Mercato giù per la guerra al diesel. In giugno vendite in calo del 7,2%

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È sempre il diesel, bistrattato e demonizzato, al centro dei problemi dell’auto. La campagna a senso unico contro questa motorizzazione (rimostranze e precisazioni sulla sua virtuosità hanno avuto finora zero effetti) comincia a incidere seriamente sui dati di vendita.
In giugno, il mercato italiano è stato oggetto di un pesante calo (-7,3%), proprio a causa del tracollo della domanda di vetture diesel (-17%, come sottolinea in una nota l’Anfia). «Al netto di questi veicoli- aggiunge il direttore Gianmarco Giorda – le immatricolazioni sarebbero cresciute del 6% mese su mese e del 5% da gennaio, rispetto a un semestre che si è concluso con un -1,5%».

«Data la demonizzazione di questo tipo di alimentazione – commenta Gian Primo Quagliano (Centro studi Promotor) – i potenziali acquirenti di auto a gasolio si chiedono se orientarsi nuovamente sullo stesso motore, o se passare a un altro tipo. E, se affermativo, a quale. In questo modo molti automobilisti, che si trovano in questa situazione, rinviano acquisti già maturi». Nelle concessionarie, inoltre, lo stock di vetture a «chilometri zero», secondo i dati Unrae relativi a tutto febbraio, vede quelle diesel ormai oltre il 63%, più del doppio di quelle alimentare a benzina.

Preoccupato per le possibili ripercussioni che la guerra al diesel avrà sulle reti vendita è il presidente di Federauto (concessionari) Adolfo De Stefani Cosentino: «Il calo di queste immatricolazioni – osserva – lancia il tema della contrapposizione alla demagogia e, quindi, della transizione verso la mobilità del futuro, e di come essa debba essere accompagnata e guidata senza che si trasformi in un fattore di destabilizzazione anche per le imprese concessionarie e per il relativo indotto».
Nel dettaglio, per Fca (-19,3%) a risultare positivi sono stati solo Jeep (+91,7%) e Maserati +2,1%. «Sui dati di giugno e del primo semestre (-9,07%) pesano la decisione di Fca di dare precedenza alle vendite ai clienti privati piuttosto che a quelle sugli altri canali che sono decisamente meno remunerativi», spiega ancora Quagliano.

Gli altri big: in giugno bene Psa-Opel (+54,4%) e Volkswagen Group (+16,1%).

Pierluigi Bonora, Il Giornale.it

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