios sulle opere principali della Casa Museo) in cui traccia le linee del suo lascito spirituale, reale e morale: «Bellezza è verità, verità è bellezza – questo solo sulla terra sapete, ed è quanto basta». I versi finali dell’Ode di Keats che accolgono il visitatore all’ingresso della mia Casa Museo esprimono meglio di altri lo spirito che mi ha guidato. Per il poeta inglese la contemplazione della bellezza è una fonte inesauribile di vita e di ispirazione. E se, come dicevano i greci, ciò che è bello è anche vero e buono, allora la bellezza non può che condurci alla scoperta della verità”. La volontà espressa da Paolo Zani di destinare la collezione ad una fruizione pubblica è stata sostenuta e condivisa anche dalle eredi e donatrici Patrizia Ondelli e dalla stessa famiglia Zani che ricordano «come queste opere vissute in forma privata possano oggi rappresentare una concreta possibilità di creare benessere attraverso la bellezza».  

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