Papa Francesco e l’aiuto agli emarginati

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 Malgrado la pioggia quella di ieri a Torvaianica “è stata una giornata con il sole perché illuminata e riscaldata dalla presenza degli amici che sono arrivati con l’ambulanza del Vaticano”. Ad affermarlo è don Andrea Conocchia, sacerdote nella Chiesa della Beata Vergine Immacolata, che ha ospitato nel cortile della sua parrocchia i medici e gli infermieri dell’Elemosineria apostolica. Lì tamponi e vaccini antinfluenzali sono stati somministrati dal personale sanitario della Santa Sede ai “più poveri tra i poveri” della cittadina sul litorale romano.  Trentacinque persone, perlopiù senzatetto o persone che si prostituiscono sul lungomare di Torvaianica, hanno così ricevuto le cure che difficilmente avrebbero potuto trovare nelle istituzioni sanitarie tradizionali. La maggior parte di loro infatti si trova senza documenti e non ha medico di base. Molti provengono da Argentina, Colombia e Perù e spesso sono anche sieropositivi.
“La gente è felice di questa vicinanza, di questa presenza, attenzione e cura”, spiega a Vatican News don Andrea. “Queste persone non stavano nella pelle. Pregano per la Chiesa, chiedono di benedire il Papa. Veramente sono molto contenti e molto felici. Un’attenzione così concreta e efficace io mi immagino fosse la prima volta che l’abbiano avuta da parte della Chiesa”.
Non è la prima volta dall’inizio della pandemia che l’Elemosineria apostolica guidata dal cardinale Konrad Krajewski “esce” dal porticato di San Pietro per portare la propria assistenza a chi ne ha bisogno. Dalla consegna di mascherine agli indigenti della stazione Termini, alle donazioni di respiratori agli ospedali di Italia, Spagna e Brasile, l’obiettivo è sempre quello di portare la vicinanza spirituale e materiale di Papa Francesco a chi più soffre in questi tempi difficili. 

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