L’Ue blocca il “geo-blocking”

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Bruxelles mette un freno alle discriminazioni del “geo-blocking”: d’ora in poi un italiano potrà acquistare un biglietto per eventi a Eurodisney allo stesso prezzo di un francese

e-commerceNessuna discriminazione di nazionalità e nessun sovrapprezzo per i beni acquistati in un altro Stato membro dell’Ue. Un italiano potrà acquistare un biglietto per eventi a Eurodisney allo stesso prezzo di un francese, senza essere reindirizzato su altri siti e pagando con la propria carta di credito nazionale senza il pagamento di costi aggiuntivi. Allo stesso modo un romeno potrà comprare mobili in Svezia allo stesso prezzo praticato ad un abitante di Stoccolma, poi però dovrà provvedere di persona alla spedizione. Il Parlamento europeo ha mosso un primo passo verso la rimozione del cosiddetto «geo-blocking», le barriere alle compra-vendite on-line. A larga maggioranza (557 «sì», 89 «no» e 33 astensioni) l’Aula riunita a Strasburgo ha approvato il testo frutto del compromesso trovato con il Consiglio. Ora gli Stati membri approveranno le nuove regole senza discussione alla prima riunione ministeriale. Le nuove norme saranno pubblicate in gazzetta ufficiale a marzo, ed entreranno in vigore dopo 9 mesi. Buone notizie, dunque: i prossimi regali di Natale potranno essere comprati anche all’estero senza restrizioni. Attenzione, però: i prodotti coperti da diritti d’autore (libri, film, cd musicali, dvd, videogiochi e serie tv) continueranno ad avere listini diversi a seconda del luogo geografico, mentre per i beni per cui il geo-blocking è stato eliminato non c’è obbligo di consegna.

Un primo passo

Si mette fine alla discriminazione ingiustificata quando si fa acquisti su internet, ma quella dell’Ue non è la grande rivoluzione che i cittadini e i consumatori europei si attendevano. Per questo motivo i gruppi Enl ed Efdd, quelli cui appartengono rispettivamente Lega e Movimento 5 Stelle, hanno votato contro. Un cipriota che acquista cucine in Italia allo stesso prezzo di un barese dovrà poi risolvere il problema della consegna. E’ la singola ditta che prevede o meno questo tipo di servizio, che non è obbligatorio. Nei casi di Paesi confinanti si potranno lasciare gli oggetti alla frontiera (esempio: un goriziano che acquista un frigorifero in Slovenia potrà farsi avvicinare il prodotto a casa), ma in altri casi no. I cittadini dovranno rivolgersi quindi a ditte specializzate. A Marzo la plenaria voterà il testo di accordo sulle nuove regole in materia di trasparenza per i provider di spedizioni. Dovranno comunicare alle autorità nazionali il numero di beni movimentati, il numero dei dipendenti, e rendere pubbliche i listini prezzi al pubblico. Gli Stati dovranno analizzare le informazioni e chiedere, nel caso, le modifiche alle compagnie.

E-book e Netflix, possibili passi avanti in futuro

Resteranno ancora in vigore restrizioni per musica, film, serie tv, eventi sportivi ed e-books. Chi ha sottoscritto un abbonamento a Netflix in Spagna potrebbe non usufruirne quando si trova in vacanza in Svezia, oppure usufruire dei contenuti visivi ma solo nella lingua del Paese in cui si trovano e non nella propria. Tra due anni la Commissione europea potrà valutare se rivedere queste norme, ma nei prossimi mesi approderà in Aula la proposta di modifica alla direttiva sui copyright, attualmente in fase di negoziato inter-istituzionale. Aperture all’eliminazione delle barriere geografiche per prodotti coperti da diritto d’autore potrebbero arrivare già in questa sede, ma è tutto da vedere. Quanto ai contenuti audiovisivi, oggetto di negoziati tra Parlamento e Consiglio è anche la riforma delle regole per le trasmissioni transfrontaliere. L’obiettivo è rimuovere le limitazioni all’accesso dei contenuti disponibili solo nel Paese dell’emittente. Tutti i servizi Rai, dunque, potrebbero forse presto essere visibili in Belgio e in qualunque altro Paese dell’Ue.

Emanuele Bonini, La Stampa

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