Quando la moda diventa sostenibile: il caso di Vogue Italia, YOOX e Stella McCartney

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La questione ambientale al giorno d’oggi tocca la coscienza di un numero sempre maggiore di persone e la moda non fa eccezione. Dall’adeguamento dei processi produttivi all’utilizzo di un packaging ecofriendly, le maison sono sempre più sensibili ai problemi della Terra con azioni mirate che si inquadrano nel più ampio piano dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile. Facciamo ora il punto su due progetti green che parlano di moda sostenibile e vanno presi come esempio.

Vogue e Yoox insieme per l’ambiente con l’inizitiva “Vogue YOOX Challenge – The Future of Responsible Fashion”. Il progetto vede la prestigiosa testata editoriale e il leader del fashion commerce online impegnati nel sostenere designer, creativi e start-up che vogliono innovare la moda con approcci sostenibili. Il futuro del settore si gioca proprio sulla capacità di reinventarsi nel rispetto dell’ambiente, per questo i due noti player hanno deciso di aiutare concretamente i talenti lungo questo percorso volto al cambiamento. Già da tempo il Gruppo Yoox Net-a-Porter si è mostrato attento alle tematiche ambientali dedicando una sezione del noto store online, chiamata YOOXGEN, alla moda responsabile. La buona notizia è che il portale yoox.com cresce a ritmo sostenuto soprattutto per merito di categorie popolari come quella riservata alle sneakers da donna, e questo fa ben sperare per l’avvio di nuove collaborazioni green nel breve periodo. Il futuro di questo gruppo è quindi indirizzato verso l’implementazione di una filiera ecosostenibile che ha come priorità il benessere del pianeta e delle persone, senza tuttavia rinunciare al comfort e al gusto.
A ricordarci che estetica e rispetto dell’ambiente non sono due condizione antitetiche ci pensa Stella McCartney con una collezione primavera-estate 2020 completamente ecosostenibile e cruelty free, oltre che icona di stile. Volto iconico nella lotta per la tutela del pianeta, la designer inglese ha sempre posto attenzione alla realizzazione di capi rispettosi dell’ambiente. Con questa collezione è addirittura riuscita a creare per la prima volta una linea ecosostenibile al 75%, una percentuale impensabile per molti altri brand. Il merito va all’aver posto per prima l’accento sul problema climatico, anticipando gli altri marchi. Dal momento della sua nascita, nel 2001, questo brand non ha mai impiegato pellicce, pelli, piume o colle di origine animale. Nel 2008 ha iniziato a utilizzare un cotone organico, coltivato senza pesticidi e fertilizzanti, con un risparmio di acqua del 75% rispetto alla produzione tradizionale. Nel 2010 ha abolito l’utilizzo di PVC, la più inquinante tra le plastiche, e nel 2012 ha realizzato le prime suole biodegradabili per le scarpe. Nel 2013 ha rinunciato all’impiego dell’angora e ha introdotto l’eco-nappa. Negli anni a seguire è stata la volta del poliestere riciclato per le collezioni di accessori, della viscosa sostenibile e del cashmere riciclato. Nel 2015 ha poi proposto una linea di eco-pellicce e nel 2018 ha infine abbandonato l’impiego del mohair.

Tutto questo dimostra che volere è potere e che l’impegno per l’ambiente abbraccia ormai trasversalmente tutti i settori, senza nulla togliere alla loro competitività.

allnews.it

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