Mario Cuomo il candidato non pervenuto (15 giugno 1932   –   1 gennaio 2015)

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cuomodi Mauro della Porta Raffo

Due mezze righe, no rx non di più…

Ecco lo spazio dedicato a Mario Cuomo da Maldwyn Jones nella sua imperdibile ‘Storia degli Stati Uniti d’America’.

Troppo poco davvero!

Certo, come candidato alla Casa Bianca è stato un disastro e non per i risultati conseguiti.

Nel 1988, in buona posizione nei sondaggi e nelle indicazioni degli esperti in specie dopo il ritiro di Gary Hart, decide di non partecipare alle primarie democratiche e lascia così via libera a Michael Dukakis.

Quattro anni dopo, da tutti considerato il vero, possibile candidato vincente e non solo nella corsa interna al partito dell’asino, non scende in campo nella maratona che porterà i democratici a scegliere Bill Clinton e a dipoi strappare White House ai GOP.

E nell’uno come nell’altro caso, non dà spiegazioni!

Ma se a livello nazionale delude, non altrettanto fa nel New York.

Governatore in carica dall’1 gennaio 1983, reggerà lo scranno di Albany fino al 31 dicembre 1994: tre mandati governatoriali consecutivi e con il plauso di tutti.

Di lui, trasfigurandone in qualche modo aspetto e caratteristiche, si occupa, alquanto fuggevolmente come giusto visto il rifiuto, l’anonimo autore (si scoprì solo successivamente che si trattava del columnist Joe Klein) dell’ottimo ‘Colori primari’, il romanzo/documento che racconta con bello stile la storia, le vicende, gli accadimenti – vissuti dall’interno dello staff del candidato in seguito vincente – della campagna elettorale del 1992.

Italo americano con origini anche in quel di Tramonti – paese al quale sono molto legato – ha trasmesso fortunatamente la sua forte passione al figlio Andrew che siede oggi sulla poltrona di Albany che un tempo fu sua.

 

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