All’inferno e ritorno / Il lotto, il più popolare e ingiusto dei giochi

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(di Cesare Lanza per LaVerità) Matilde Serao ha scritto: «Il popolo napoletano, che è sobrio, non si corrompe per l’acquavite, non muore di delirium tremens; si corrompe e muore per il lotto. Il lotto è l’acquavite di Napoli». Qualche proverbio? Chi conta sul gioco del lotto non mangia né crudo né cotto. Chi spera nel lotto se è vestito si trova nudo. Chi del lotto s’innamora presto o tardi va in malora. Tanto per dare l’idea. Eppure il gioco del lotto è popolare e diffuso, fa parte della cultura italiana e del costume, ha ispirato opere di letteratura e di teatro, film, commedie, canzoni. È tanto divertente, e considerato innocente, che probabilmente molti si stupiranno che io lo inserisca tra i giochi di azzardo. E invece, se è praticato compulsivamente, si finisce all’inferno, ma quasi sempre senza ritorno. Il lotto consiste nell’estrazione di cinque numeri tra 1 e 90, con premi per coloro che ne indovinano almeno uno. Tra tutti i giochi del mondo, è quello che prevede la più alta differenza (abissale, diciamolo) tra le probabilità di vincere e l’entità delle eventuali vincite. Secondo un elementare calcolo statistico è fortemente iniquo, in caso di vincita non viene corrisposta una somma accettabilmente rapportata alla probabilità di vincita. Il fascino del lotto è legato ai sogni: da lì i giocatori traggono ispirazione per i numeri da giocare. Perciò è famosa la Smorfia napoletana (ma ne esistono altre, regionali), il libro che interpreta tutti i sogni e li traduce nei numeri da giocare al lotto. Ecco tutti i sogni e i numeri corrispondenti, per il vostro divertimento. I, l’Italia. La smorfia è una tradizione antichissima, e ai suoi albori l’Italia era solo il Regno di Napoli. 2, la piccirella. Ossia la bambina, ma anche il bambino. 3, la gatta (ma anche il gatto). 4, il maiale. Del maiale non si butta via niente neanche nei sogni. 5, la mano. 6, quella che guarda per terra. Un giro di parole.

7, il vaso di creta. Nel senso di contenitore o barattolo, desiderio di opulenza e sazietà. 8, la Madonna. In coincidenza con la festa della Immacolata che cade l’8 dicembre. 9, la figliolanza: i figli, la famiglia. 10, i fagioli. Un riferimento alimentare esteso ai legumi. Nella smorfia moderna attribuito al numero 10 Diego Armando Maradona. II, i topi. Per povertà e disagio, preoccupazioni. 12, i soldati. Intesi come militari di truppa, inquadrati in plotoni, squadre, battaglioni. 13, Sant’Antonio da Padova. La sua ricorrenza liturgica cade il 13 giugno. 14, l’ubriaco. Una figura allegra e misteriosa. 15, 4 o guaglione. Il ragazzo poco più che decenne, che regna in strada, si diverte. 16, il culo. Come fondoschiena ma soprattutto come segno della fortuna. 17, la sfortuna. E se nel sogno è abbinato al venerdì, è urgente correre a giocare. 18, il sangue, visto come la casa dell’anima. 19, la risata. Ridere in modo sonoro e prolungato, a squarciagola. 20, la festa. È lo spirito di Napoli. Gioiosa, conviviale e la festa madre della città è ‘a festa ‘e San Gennaro. 21, ‘a femmena annura. La femmina nuda, ma non lasciva. 22, il pazzo, semplicemente chi dà in escandescenza. 23, lo scemo, lo sciocco, il tonto tipico di molte commedie napoletane. 24, le guardie. Ogni genere di addetto alla sicurezza in divisa: vigili urbani, polizia, carabinieri. 25, il Natale. La ricorrenza più importante della religione cattolica. 26, Nanninella.Sta per Annina, vezzeggiativo di Anna, la presunta anziana genitrice della Vergine. 27, il pitale, il vaso da notte. 28, il seno. Nei sogni è il simbolo delle figure femminili vicine al sognatore: figlie, sorelle, amiche, cugine. 29, il padre dei bambini, giro di parole per indicare l’organo sessuale maschile. 30, le palle del tenente. Nei sogni il pene simboleggia una grande potenza, a volte l’aggressività. 31, il padrone di casa. Precisamente il proprietario di immobili in affitto. 32, il capitone, una grossa anguilla femmina, regina delle tavole di magro della vigilia di Natale. 33, gli anni di Cristo. Facile abbinamento per questo numero, simboleggia sacrificio, sofferenza. 34, la testa: nei sogni è simbolo della coscienza e del pensiero razionale. 35, l’uccellino. Sognare un uccello per molti è fonte di buone notizie in arrivo. Ma nei testi più antichi viene indicato come presagio di morte. 36, le nacchere. Le castagnelle, questa la dicitura corretta presente nella smorfia, sono la versione povera e popolaresca delle più nobili nacchere spagnole. 37, il monaco. Vedere o incontrare un monaco nei sogni significa devozione e fede. 38, le mazzate. In passato, l’interpretazione era in genere favorevole: buona fortuna, arricchimento finanziario. 39, il cappio al collo: un cappio in sogno? La paura di essere intrappolati o la mancanza di indipendenza. 40, la noia. Difficile trovare la noia nei sogni. 41, il coltello: non si tratta del coltello da tavola, ma di una vera e propria arma.

42, il caffè: Napoli ha una forte cultura e passione per tutto ciò che gli ruota attorno. 43, donna sul balcone: pettegola, villana, sciatta, volgare e spesso di facili costumi. Poiché dal balcone era facile poter vedere la sua biancheria intima, sia indossata che stesa ad asciugare. 44, la prigione, è un simbolo di punizione e di desiderio di fuga. 45, il vino buono ha molti significati nei sogni, rappresenta la spiritualità e la gioia dovuta all’ebrezza dell’alcol. 46, i soldi: non rappresentano denaro o ricchezza ma sono un mezzo attraverso il quale si può andare avanti nella vita. 47, il morto. I defunti sono spesso protagonisti nei sogni. A volte sognarli indica la necessità di continuare ad avere un legame con le persone a noi care. 48, il morto che parla: è forse la più famosa figura della smorfia napoletana. Sognare un morto che parla è molto importante. Se riusciamo a capire le parole che proferisce possiamo con l’aiuto della cabala provare ad interpretarle. 49, la carne. Per Freud la carne nei sogni assume un significato essenzialmente sessuale. Il sogno evidenzia un problema legato alla sessualità nella vita reale. 50, il pane, visto come il cibo per eccellenza. Nutrimento del corpo e dello spirito. 51, il giardino: è il simbolo delle grazie femminili e della gioia che ne proviene. 52, la mamma, la persona più cara per ognuno di noi. Nei sogni rappresenta anche giudizio e disapprovazione. 53, il vecchio, la persona anziana riporta al concetto di fragilità ed impotenza, ma anche di autorevolezza ed esperienza. 54, il cappello: esprime la volontà di nascondere pensieri e sentimenti, di sfuggire agli altri. 55, la musica. Propone lo stupore e la meraviglia nel sognatore. 56, la caduta. La legge di gravità porta l’uomo a stare saldamente attaccato al terreno. Cadere al contrario di volare, che rappresenta la voglia di libertà, porta con sé timore e spavento. 57, il gobbo. Figura benevola e di buon auspicio, toccare il gobbo nei sogni indica il raggiungimento del benessere economico. 58, il regalo: è una situazione gratificante e piacevole: un aiuto 0 la realizzazione di un desiderio. 59, i peli identificano sia i capelli sia i peli del petto. Sono intesi come simbolo di forza e giovinezza. 60, il lamento, in conseguenza di un dolore. Non sono inclusi i pianti immotivati 0 quelli capricciosi dei bambini. 61, il cacciatore. Sognare di cacciare denota una forte energia che può essere di aiuto e stimolo per la risoluzione di un problema. 62, il morto ammazzato: riporta alla dura realtà della piccola criminalità dei vicoli. E si dice che sognare i morti allunghi la vita. 63, la sposa. Chi sogna la sposa 0 il matrimonio in genere allude al bisogno di cambiare, di dare una svolta alla propria vita. 64, la marsina, ossia la giacca. È la giacca da uomo elegante con falde lunghe. Un modo per indicare il proprio io attraverso un oggetto. 65, il pianto. Tensioni emotive sia psichiche che fisiche, questo rappresenta il pianto nei sogni. 66, le due zitelle. La cabala tradizionale le riporta come le due serchielle, dove le serchielle sono le fascine, che indicano l’organo sessuale femminile di una donna matura e ancora nubile. 67, il totano nella chitarra identifica il coito. 68, la zuppa cotta. Non rappresenta la fame materiale ma quella emotiva. 69, il sottosopra: una figura a doppio senso. Al di là del facile abbinamento numerico (il 6 ed il 9 sono evidentemente uno sottosopra rispetto all’altro), la smorfia presenta l’ennesima situazione furbesca che richiama alla pratica sessuale. 70, il palazzo è da intendersi sia come edifìcio che come casa. Una casa può essere nuova oppure vecchia, accogliente o fredda e le emozioni cambiano. 71, l’uomo di merda. Espressione colorita che non ha bisogno di spiegazioni. 72, lo stupore, è sinonimo di meraviglia. Ma ci si può meravigliare per una situazione spiacevole come provare sollievo o gioia. 73, l’ospedale. Il sognatore ha bisogno di prendere maggiore considerazione di alcune situazioni in sospeso. 74, la grotta: la caverna, le cavità appaiono con molta frequenza nei sogni. Rappresentano il passato ma anche la rinascita. 75, Pulcinella: rappresenta l’uomo più semplice, quello più debole, quello che nella scala sociale occupa l’ultimo posto. Ma nonostante tutto è dotato di una furbizia eccezionale, capace di risolvere i problemi.

76, la fontana è sinonimo di vita, un collegamento diretto con l’inconscio. 77, i diavoli, non poteva mancare Lucifero. Il diavolo rappresenta il male, tutto ciò che turba e fa paura. 78, la bella figliola, la prostituta, ha una connotazione negativa legata al giudizio morale. 79, il ladro. Ladri e banditi compaiono di frequente nei sogni soprattutto se avvertiamo una minaccia alla nostra sfera privata. 80, la bocca, è la porta dell’anima. Sognare la bocca aperta e spalancata rappresenta la vita interiore, mentre la bocca chiusa e ben serrata si riferisce alla necessità di essere riservati e discreti. 81, i fiori. Simbolo di bellezza, di gentilezza e di rigogliosità, un chiaro riferimento alla sfera dei sentimenti e dell’affettività. 82, la tavola imbandita. Sinonimo di benessere, di stabilità e di famiglia. Se la tavola è imbandita al concetto di famiglia si unisce quello di unione e di convivialità. 83, il maltempo porta malumori e sentore di cattivi presagi, la tempesta vuol dire delusioni e litigi familiari, la pioggia infelicità e disagio. 84, la chiesa, intesa come l’edificio in cui si svolgono gli atti di culto. Nei sogni significa guida, conforto ed accoglienza. 85, l’anima del purgatorio è confinata nel limbo, in una sorta di terra di mezzo in attesa che venga pronunciato il loro destino: si manifesta in sogno, per chiedere preghiere 0 per arrivare in soccorso per il sognatore. 86, la bottega. I vicoli di Napoli sono animati da centinaia di botteghe e piccoli laboratori: Sono una parte integrante della vita quotidiana e della nostra cultura: rappresentano la scelta, la sensazione di abbondanza e di ricchezza. 87, i pidocchi sintetizzano miseria e sporcizia. Il sognatore si sente attaccato, preso di mira, avverte un forte disagio fisico. 88, i caciocavalli sono al pari della mozzarella formaggi protagonisti nel sud Italia. Il Formaggio rappresenta la felicità e la salute. 89, la vecchia. Dopo il vecchio, (numero 53) la smorfia ospita anche la vecchia, con significato simile. Gli anziani sono i testimoni del passato. 90, la paura. Numero molto famoso. La paura annuncia successi. Il modo migliore per chiudere la cabala è l’augurio di superare le proprie paure. Sul lotto c’è molto altro da dire, se vi va è necessaria un’altra puntata.

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