Le ultimissime. Roma, dal 20 gennaio chiude per lavori metà Galleria Giovanni XXIII

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 Il 20 gennaio partiranno i lavori di manutenzione della Galleria Giovanni XXIII, con la chiusura integrale della ‘canna Nord’, in direzione Pineta Sacchetti. La prima parte dell’intervento durerà 75 giorni. Una volta terminata la prima fase dei lavori si passerà alla chiusura della ‘canna Sud’, verso lo Stadio Olimpico. Verranno installati durante i cantieri anche dei tutor per la rilevazione della velocità. “Per la prima volta la Galleria Giovanni XXIII verrà riqualificata: sarà rifatto l’asfalto in tutto il tratto di 3 km e si migliorerà la visibilità. Si tratta di un lavoro mai fatto prima, da quando la galleria è stata inaugurata nel 2004. Il primo intervento inizierà il 20 gennaio con la chiusura completa della canna Nord in direzione Pineta Sacchetti”, spiega la sindaca di Roma, Virginia Raggi, su Facebook.  “Saranno ripristinate le barriere di sicurezza danneggiate – prosegue Raggi – puliti e sostituiti i panneli interni con l’obiettivo di potenziare l’illuminazione a led. Sarà riqualificata, anche, la segnaletica orizzontale e verticale per rendere ancora più visibili gli svincoli per gli automobilisti all’interno della galleria. Sarà effettuata una verifica di tutto il sistema di smaltimento dell’acqua delle piogge. Abbiamo scelto di chiudere a fasi alterne i due tratti per velocizzare le operazioni e già in questi giorni stiamo preparando dei cartelli informativi. I pannelli saranno visibili a partire dall’uscita della Tangenziale Est di via Salaria – conclude – in avvicinamento alla galleria. Successivamente, sarà realizzato il tratto della canna Sud in direzione Stadio Olimpico-Salaria”.

Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per più di 29.000 abruzzesi; tanti sono gli automobilisti della regione che, secondo l’analisi di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro; sempre in virtù dell’incidente causato, per loro non sarà nemmeno possibile ricorrere alla nuova Rc familiare. In termini percentuali si tratta del 4,10% del campione analizzato, valore non solo superiore a quello nazionale (3,76%), ma anche al dato regionale rilevato nel 2018 (3,99%). Guardando i dati a livello provinciale emerge che a L’Aquila si sono registrate le percentuali più alte di automobilisti che sono ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa (4,60%); seguono Pescara (4,29%) e Teramo (4,16%). Chiude la classifica Chieti (3,47%): unica provincia abruzzese con valori inferiori alla media regionale. Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; per assicurare un veicolo in Abruzzo a dicembre 2019 occorrevano, in media, 458,44 euro, ovvero il 9,67% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Se l’anno nuovo si apre male per più di 29.000 abruzzesi, non si apre bene nemmeno per più di 86.400 automobilisti dell’Emilia-Romagna. Questo è il numero di guidatori che a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2019 dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro; sempre in virtù dell’incidente causato, per loro non sarà nemmeno possibile ricorrere alla nuova Rc familiare. A farci dono di questa realtà è sempre l’analisi di Facile.it In termini percentuali si tratta del 3,51% del campione analizzato, valore non solo inferiore a quello nazionale (3,76%), ma anche al dato regionale rilevato nel 2018 (4,12%). Guardando i dati a livello provinciale emerge che a Reggio Emilia e Bologna si sono registrate le percentuali più alte di automobilisti che sono ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa (3,91%); seguono Modena (3,72%) e Piacenza (3,56%). Valori inferiori alla media regionale, invece, per Parma (3,29%), Forlì-Cesena (3,24%) e Ravenna (2,87%). Chiudono la classifica Rimini (2,80%) e Ferrara (2,59%). Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; per assicurare un veicolo in Emilia-Romagna a dicembre 2019 occorrevano, in media, 491,64 euro, ovvero il 13,84% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.

La magistratura nipponica ha emesso un mandato di arresto per Carole Ghosn, la moglie dell’ex presidente di Nissan, Carlos Ghosn, che il mese scorso ha lasciato il Paese, fuggendo in Libano. Lo rivelano le agenzie Kyodo e Jiji, secondo cui la moglie di Ghosn è accusata di “falsa testimonianza”. Carlos Ghosn è a sua volta accusato di cattiva condotta finanziaria in Giappone ed è fuggito a Beirut lo scorso dicembre.

Chiudiamo con una notizia di politica estera, riguarda la Liberia governata dall’ex asso del Milan, George Weah. Migliaia di persone hanno marciato ieri per le strade della capitale liberiana, Monrovia, per protestare contro la gestione dell’economia del presidente Weah, che ha visto l’inflazione salire vertiginosamente. I manifestanti vogliono che il Weah dica cosa è successo a 25 milioni di dollari che il governo ha ritirato dal conto della Federal Reserve del Paese nel 2018 nel tentativo di stabilizzare l’economia. 

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