Sprechi alimentari: ognuno butta nell’immondizia il 5% della spesa

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Nonostante la crisi, lo spreco alimentare continua. «Oggi una famiglia spreca circa il 5% di quanto spende per la spesa alimentare, pari ad una media di 265 euro l’anno per famiglia – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – Una percentuale di spreco che negli ultimi anni si è sensibilmente ridotta, ma che crediamo si possa ulteriormente diminuire. Anche perché il peso della spesa alimentare sul reddito è molto rilevante nei bilanci familiari. Mediamente, la spesa alimentare incide per il 18% sul reddito, contro il 16% della media europea, nonostante i costi sostenuti da una famiglia italiana siano inferiori del 2,5% rispetto alla media di una famiglia europea».
La riduzione degli sprechi evidenzia come le famiglie tendano sempre di più a investire maggiormente sulla qualità dei prodotti, cercando nuove e più vantaggiose forme di risparmio e non guardando più soltanto al prezzo ma anche alla “storia” dietro il prodotto, privilegiando aspetti quali la sostenibilità del prodotto o dell’azienda produttrice. E’ un passo deciso verso un consumo più responsabile e sostenibile, rispettoso dell’ambiente e dei lavoratori.
«E’ anche per questo – prosegue Tascini – che sosteniamo progetti come Foodate, l’App contro gli sprechi sviluppata dalla Digital Agency Golden appleweb.com, che si pone lo scopo di prevenire lo spreco attraverso una gestione oculata della dispensa domestica, monitorando le scadenze e le giacenze dei prodotti alimentari. Perché, lo ricordiamo, la motivazione principale dello spreco è proprio legata alla scadenza dei prodotti. Foodate è quindi un utile strumento, che se adottato potrebbe portare inevitabili vantaggi sotto diversi punti di vista da quello economico a quello della tutela della salute e dell’ambiente».

Tra i prodotti più sprecati, secondo l’Adoc, prodotti freschi, frutta, verdura. Il 36% dello spreco è causato dai prodotti scaduti.

Percentuale di sprechi sulle singole voci di spesa, elaborata dall’Adoc: 29% prodotti freschi (latte, uova, carne, formaggi); 29% pane; 16% frutta e verdura; 21% affettati; 12% prodotti in busta (insalate); 15% pasta; 2% scatolame; 2% surgelati
Motivazioni dello spreco, fonte Adoc: 19% eccesso di acquisto; 36% prodotti scaduti o andati a male; 27% eccesso di acquisti per offerte; 2% novità non gradite; 12% prodotti non necessari.
Ed ecco un vademecum antisprechi

• Comprare solo l’essenziale, preferendo la qualità alla quantità, meglio una tavola meno imbandita ma più saporita.

• Se hai avanzi nel frigo, cerca di riutilizzarli nella preparazione di altri piatti.

• Utilizza al meglio il congelatore: surgela i tuoi avanzi di cibo, potranno essere utilizzati come porzioni monoposto.

• Prova ad acquistare meno e più spesso ciò di cui hai bisogno.

• Al momento dell’acquisto evitare le offerte promozionali illusorie come i 3×2, in questo modo si acquista e si spende più del necessario.

• Riporre le verdure nella parte bassa del frigo per evitare che ammuffiscano. Per la frutta il metodo migliore di conservazione è a temperatura ambiente Mantenere separata la frutta e verdura che si intende consumare a breve da quella che si intende conservare più a lungo.

• Il pesce si può conservare in frigorifero, se fresco, per un paio di giorni al massimo, oppure può essere anche congelato. Deve essere sistemato in posizione intermedia nel frigo, opportunamente avvolto in pellicola trasparente o in contenitori chiusi. I molluschi devono essere riposti in un piano intermedio, in contenitori che ne garantiscano l’isolamento dagli altri cibi per evitare eventuali scambi di batteri

• Ridurre o moderare le porzioni da servire.

• Mangiare lentamente permette una migliore digestione e rende possibile gustare più portate

IL SECOLO XIX

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