Nuovo DPCM ottobre 2020: chiusura anticipata per palestre, ristoranti e bar

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Il Governo starebbe studiando nuove misure restrittive per rallentare la diffusione del virus

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Il livello dei contagi, che negli ultimi due giorni è tornato a superare quota 2.000, non è ancora al livello di quelli registrati da un paio di settimane in Francia e Spagna, ma la situazione è comunque allarmante. Per questo, con il prossimo DPCM il Premier Conte vorrebbe introdurre nuove misure restrittive, con orari di chiusura anticipati per alcune attività commerciali. Secondo le indiscrezioni che arrivano da Palazzo Chigi riportate dal quotidiano Il Messaggero, le misure allo studio del Governo – che dovrebbero entrare in vigore a partire già nei prossimi giorni –

Prevedono l’obbligo di utilizzo della mascherina all’aperto, chiusura anticipata per tutti i luoghi nei quali possono crearsi assembramenti e limite di spettatori per spettacoli ed eventi sportivi. Una stretta necessaria, molto probabilmente, per evitare l’ulteriore diffusione del virus e i rischi di una nuova quarantena generalizzata.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dovrebbe essere presentato alla Camera dei Deputati già il prossimo martedì e conterrà nuove misure restrittive. I primi a risentirne dovrebbero essere palestre, discoteche e ristoranti.

In base alle indiscrezioni riportate dalla stampa, le palestre e i centri estetici potrebbero essere costrette a limitare fortemente la presenza di persone all’interno dei locali, se non addirittura a chiudere i battenti. Misure analoghe dovrebbero essere prese anche per discoteche, cinema e teatri. Il Governo starebbe infatti studiando nuove modalità di accesso per locali che ospitano spettacoli ed eventi pubblici. Ovviamente, le nuove restrizioni riguarderebbero anche gli stadi e i palazzetti sportivi.

Se la situazione dovesse peggiorare – oltre i 3.000-3.500 contagi al giorno il contact tracing potrebbe essere difficile da mettere in atto – anche le attività della ristorazione finirebbero sotto la lente di ingrandimento del Governo. In questo caso si tornerebbe a imporre distanziamento tra tavoli e commensali e chiusura anticipata alle 22 o alle 23 (come già stabilito in Francia). L’ultimo step riguarderebbe le altre attività commerciali, che verrebbero nuovamente chiuse. Scuola e attività produttive, invece, continuerebbero a restare aperte.

Le nuove indicazioni, comunque, non riguarderebbero solamente le attività commerciali. Recependo una misura ormai sempre più adottata – da ultima dalla Regione Lazio – il Governo potrebbe imporre l’utilizzo di mascherine protettive all’aperto, in qualunque situazione ci si trovi. Autobus e treni, invece, non potranno viaggiare con più dell’80% dei posti a sedere occupati.


Libero.it

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