Imprese e lavoratori: Nino Carmine Cafasso (Presidente Ais), “lettera aperta al ministro Catalfo e al presidente Tridico”

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Accorato appello e grido di aiuto a INPS e Governo per problematiche CIG e DURC

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“Nella mia qualità di Presidente dell’A.I.S. (Associazione Imprese di Servizi), non posso esimermi e nell’interesse delle aziende associate, dal non esprimere una serie di perplessità sulle questioni che più appresso e nel dettaglio vado ad analizzare. In tal senso chiedo un possibile immediato intervento al fine di evitare che anche in questi prossimi giorni di ferie le stesse aziende siano impegnate in un rituale quanto inconsueto ”RING” con le sedi dell’INPS circa i risvolti delle questioni di cui trattasi e nel dettaglio delle relative quotidianità e praticità.

Di seguito le problematiche:
1) Pratiche di Cassa Integrazione trasmissione modelli SR41 con rispetto di scadenza e decadenza dal diritto alla Cassa Integrazione. La normativa di cui alla legge 77/2020 ha previsto un termine perentorio per la trasmissione dei modelli SR41 successivi all’autorizzazione da parte dell’INPS dell’istanza presentata. La predetta condizione, talvolta di difficile rispetto stante i tempi di lavoro non sempre semplici in termini di gestione, ha come controaltare, in presenza del mancato rispetto del termine per la trasmissione, addirittura la decadenza circa la sussistenza dell’autorizzazione al pagamento ma vi è di più, la responsabilità del pagamento delle indennità a carico del datore di lavoro dimenticando che un provvedimento autorizzatorio già emesso, riteniamo difficilmente possa condurre alla revoca dello stesso per il mancato adempiersi di un adempimento di certo importante ma non determinante quanto la istanza prodotta, il relativo esame istruttorio e l’autorizzazione comunque rilasciata dalla sede INPS competente. Non si può pensare che l’impresa, ed in un momento del genere, possa essere destinataria del provvedimento di pagamento a proprio carico delle indennità per CIG e dei correlati contributi che non sarebbero stati versati per effetto della sospensione dei lavoratori per CIG.

2) Proroga della validità del DURC per effetto della legge 77/2020. Richiesta di precisazioni. Per effetto dell’emanazione della legge 77/2020, è stata eliminata la eccezione prevista dal Decreto Rilancio n. 34 che lasciava unicamente i DURC quali documenti amministrativi non soggetti a proroga automatica della relativa validità in periodo emergenziale. Purtroppo, e nel caso in specie non è dato saperlo e di certo il messaggio che compare sul sito INPS per nulla ne chiarisce la condizione, per coloro che avevano  rinnovato il Durc prima della conversione in legge con modifiche del decreto 34/2020 e che ad oggi si ritrovano con Durc in scadenza oltre il 31 luglio 2020, che però erano figli ”di Documenti di Regolarità, che pur in scadenza in periodo successivo alla disposta proroga di cui al Cura Italia, ad oggi avrebbero riacquistato nell’evidenza la loro validità, determinando di converso un naturale annullamento in autotutela del Durc emesso in periodo di vigenza del decreto 34/2020 o, ancor di più, una proroga automatica di quello vigente ma emesso per effetto delle norme di cui allo stesso decreto 34/2020, norme ad oggi non più vigenti per effetto della legge 77/2020. Come potrà comprendersi, anche in questo caso, ed in tal senso ci si rimette agli Organi Superiori dell’ente, non può che sollecitarsi una rapida emissione di messaggio chiarificatore che possa rasserenare le imprese assistite, molte delle quali trovansi nella paradossale situazione sopra descritta. ‬‬‬‬‬‬

3) Durc per partecipare a gare di appalto – Chiarificazione circa il contenuto della norma riferita al comportamento da tenere da parte delle imprese. Dall’attenta lettura della legge 77/2020, sempre nella parte riferita alla proroga della validità del Durc in scadenza nei periodi tra ‪il 31 gennaio‬ ed il 31 luglio 2020, si leggerebbe che per la partecipazione a gare e selezioni pubbliche, il predetto Durc prorogato di validità, per la stessa partecipazione non sarebbe valido necessitandone uno diverso secondo le procedure ordinarie. Orbene, ed in tal senso ci rimettiamo agli Organi Superiori dell’IINPS ed anche alla Sig.ra Ministra del Lavoro, affinché la questione venga chiarita‬. Infatti dal sito INPS si lascerebbe intendere che trattandosi di utilizzo di procedure ordinarie, il datore di lavoro titolare di un Durc oggetto di proroga della validità ed utile allo stesso per incassare pagamenti dalla Pubblica Amministrazione od anche dai privati, se in tal senso risulterebbe regolare ai fini del pagamento da incassare, in presenza di una sua volontà di partecipare ad una gara di appalto, all’improvviso perderebbe lo status di azienda regolare ai fini del Durc tanto da avere necessità di produrne un altro secondo le ordinarie regole di cui al dlgs 296/2006. ‬‬La preoccupazione dei nostri associati è davvero tanta anche avuto riguardo al periodo feriale con naturale quanto evidente presenza ridotta tra i ranghi delle stesse sedi dei Funzionari INPS ma purtroppo con enorme, ripetersi, preoccupazione proprio dettata dall’attuale aleatorietà delle indicazioni fornite alle sedi periferiche. Rivolgiamo un accorato invito, appello e grido di aiuto, agli Illustrissimi destinatari della presente lettera attese le urgenti quanto indifferibili chiarificazioni ed interventi che, oggi più che mai, ed in questa settimana, di certo potrebbero rasserenare la vita di molte imprese assistite alle prese con la difficile ripresa delle attività dopo le chiusure per lockdown. Il tessuto produttivo dei nostri associati, oggi più che mai, ha bisogno di risposte veloci e chiare ma soprattutto in grado di essere anche coerenti con lo spirito delle difficoltà del momento emergenziale, circostanza per la quale ci si scusa in primis per la complessità delle richieste, richieste tutte derivanti da una profondissima preoccupazione imprenditoriale, imprenditoria che giammai si augura doversi ritrovare, anche in un periodo di ferie agostine, a dover rincorrere documenti ed attestazioni che ne preservino e ne salvaguardino addirittura la esistenza in vita della stessa impresa di loro riferimento” – Così Nino Carmine Cafasso, Presidente AIS (Associazione Imprese di Servizi), Giuslavorista e Consulente del Lavoro, in una lettera aperta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo; al Presidente INPS., Pasquale Tridico; al Direttore Generale INPS, Gabriella Di Michele e al Direttore Centrale delle Entrate Contributive, Vincenzo Tedesco.

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