Turismo, Enit: “Italia quasi sold out a ferragosto”. Venduto il 79% delle offerte online. Ecco le mete più ambite

Share

Secondo il bollettino dell’Agenzia nazionale italiana del Turismo, i dati di agosto testimoniano una ripresa del turismo locale. Ma i cali di luglio testimoniano quanto sia ancora precaria la situazione: -70% di presenze solo in Sardegna. Franceschini assicura che il settore sarà tra quelli privilegiati nel decreto agosto

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Antonio-Capacchione.jpg

Per ferragosto l’Italia è già quasi sold out: venduto il 79 per cento delle offerte online per le vacanze, con buoni dati soprattutto per alcune località della costa, mentre la montagna risponde alle zone balneari con le Alpi. Secondo l’ultimo bollettino dell’Agenzia nazionale italiana del Turismo (Enit), l’Italia sta reagendo meglio di altri Paesi sul fronte delle prenotazioni di agosto e perde meno Pil di altri Stati Ue.

Una buona notizia in una situazione che resta precaria e comunque drammatica, come sottolineato dallo stesso ministro Dario Franceschini rispondendo a un’interrogazione parlamentare della Lega. Il membro del governo ha spiegato quali siano le priorità a cui lavora Palazzo Chigi e ha chiarito che a frenare il settore è anche il fatto che nessuno prenota più vacanze a lungo termine. Dalle rilevazioni del Sindacato Italiano Balneari (che aderisce a Fipe Confcommercio e associa più di 10mila imprese) emerge poi che se anche a luglio le spiagge hanno potuto contare su una buona affluenza, questo è avvenuto soltanto nei week-end. Nei giorni feriali, invece, sono rimaste desolatamente vuote.

IL CALO NEL MESE DI LUGLIO – I cali più vistosi a luglio si registrano in Sardegna (-70% delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2019), Campania, Calabria, Sicilia e Veneto (-40%). “La gran parte degli italiani sta riscoprendo la bellezza dei litorali nazionali vicino ai propri luoghi di residenza – dice il presidente del Sib Antonio Capacchione – ma mancano all’appello gli stranieri, tanto che diverse località a vocazione turistica sono state maggiormente penalizzate”. Pure il sindacato è però ottimista per il mese di agosto, da sempre scelto dalla maggior parte degli italiani per le vacanze. “Anche se siamo già consapevoli che il comparto turistico-balneare del 2020 rispetto allo scorso anno, complessivamente, non raggiungerà purtroppo il segno ‘+’ in nessuna delle nostre regioni”, spiega.

QUASI SOLD OUT LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO – Promette bene, di fatto, secondo gli ultimi dati diffusi da Enit, la settimana di Ferragosto dal 10 al 16 agosto. L’Italia fa meglio della Spagna, avendo già venduto quasi l’80% delle disponibilità di offerte online mentre il Paese iberico è al 72% di prenotazioni. In Italia spiccano alcune destinazioni balneari: non più disponibili l’80% a Rimini, l’81% a Ravello, l’86% a Cavallino Treporti in Veneto, il 94% nel Cilento ed il 98% nel Salento. Anche la montagna italiana vede le destinazioni delle Alpi non più disponibili all’84%, quasi al passo con quelle francesi (87%). Alla data del 30 luglio, l’analisi delle prenotazioni aeroportuali da agosto a ottobre in confronto con i competitor diretti Spagna e Francia, indica ancora un calo delle prenotazioni sia in Italia che negli altri Paesi analizzati, nonostante l’Italia nel corso dei mesi estivi recuperi spazio di mercato. Nel complesso tra agosto e ottobre sono 191.533 prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali per l’Italia, 204.641 per la Spagna e 150.672 per la Francia.

IL CONTRIBUTO DEL TURISMO SUL PIL – “Certo si tratta di un momento in continua evoluzione – fa presente Enit – in cui le performance del settore sono evidentemente connesse all’andamento dell’epidemia in Italia e nel resto del mondo”. Di fatto, però, in termini economici “tenendo costante il Pil totale dell’Italia nel 2019, il confronto indica che il contributo diretto del turismo all’economia italiana diminuirà di 2,6 punti percentuali nel 2020 rispetto al 2019, quando rappresentava il 5,7 del prodotto interno lordo”. Si prevede, quindi, che il contributo totale (che comprende gli effetti indiretti e indotti, nonché l’impatto diretto) del settore diminuirà di 5,8 punti percentuali, rispetto al 13% del Pil nel 2019. “Come per gli impatti diretti – spiega l’Agenzia nazionale italiana del Turismo – la riduzione prevista per l’Italia è inferiore rispetto agli altri Paesi selezionati (-7,4% la Spagna sul valore del 2019). Inoltre l’Italia continua a stare davanti agli altri Paesi con 882,7mila menzioni totali” su internet in materia di turismo, “di cui 83,3 mila provenienti dal web e 799,4 mila dai social. Le mention hanno prodotto oltre 233 milioni di interazioni totali”.

IL BONUS VACANZA – Restando alla rete, il tema del ‘bonus vacanza’ produce un miliardo e 100 milioni di visualizzazioni seguito dal tema turismo con 362,2 milioni di visualizzazioni. D’altronde, rispondendo a un question time in Senato il ministro Dario Franceschini ha spiegato che finora sono oltre 900mila i beneficiari del bonus vacanze e più di 100mila quelli che lo hanno utilizzato, assicurando che il settore sarà tra quelli privilegiati nelle misure contenute nel decreto agosto e spiegando che si lavora su tre priorità. “Il prolungamento degli ammortizzatori sociali per i sistemi afflitti da crisi prolungata – ha detto – il sostegno alle imprese, compresi Imu e credito di imposta sugli affitti e l’aiuto ai settori più colpiti, agenzie e tour operator in particolare, che non hanno più clientela perché nessuno programma viaggi nel lungo termine e, quindi, hanno bisogno di un sostegno ben più forte dei primi 25 milioni che hanno già avuto e poi le città d’arte”. Che la strada sia ancora lunga e complessa lo dimostrano anche i dati dell’ultimo bollettino della Bce, che riguardano i tassi di occupazione, tutt’altro che incoraggianti. Prima della pandemia la crescita dell’occupazione si era attestata intorno al +14,2%, mentre a giugno il tasso di assunzioni nel nostro Paese è diminuito del 33,1%, percentuale determinata soprattutto dal turismo. Le assunzioni sono infatti diminuite del 77,9% e si tratta di un crollo senza uguali in tutta l’Unione europea.


Ilfattoquotidiano.it

Share
Share