Un progetto tra Italia e Germania ‘potenzierà’ la terapia oncologica

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Lo studio in collaborazione tra il Cnao di Pavia e il Gsi di Darmstadt è mirato a combattere i tumori che colpiscono in particolare gli organi in movimento come il polmone, il fegato e il pancreas

Il Centro nazionale di adroterapia di Pavia (Cnao) ed il centro di ricerca tedesco Gsi hanno dato il via ad uno studio che permetterà di rendere ancora più preciso il fascio di ioni utilizzato per la cura del cancro. L’adroterapia è una forma di radioterapia più avanzata, appena entrata nel Servizio sanitario nazionale, che utilizza fasci di protoni e ioni carbonio per combattere i tumori non operabili contro i quali la terapia tradizionale si rivela inefficace. Le caratteristiche specifiche dei protoni e degli ioni carbonio permettono di agire in modo mirato sulle cellule tumorali e consentono di ridurre in maniera sostanziale gli effetti collaterali ai tessuti sani. Lo studio si concentrerà in particolar modo sulla cura dei tumori che colpiscono gli organi che si muovono a causa della respirazione, come il polmone, il fegato e il pancreas. Il Cnao dispone di un acceleratore di particelle dotato della stessa tecnologia del Cern di Ginevra, capace quindi di accelerare le particelle fino ad una velocità pari al 60 per cento della velocità della luce. Una volta prodotto il fascio di ioni carbonio, esso è estratto dall’acceleratore tramite un complesso sistema di computer e algoritmi gestito dagli ingegneri e dai fisici del Cnao, e quindi destinato alla cura del paziente. L’intensità e la direzione del fascio sono definite in modo preciso a seconda dei diversi casi clinici e sono monitorate da rilevatori collocati nelle sale di trattamento.

Marco Donetti, fisico del dipartimento ricerca e sviluppo di Cnao, spiega: “Il progetto con Gsi, che è appena partito e si concluderà alla fine del 2018, ha come obiettivo di aumentare notevolmente la velocità di rilascio del fascio attraverso l’uso di nuovi algoritmi e rivelatori. Allo stesso tempo, questo permetterà una maggiore accuratezza nel trattamento dei tumori in movimento”. Sulla base della tecnologia collaudata di Cnao e della perizia del Gsi nel campo delle strategie di mitigazione di movimento, un sistema aggiornato di rilascio della dose sarà installato nell’ambiente sperimentale dell’ex struttura di trattamento medico Cave M di Gsi, fungendo da banco di prova per i primi test. La stretta collaborazione con Cnao faciliterà la rapida transizione dei nuovi sviluppi a un ambiente clinico per il diretto beneficio dei pazienti affetti da tumore. In queste settimane una ricercatrice del Gsi, Michelle Lis, è già al Cnao per lavorare al progetto. La tecnologia al momento vigente al Cnao consente di colpire i tumori anche mentre sono in movimento attraverso l’interruzione del flusso di particelle quando il tumore esce dalla zona irradiata.

Lo studio è finalizzato alla creazione di un sistema che colpisca il tumore in movimento senza dover interrompere il flusso di particelle durante il trattamento. Con il nuovo sistema i fisici di Cnao e Gsi si propongono di controllare un fascio in grado di seguire il tumore. La tecnologia sviluppata al Cnao include il sistema di rilascio della dose: computer e rivelatori che in tempo reale controllano l’irradiazione precisa dei pazienti con la scansione di fasci di ioni. Questo sistema è stato esportato all’estero dal Cnao: è stato acquistato ad esempio del centro austriaco per l’adroterapia, Medaustron, che ha iniziato le pratiche cliniche da pochi mesi vicino a Vienna.

 

Federica Bartoli, Libero quotidiano

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