Nigel Farage si è dimesso da capo dell’UKIP

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Ha detto che la politica «ha avuto un costo su di me e chi mi sta intorno: rivoglio indietro la mia vita, a partire da adesso»

Nigel Farage si è dimesso da leader dell’UKIP, il partito indipendentista del Regno Unito che più di tutti aveva fatto campagna per l’uscita dall’Unione Europea e che negli ultimi anni, in gran parte grazie al lavoro di Farage, era diventato politicamente rilevante sia nel Regno Unito che in Europa. Farage è considerato uno dei vincitori politici del referendum sull’uscita dall’UE, ma durante una conferenza stampa lunedì mattina ha detto di aver lasciato il suo incarico perché «non sono e non sarò mai un politico di carriera» e perché «non potrei mai raggiungere un traguardo più importante». Questo è il video dell’intervento di Farage alla conferenza stampa di questa mattina, intitolata Brexit Britain.

Nigel Farage ha 52 anni ed è stato eletto al Parlamento europeo per la prima volta nel 1999. Ha lavorato come intermediario in una società londinese fino al 2002, ha avuto un cancro ai testicoli da cui si è ripreso completamente, si è sposato due volte (la seconda volta con una cittadina tedesca che lavora per lui al Parlamento europeo) e ha quattro figli. Dal 2010 Farage è il leader dell’UKIP (un acronimo che sta per “UK Independence party”, Partito per l’Indipendenza del Regno Unito) fondato nel 1993 con il principale obiettivo politico di opporsi al Trattato di Maastricht (quello sulla libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea) e ottenere il ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea. Ne entrarono a far parte principalmente fuoriusciti dalla corrente più a destra del Partito Conservatore britannico. Lo UKIP è stato per molti anni marginale della politica britannica, considerato un partito di razzisti e fissati anti-europeisti: negli ultimi anni, però, ha cominciato a raccogliere consensi crescenti sia alle elezioni europee che a quelle amministrative. Alle elezioni politiche del 2015 lo UKIP è diventato il terzo partito del Regno Unito per numero di voti, ma è riuscito a far eleggere un solo parlamentare per via del sistema elettorale britannico.
Durante la conferenza stampa di oggi, Farage ha detto che seguirà i negoziati per l’uscita dall’UE ma che la sua carriera politica «ha avuto un costo su di me e chi mi sta intorno: rivoglio indietro la mia vita, a partire da adesso». Le dimissioni di Farage arrivano in un momento piuttosto tumultuoso della politica britannica: dopo il voto su Brexit ci sono state le dimissioni del primo ministro Conservatore David Cameron, contrario all’uscita del Regno Unito dalla UE, e quelle in massa degli esponenti più di spicco del partito Laburista dal cosiddetto “governo ombra” per chiedere le dimissioni del segretario Jeremy Corbyn. Farage si era già dimesso da capo dell’UKIP una volta, dopo le elezioni britanniche del 2015, ma poi era tornato leader quando il partito aveva respinto le sue dimissioni: oggi ha detto che questa cosa non accadrà nuovamente. Farage ha lasciato intendere che non si dimetterà da parlamentare europeo, spiegando che seguirà da lì i negoziati sull’uscita del Regno Unito dalla UE.

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